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La ricapitalizzazione

Bari, contro il fallimento si apre a nuovi soci. Caccia a 3 mln per 70%. Il nodo dei debiti

Il termine per versare è lunedì 16. Giancaspro proponeva di coprire i 4,5 milioni con un pagherò su se stesso. Pignorati da Equitalia pignora i 28mila euro della quota dell'ex arbitro

Bari calcio verso il fallimento:  Giancaspro propone pagherò su se stesso e Paparesta pignorato

BARI - Il conto alla rovescia inizia oggi con la pubblicazione della delibera del consiglio di amministrazione di Football club Bari 1908 con cui si apre il capitale a terzi per evitare il fallimento. Un verbale l'11 luglio e iniziato il giorno 9, con cui si apre ufficialmente all'esterno il capitale della società per un importo pari a 3 milioni di euro. Il cda avrebbe raggiunto la decisione di non tener conto della copertura assicurata dall'imprenditore molfettese per ripianare i 4,5 milioni: Giancaspro, tuttavia, conserverebbe circa il 30% delle quote. Il cda ha deciso anche di muoversi su questa linea: consentire la sottoscrizione dell’aumento di capitale rimasto inoptato per quote minime di 500mila euro. Ovvero da uno a sei potenziali soci, che si dividerebbero il 70% delle quote azionarie dal momento che il 30% è stato già coperto dal milione e mezzo di Giancaspro.

L'imprenditore, ricordiamo, aveva proposto di definire la ricapitalizzazione con il trasferimento di un credito di due sue società, una sorta di «pagherò» su se stesso. Ipotesi che non è stata presa in considerazione, di quii la decisione di mettere a disposizione di esterni l'inoptato per un importo non superiore a 3 milioni visto che la restante parte per raggiungere la quota dei 4,6 milioni sarebbe stata garantita con altre provviste finanziarie. Il termine per versare i soldi da parte dei nuovi soci, slitta a lunedì 16 luglio, alle 18. Ma chi subentra si farebbe carico anche dei debiti e dei rischi di contenziosi in corso con Infront (oltre 4 milioni), i dipendenti (pendono diverse cause), i fornitori, oltre a mancati versamenti dell'Iva e una lite triburtaria con il Comune di Bari, per citarne alcuni. D'altro canto, va tenuto altresì in considerazione che, almeno sulla carta, con la ricapitalizzazione i conti dovrebbero tornare in equilibrio salvo il necessario per affrontare il prossimo campionato.

LA NOTIZIA DELLE DIMISSIONI DI BIGA - In mattinata, ad agitare le acque, era stata la notizia delle minacciate dimissioni dell'avvocato Francesco Biga. Il professionista, fedelissimo al presidente Giancaspro, pare avesse deciso deciso di gettare la spugna rimettendo il suo mandato come consigliere di amministrazione, infliggendo un altro colpo al club biancorosso. Una decisione  - che poi sarebbe rientrata probabilmente per la scelta di aprire il capitale all'esterno - maturata dopo una notte di incertezze e mezze verità che ha fatto vivere una lunga notte a decine di migliaia di tifosi con il fiato sospeso. 

IL PASSO INDIETRO DELL'EX ARBITRO - Gianluca Paparesta, con un post pubblicato su Facebook ieri pomeriggio, si è fatto ufficialmente da parte annunciando anche il disinteresse della (riferita) cordata disponibile a condividere il progetto di un nuovo Bari. Paparesta ha versato 28mila euro corrispondenti al suo 0,66% ma la somma è stata oggetto di un pignoramento da parte di Equitalia (come riferisce un altro servizio della Gazzetta di oggi). Le somme versate da Paparesta, per questo motivo, sarebbero state iscritte con riserva.

IL TENTATIVO DEL SINDACO DECARO - Il sindaco Decaro, nella giornata di ieri, ha contattato imprenditori nel tentativo di riavviare l'esperienza e ripartire da zero. Ma l'attuale situazione di poca chiarezza e soprattutto di un socio di maggioranza che, seppur disposto a cedere una parte dell'azionariato intenderebbe conservarne almeno un terzo, spaventa chiunque debba mettere sul piatto i propri soldi. Intanto le lancette dell'orologio scorrono inesorabilmente e il Bari fa il conto alla rovescia per evitare un secondo fallimento. Senza un versamento concreto, per il Bari si apriranno le porte del  fallimento e la ripartenza da zero, ovvero dalla serie D con il titolo nelle mani del sindaco della città. Finirebbe così un sogno, quel sogno che nell'inno del Bari ha animato intere generazioni.

I POSSIBILI SCENARI: DAL RIPENSAMENTO DI PAPARESTA, AI TERZI, AL FALLIMENTO - Per quanto riguarda l'apertura verso terzi, anche qui va messo un po' d'ordine. L'imprenditore Mimmo Di Paola, in una conferenza stampa, ha dichiarato la sua disponibilità a dare un contributo e ha lanciato un appello agli imprenditori. Ma prima di tutto verrebbe il socio di minoranza, Gianluca Paparesta a cui spetterebbe il diritto di prelazione (pur in presenza di una modifica dello statuto che cancella la prelazione sulla vendita). L'ex arbitro ha motivato la sua decisione (e degli eventuali investitori) a causa della poca certezza sull'iscrizione al campionato nonchè sull'eventuale rischio di penalizzazione. Nel caso di offrire l'inoptato a terzi, a Giancaspro resterebbe comunque una fetta del 30% del pacchetto azionario. Il termine per versare i soldi da parte dei potenziali interessati scade lunedì, in caso contrario accaderebbe il peggio: ovvero la ripartenza dalla serie D. Salvo eventuali piani B.

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Commenti all'articolo

  • massimovolt

    11 Luglio 2018 - 21:09

    Ma un imprenditore che investe il proprio denaro per il divertimento domenicale di gente capace solo di strillare e criticare, è una persona normale o bisognosa di assistenza psichiatrica????

    Rispondi