Martedì 11 Dicembre 2018 | 10:56

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Il congresso giovani avvocati

Processo on line e giudici di pace
Le «arringhe» dell'Aiga al ministro
Bonafede: «Falsità su Palagiustizia»

A Trani il Guardasigilli alla presentazione dei lavori: polemiche sul caso Palagiustizia

Processo on line e giudici di paceLe «arringhe» dell'Aiga al ministroBonafede. «Falsità su Palagiustizia»

Bonafede a Trani (foto Luca Turi)

Accesso alla professione legale e formazione; digitalizzazione; regolarizzazione della magistratura onoraria composta. Una organica e concreta riforma della Giustizia non può non partire da questi tre punti: queste le richieste rappresentate al Governo, attraverso il ministro della Giustizia, Alberto Bonafede, nel corso della presentazione del Congresso nazionale straordinario dell’Aiga, Associazione italiana giovani avvocati, iniziato oggi a Trani e che proseguirà a Bari venerdì e sabato.

«In 15 anni ci sono stati cambiamenti enormi nel percorso del praticante sino all’abilitazione – ha detto l’avvocato Albero Vermiglio, presidente nazionale Aiga -. Tutte modalità di accesso che dimostrano come non ci sia mai stata una voglia di ristrutturare il sistema con una riforma organica. Per questo, chiediamo che i nostri giovani debbano frequentare 18 mesi le nostre Scuole per poi avere diritto a svolgere un esame certificativo piuttosto che partecipare a un concorso camuffato come accade oggi». 

Altro tema, la digitalizzazione. «Ci hanno costretto a digitalizzare la professione, ma a questo punto lo sforzo deve essere maggiore - ha aggiunto Vermiglio - . Tutto va digitalizzato. Pensiamo ad esempio ai processi davanti al Giudice di Pace. Occorre creare una piattaforma unica per qualsiasi giurisdizione e grado di giudizio. Non è possibile, ad esempio, per l’avvocato “generalista” gestire più piattaforme, tante quante sono le specializzazioni, una per il civile, il tributario e così via». 

Ricordando anche come in uno degli ultimi incontri durante la campagna elettorale aveva incontrato i giovani avvocati italiani. «Allora dissi loro che mi sarei impegnato per tornare prima occasione utile. Eccomi”, ha detto il ministro annunciando anche di avere avviato un percorso per “costituzionalizzare la figura dell’avvocato”, rispondendo al giornalista Francesco Giorgino che ha anche intervistato l’avvocato Andrea Mascherin, presidente del Consiglio nazionale forense».

Sui giudici di pace, il tema calcio della definizione del ruolo di questi giudici non togati. «Noi chiediamo ci siano regole precise anche per regolarizzare i magistrati onorari che, a quel punto, sia chiaro, dovranno scegliere tra avvocatura e magistratura». I lavori proseguiranno domani e sabato a Bari.

LA POLEMICA SUL PALAGIUSTIZIA DI BARI - Tuttavia non è mancato un riferimento al caso del Palagiustizia e alla coda di polemiche. Bonafede, pur senza fare nomi, ha criticato duramente chi lo aveva accusato di non interloquire con gli addetti ai lavori. «E' assolutamente falso, lo smentisco». Il riferimento, evidentemente, era al sindaco Decaro e anche agli avvocati che avevano preso posizione contro il Guardasigilli a proposito della vicenda di via Nazariantz e del trasferimento nelle sedi provvisorie di Modugno e via Brigata Regina che, ha ribadito, sono solo sostitutive delle tende. Ha preso atto della gravità della situazione «di urgenza ma non di emergenza», sfatando l'ipotesi del commissario che era stato richiesto da più parti. Ha sottolineato l'accelerazione della consegna del nuovo edifico della cosiddetta soluzione-ponte.

INTERCETTAZIONI E ASSUNZIONI - «Chiederò un numero di assunzioni elevato, so che è necessario avere anche nuovi magistrati, avere un tessuto in termini di organico che risponda alle richieste di giustizia. Farò richieste molto ambiziose in questi termini». Lo ha annunciato a Trani il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, durante il congresso nazionale Aiga.
«Il ministro Tria - ha aggiunto - ha chiesto una sorta di spending review ai vari ministri che possa consentire poi maggiori investimenti. Sulla Giustizia più di quanto si è tagliato in questi anni non si può più tagliare».

Sul tea intercettazioni, Bonafede ha precisato che gli interventi del precedente governo «erano chiaramente finalizzati a proteggere i politici. Se sei ministro o deputato o senatore hai tanti onori ma anche oneri, compreso fare attenzione all’interlocutore di una telefonata. Le intercettazioni che sono venute fuori - ha spiegato Bonafede - e che spesso hanno svelato situazioni imbarazzanti e che hanno portato giustamente a dimissioni di ministri, dimostrano che c'era stata un’attività inopportuna di un politico rispetto ad un soggetto che era indagato».

Il ministro ha poi ricordato di avere «criticato l’operato del vecchio Governo anche per gli interventi emergenziali, spesso funzionali ad assecondare l’opinione pubblica su un tema in particolare, e poi nel merito a volte completamente folli».

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