Martedì 22 Gennaio 2019 | 15:47

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Politica, nasce la piattaforma anti Rosseau: Boccia presenta Hackytaly

Il lancio - da parte del deputato di pugliese candidato alla segreteria nazionale Pd - della piattaforma open-surce che farà concorrenza a quella dei pentastellati

Politica, nasce la piattaforma anti Rosseau; Boccia presenta Hackytaly

ROMA - «Rousseau non è sicura, non è trasparente ed è obsoleta». Smonta con queste parole la piattaforma di democrazia partecipativa del M5s, Francesco Boccia, lanciando la sua candidatura alla segreteria nazionale del Pd nel corso della convention «A porte aperte», in cui presenta la piattaforma open-surce Hackitaly, che farà concorrenza a quella dei pentastellati. «La doniamo a titolo gratuito al Pd che sogniamo: il Pd del domani deve avere sezioni, tablet, piazze e marciapiedi, perché significa che si sarà liberato dagli apparati e dai signori delle tessere che lo condizionano», auspica il deputato pugliese, avviando un dibattito sull’uso della rete in termini democratici.

Presso le Officine Farneto, Boccia ha invitato al confronto i giovani delle start-up italiane, gli inventor sulle cui spalle vuole mettere il Paese, con pezzi di Confindustria e Confcommercio, Confartigianato, sindacati e Abi, per spingere sull’innovazione, a partire dal Piano Industria 4.0 disegnato da Calenda. «Con le parti sociali apriamo una nuova stagione», dice Boccia, che in vista del Congresso racconta la sua idea «per far ripartire da zero il Pd grazie ad una nuova piattaforma democratica e trasparente a cui ci si potrà iscrivere dal 20 dicembre». Lo sviluppatore di software di Bisceglie, Giuseppe Mastrodonato, ha ricordato che gli hacker hanno violato ben tre volte il database di Rousseau, e «potremmo bucarlo anche noi adesso, se non fosse un reato», aggiunge Boccia, che rende merito alla capacità visionaria di Casaleggio senior come precursore.

«Ma a parte l’unicità, dietro Rousseau non c’è niente, non è possibile accedere al codice sorgente, che conoscono solo Grillo e la Casaleggio Associati», osserva il deputato. «Senza il codice sorgente nessun cittadino può verificare che le votazioni on-line non siano manipolate da terzi», osserva Mastrodonato, che paragona la politica al Titanic che viaggia ignara verso l’iceberg – internet che la farà affondare. Rousseau «è un commentificio, e un mare di commenti finisce per avere poco valore, è il caos, non è un luogo in cui si esercita l’intelligenza collettiva, la partecipazione è limitata per mantenerne il controllo e anche qualitativamente la proposta della piattaforma del M5s è bassa», spiegano Mastrodonato e Boccia. «Con Hackitaly ogni utente potrà partecipare alla costruzione del testo,modificando ed integrando la proposta iniziale e potrà votare le singole proposte o quella finale», aggiunge lo sviluppatore.

«Grillo è in buona fede», secondo Boccia, che però assicura di non voler fare alleanze con il M5s, «ma sfidarli nel merito sulla trasparenza e la selezione della classe dirigente». Mentre prossimamente ci sarà una sessione apposita «su Salvini, che usa come una clava la rete, e che è il principale avversario politico, avendo una idea diversa di società». «Anche il Pd è sul Titanic – aggiunge Boccia – con l’individualismo, i signori delle tessere, il partito personale, l’arroganza, i candidati imposti, i congressi farsa in Sicilia, ma può ripartire un Pd digitale, democratico e trasparente, capace di riconnettersi alle persone», dice salutando Andrea Orlando, in sala. Poi si rivolge all’assente «amico Giachetti», sulla cui raccolta di firme per la candidatura ha presentato ricorso Dario Corallo. «Nessuno prenda in giro la comunità del Pd, se la sua è una candidatura voluta da qualcun altro – avverte Boccia – sarebbe meglio non prestarsi a certi giochetti, perché questo congresso deve essere tra persone che amano il Pd e che vi resteranno», dice invitando a tornare, chi già è andato via.

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