Domenica 19 Aprile 2026 | 13:39

Omicidio Carta, i carabinieri alla ricerca del movente: le risposte dal cellulare della vittima

Omicidio Carta, i carabinieri alla ricerca del movente: le risposte dal cellulare della vittima

Omicidio Carta, i carabinieri alla ricerca del movente: le risposte dal cellulare della vittima

 
Redazione online

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Personal trailer ucciso a Foggia, ancora fiori e biglietti sul luogo del delitto. I funerali forse in settimana

Intanto, in molti si stanno fermando davanti al luogo del luogo del delitto per lasciare ancora biglietti e fiori. I funerali potrebbero esserci già in settimana: il nulla osta arriverà dopo l'autopsia di domani

Domenica 19 Aprile 2026, 12:16

12:51

Sarà conferito domani dal pm Mongelli l’incarico per eseguire l’autopsia su Dino Carta il personale trainer di 42 anni assassinato a colpi di pistola a Foggia il 13 aprile sera mentre portava a passeggio il suo cane a pochi passi dalla sua abitazione in via Caracciolo. Nella stessa giornata sarà eseguito l’esame utile per chiarire con precisione anche la dinamica dell’agguato ai danni dell’uomo incensurato, padre di due bambine. Il giorno dopo dovrebbero essere celebrati i funerali del 42enne.

È l’unica novità al momento nel giallo del delitto del “personal trainer” che non ha ancora un movente. I carabinieri del comando provinciale coordinati dalla procura di Foggia, proseguono le indagini e si concentrano in particolare sulle immagini delle telecamere acquisite e sul telefono cellulare della vittima che aveva in tasca la sera del delitto. Tra le varie ipotesi - anche se con molta cautela - non viene scartato un episodio che avvenne il 22 ottobre del 2023 nello stabile dove abita la famiglia Carta, in via Caracciolo. Quel giorno dall’impalcatura che all’epoca circondava l’edificio interessato a lavori, cadde un giovane uomo e morì. La vittima non era residente nel palazzo e - a quanto si apprende - precipitò dal terzo piano. All’epoca il caso fu classificato come un incidente. Sul corpo non furono trovati segni di violenza e il caso fu archiviato. Gli investigatori studiano anche quell’episodio che potrebbe aver innescato risentimenti nei confronti della famiglia Carta: nel palazzo abitano sia la famiglia di Dino Carta sia quella del padre. Tuttavia va ricordato che la famiglia della vittima all’epoca dei fatti non presentò denuncia nei confronti dei Carta così come la famiglia Carta non presentò alcuna denuncia per presunte intimidazioni o minacce.

Le indagini sono ovviamente indirizzate anche sulle immagini della videosorveglianza della zona che hanno mostrato un uomo incappucciato in monopattino che si dirige verso il luogo della sparatoria pochi secondi prima dell’agguato. Si indaga per identificarlo ma anche per accertare un suo eventuale coinvolgimento nell’accaduto perché potrebbe trattarsi anche di una coincidenza temporale che nulla ha a che fare con il delitto.

Gli investigatori in questi giorni hanno inoltre già ascoltato diverse persone, amici, familiari e conoscenti di Carta, scavando nella vita privata e professionale del 42enne, personal trainer in una palestra cittadina in viale degli Aviatori (nei pressi dell’aeroporto civile Gino Lisa di Foggia) e nel tempo libero volontario presso la parrocchia di San Francesco Saverio in piazza XX settembre.

Ieri sera al Tg1 ha parlato Sara Traisci, la moglie di Dino Carta, che ha ricostruito cosa è accaduto la sera del delitto quando il marito è uscito per portare a spasso il cane. «Lui - ha detto la donna - era felicissimo di essere tornato prima a casa. Mi ha detto: dieci minuti e torno, il tempo di portare Maya e stiamo assieme».

«Mio marito non ha mai avuto nemici - ha detto la signora Sara -. Voglio capire io perché hanno fatto male ad una persona che non ha mai fatto male a nessuno, e perché non potrà essere più insieme alle sue figlie». Poi l’appello ai foggiani, già lanciato più volte negli scorsi giorni dal difensore della famiglia: «Io spero che possa esserci meno omertà e più coraggio. Se qualcuno ha visto qualcosa, se qualcuno ha un minimo particolare, lo riferisca alle forze dell’ordine per fare chiarezza e dare giustizia a Dino».

Ancora fiori sul luogo del delitto

C'è un papà che depone due rose bianche insieme alle proprie bimbe, chi scuote la testa in segno di incredulità, chi fa il segno della croce e chi invoca giustizia sostenendo che non è «più possibile vivere in questo mondo». In tanti questa mattina si stanno fermando davanti al luogo in cui a Foggia è stato ucciso il personal trainer 42enne Dino Carta, la sera di lunedì 13 aprile, con quattro colpi di pistola. E’ la prima domenica senza il 42enne per la sua famiglia, la moglie e le sue due figlie: una bimba di appena 10 mesi ed una di 12 anni avuta da una precedente relazione. A pochi passi da via Caracciolo, dove Dino Carta viveva ed è stato ucciso mentre camminava con il suo cane Maia, c'è una chiesa e in molti, passando per andare a messa, si fermano davanti al luogo del delitto pieno di fiori e lumini.

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