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In Puglia e Basilicata

Lecce, «la Procura indaghi sull’accordo Perrone-Pankiewicz»

Lecce, «la Procura indaghi sull’accordo Perrone-Pankiewicz»
Controffensiva del Movimento «Io Sud» alla cacciata dalla Giunta municipale di Lecce. Gli assessori defenestrati: «È stata messa a nudo una verità sconcertante sul disegno che, se confermato, è criminoso U n’immagine squallida della politica cittadina». la replica del centro moderato: «È stata un’intesa politica nobile Poi è successo che abbiamo litigato sulla tempistica d’attuazione»

16 Maggio 2009

LECCE - Non solo un ricorso amministrativo contro la revoca delle deleghe, ma anche una sollecitazione alla Procura della Repubblica a fare luce sul presunto accordo tra il sindaco Paolo Perrone eWojtek Pankiewicz. La controffensiva del movimento “Io Sud” di Adriana Poli Bortone alla cacciata dalla Giunta di Palazzo Carafa non conosce sosta.

E, ieri, all’indomani del ritiro della fiducia dell’esponente del Centro moderato al primo cittadino per non aver ottenuto un assessorato, sono stati i due ex assessori Severo Martini e Luciano Battista ad attaccare duro: «La conferenza stampa del professor Pankiewicz ha messo a nudo una verità sconcertante sul disegno che, se confermato nei fatti, è criminoso, portato avanti con lucidità contro una componente importante della maggioranza venuta fuori dalle urne nel 2007» sottolineano i due polibortoniani.

«Deve essere chiaro ai cittadini leccesi che siamo stati danneggiati dall’accordo, palesemente dichiarato dal consigliere Pankiewicz, fra lui e il sindaco. Accordo che, fin da tre mesi addietro, prevedeva la nostra esclusione dalla giunta e la nomina del professore Pankiewicz ad assessore in cambio della sottoscrizione della dichiarazione di candidatura nella lista del ministro Fitto “La Puglia prima di tutto”, nonché dall’ingresso in maggioranza della sua compagine politica».

Ma, al di là dei riflessi giudiziari «che» rimarcano Martini e Battista «considerata la pubblicità degli eventi, immaginiamo che la Procura della Repubblica voglia approfondire », si sarebbe data un’immagine «particolarmente squallida» della politica cittadina. «Ancora più squallida, perché aggravata dalle dichiarazioni arroganti del sindaco che, calpestando la dignità politica e personale dei consiglieri di opposizione, preannuncia ulteriori passaggi nell’alveo della sua nuova maggioranza, semmai ottenuti con le stesse modalità “m e rc a n t i l i ” fin qui poste in essere» rincarano la dose da “Io Sud” «Risulta evidente oramai come la formazione della lista “La Puglia prima di tutto” sia nata sotto la spinta di fortissimi condizionamenti che ad oggi soltanto Pankiewicz ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente.

Inquietanti il voto favorevole sul bilancio e la candidatura nella lista “La Puglia prima di tutto” all’at t o delle promesse, a riprova dell’i n e q u ivocab ile nesso causale, il ritiro della candidatura ed il rientro nella minoranza al venir meno della promessa stessa. Questa sì che rappresenta la vera discontinuità con l’amministrazione Poli Bortone: lei ha sudato tanto, nel '98, per abbattere il mercato sconcio di piazza Libertini, ridando dignità alla città, Perrone ha portato uno sconcio di “m e rc at o ” a Palazzo Carafa». Ma la controreplica di Pankiewicz alle parole di Martini e Battista invita alla prudenza: «Non perdiamo il senso della misura» dice «Io e il sindaco Perrone, tre mesi fa, abbiamo raggiunto un’intesa politica nobile, che prevedeva non solo l’attuazione dei nostri programmi elettorali, praticamente identici, ma anche, su mia richiesta, un impegno per fare di Lecce, città capoluogo, un laboratorio virtuoso di federalismo, sussidiarietà, cittadinanza attiva, attenzione ai problemi del Sud.

Temi sui quali, da sempre, sono in prima linea. La candidatura non c'entra niente. E’ venuta dopo. Lo stesso dicasi per la vostra esclusione dalla Giunta, della quale, anche in conferenza stampa, mi sono rammaricato. Poi» conclude Pankiewicz «è successo che abbiamo litigato sulla tempistica di attuazione dell’accordo. Dov'è il problema?».
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