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Gasdotto Tap, il governo prende altro tempo

Corteo anti-gasdotto a Leccepresenti anche donne e bambini

Di Maio alla Camera: decisione a breve. I «No Tap» a Conte: ci sia diritto al clima. Emiliano: incompatibile uno dei periti

25 Ottobre 2018

Elena Armenise

LECCE - A breve le valutazioni finali del ministero dell’Ambiente sul gasdotto Tap. Lo ha confermato, ieri, nel corso del question time alla Camera, il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che ha ricordato che è in corso la valutazione. Intanto, il presidente della Regione, Michele Emiliano, chiede la sostituzione di uno dei periti nominati dal gip del Tribunale di Lecce per la superperizia nell’ambito dell’inchiesta sul gasdotto. Si tratta di Fabrizio Bezzo, docente presso l’Università di Padova. Allo stesso dipartimento di Ingegneria industriale, appartiene anche Giuseppe Maschio, consulente di parte di Tap. Una conoscenza professionale di lungo corso fra i due docenti. Emiliano, per ragioni di opportunità, ha chiesto, tramite l’avvocato Francesco Zizzari, la sostituzione di Bezzo.

In queste ore si attende, intanto, la decisione del governo sul futuro dell’opera. Il ministero sta analizzando la documentazione consegnata, nei giorni scorsi, dal sindaco di Melendugno, Marco Potì. «Sul Tap stiamo aspettando le valutazioni finali del ministero dell’Ambiente che dovrebbero arrivare a giorni» ha riferito, ieri, Di Maio. A intervenire durante il question time con il ministro, il deputato di Forza Italia con delega all’energia, Luca Squeri. «Il gas è la principale fonte energetica del Paese – ha detto – siamo i maggiori consumatori in Europa e lo importiamo per oltre il 90% del nostro fabbisogno. In questo quadro – ha aggiunto Squeri – esistono criticità legate sia alla capacità di assicurare un’adeguata fornitura durante l’inverno sia ai costi, le bollette sono aumentate a giugno e a ottobre e aumenteranno ancora a gennaio – ha riferito - Il Tap è una risposta valida, ma il governo continua a nicchiare. È da tempo che sentiamo ripetere, come fatto oggi (ieri, ndr) dal ministro, che le valutazioni del ministro dell’Ambiente dovrebbero arrivare a giorni. Dietro questo fumo – ha aggiunto – c’è la volontà ideologica di annullare un progetto che è l’unico strumento per ribaltare in positivo la situazione. Non possiamo accettare – ha concluso - che l’esecutivo giochi su temi tanto importanti».

Al momento i lavori a Melendugno, il comune salentino dove è previsto l’approdo del gasdotto che trasporterà in Italia il gas azero, sono fermi, in attesa di conoscere le valutazioni del ministero. «Ritardo dei lavori sulla Tap? Non possiamo intervenire, non è il nostro ruolo – ha detto, ieri, Stefano Cao, amministratore delegato di Saipem (che dovrà occuparsi dello scavo del microtunnel e della condotta per il trasporto del gas tra Albania e Italia, attraverso il mare Adriatico) – I lavori, dopo la pausa estiva sono ripresi nella parte albanese, per quella italiana aspettiamo la luce verde». Ieri, il Comune di Melendugno ha chiesto al ministero delle Infrastrutture il ritiro, in autotutela, della nota ministeriale e dell’ordinanza della Capitaneria di porto di Otranto con cui si consente a Tap di effettuare le attività per l’installazione di un palancolato sottomarino senza concessione demaniale. Da parte di comitati e associazioni è partito, invece, un appello al governo per il rispetto del diritto umano al clima. Con una lettera, inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (tramite il professore di diritto costituzionale comparato dell’Università del Salento, Michele Carducci), si chiede al governo che venga rispettato il diritto al clima (dopo il report Ipcc-Onu che invita a non attivare opere fossili) e si ricorda il dovere di informare i cittadini sulle emissioni climalteranti di tali nuove opere a danno degli obiettivi di Parigi. Inoltre, si chiede un’effettiva analisi costi-benefici. 

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