Mercoledì 23 Ottobre 2019 | 05:25

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Rotture in successione, tre in poco più di dieci giorni. Che succede alle migliori condotte idriche del Mezzogiorno, come da statistiche nazionali (si legga articolo a fianco)? È il freddo che le spacca: in via Nedo Nadi, via Tenente Iorio e l’ultima in ordine di tempo in via Da Sarno nel sottosuolo i tubi hanno fatto crac lasciando gli abitanti degli isolati senz’acqua per diverse ore. In via Nadi (zona rione Biccari) i rubinetti sono rimasti all’asciutto per più di dieci ore. Rotture ripetute, dovute al freddo e anche a microscosse di terremoto nel sottosuolo (proprio ieri i sismografi hanno registrato un’altra scossa di magnitudo 2,1 fra San Severo e Apricena). La terra è mobile, come la donna del celebre Rigoletto. Ma per gli amanti del retroscena, qualcuno ha subito immaginato vi fosse quasi una regia dietro l’anomala conseguenzialità degli eventi, una sorta di racket delle condotte idriche dati i tempi non proprio rassicuranti sull’argomento. Niente di tutto questo: «Le rotture sono più frequenti nei mesi invernali che in estate - spiega il portavoce dell’Acquedotto, Vito Palumbo - parliamo di rotture fisiologiche perchè i tubi sono soggetti a continue sollecitazioni soprattutto da parte della stessa acqua. La pressione, infatti, non è sempre costante. Nei picchi di consumo c’è meno pressione, ma quando i cittadini prelevano di meno questa aumenta e spinge direttamente sulle condotte sottoposte a forti carichi per tutto il giorno. Bisogna fare anche i conti con le microscosse di terremoto che nel sottosuolo si avvertono molto più che in superficie. Inevitabile che prima o poi qualche tubo si rompa».


Poi c’è il freddo a fare la differenza. E con temperature fisse intorno ai 3-4 gradi anche a Foggia (che di notte scendono ulteriormente), le sollecitazioni nel sottosuolo possono essere anche maggiori. Del resto stiamo parlando di temperature sotto la media per una città che anche nei mesi invernali non è ancora abituata a fronteggiare il gelo degli ultimi periodi. Il clima sta cambiando e la nostra città da qualche anno registra picchi vicini allo zero molto più frequenti rispetto a un lustro fa per esempio. Una novità, senza dubbio, sul piano climatico. Anche questa avvertita sulla tenuta dei tubi? «Nelle condotte troviamo a volte ghiaccio, ma certe rotture avvengono anche a causa di fughe di corrente: è il caso della rottura in via Tenente Iorio», riferiscono i tecnici di Aqp intervenuti sul posto in piena domenica sera. «Siamo intervenuti anche per chiudere una piccola perdita in via Napoli perchè il freddo aveva crepato le condotte. In questo periodo le rotture purtroppo si susseguono, a Lucera per lo stesso periodo c’è stata una perdita in zona Porta Foggia e veniamo chiamati per altre riparazioni un po’ da tutti i centri della provincia». La squadra di pronto intervento «h24» dell’Acquedotto e della ditta Florio (per le grandi riparazioni) risponde al numero 800.735.735 anche di domenica e nei festivi.


Tuttavia nel caso dell’ultima rottura, in via padre Angelico Da Sarno, l’intervento non sarebbe stato tempestivo secondo quanto denuncia il consigliere comunale Vincenzo Rizzi: «La perdita era stata segnalata già il 20 gennaio come ci è stato riferito dai vigili urbani, ma solo dopo diverse ore c’è stato l’intervento e nel frattempo decine di metri cubi d’acqua sono andati dispersi. Un ritardo che non giustifichiamo, non sappiamo se si sia trattato di un difetto di comunicazione, ma i cittadini si sono preoccupati: tanta acqua fuoriuscita può essere un potenziale rischio anche per le fondamenta dei palazzi intorno».

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