Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 23:16

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Omicidio Desiree, il ghanese catturato a Foggia: «Con lei rapporto consensuale»

Yusif Salia, fermato a Borgo Mezzanone dopo l'omicidio della 16enne a Roma, è stato interrogato in carcere

Omicidio Desiree, il ghanese catturato a Foggia: «Con lei rapporto consensuale»

Ha respinto tutte le accuse, a cominciare da quella di aver partecipato all’omicidio di Desirèe Mariottini, la 17enne trovata morta in uno stabile abbandonato a Roma, Yusif Salia il ghanese di 32 anni catturato il 26 ottobre scorso in una baracca abusiva che si trova nel ghetto di Borgo Mezzanone, nel Foggiano. Stamattina il ghanese è stato interrogato per più di un’ora nel carcere di Foggia dal Gip Carmen Corvino su richiesta di rogatoria del gip di Roma Maria Paola Tomaselli che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare per concorso in omicidio volontario, violenza sessuale e spaccio di droga. Salia avrebbe riferito di aver avuto con Desiree, che sapeva essere 20enne, un rapporto sessuale consensuale, la sera del 18 ottobre, il giorno prima del delitto. "Yusif - ha precisato uno degli avvocati di Salia Margherita Matrella - sapeva che Desirée aveva vent'anni. Quella sera del 18 ottobre sono entrati mano nella mano nel container di via dei Lucani. Poi, una volta all’interno, hanno consumato un rapporto sessuale consensuale».

Quando ha saputo che Desiree era morta «Salia sarebbe scoppiato a piangere». Lo ha detto uno dei legali di Yusif Salia, Margherita Matrella, ricostruendo quanto detto al gip dal suo assistito, il ghanese di 32 anni catturato il 26 ottobre scorso in una baracca abusiva che si trova nel ghetto di Borgo Mezzanone, nel Foggiano.
Il 32enne, difeso dagli avvocati Margherita Matrella e Giovanni Vetritto, ha fornito una propria versione dei fatti rispondendo alle domande del giudice. Yusif Salia ha raccontato di aver conosciuto Desirée per il tramite di una ragazza congolese che frequentava lo stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo. Subito dopo, emergerebbe dall’interrogatorio, Yusif Salia avrebbe invitato Desirée ad andare via, a seguirlo perché doveva partire per Frosinone dove avrebbe incontrato un amico. "Lei ha rifiutato l’invito rispondendogli di essere troppo stanca» - ricostruisce Margherita Matrella. Salia avrebbe appreso del decesso di Desirée solo il giorno seguente. "Tornato a Roma, il 19 ottobre, alcuni spacciatori e prostitute che frequentano il palazzone lo hanno informato della morte della sedicenne. Salia sarebbe anche scoppiato a piangere», ha aggiunto il legale.

I difensori del ghanese Yusif Salia, in carcere a Foggia con l’accusa di aver preso parte all’omicidio e alla violenza sessuale di gruppo di Desiree Mariottini, presenteranno ricorso al Tribunale del Riesame di Roma per chiedere la scarcerazione del loro assistito per insufficienza di gravi indizi di colpevolezza in relazione alla morte della 17enne.
Stesso ricorso sarà presentato al Tribunale del Riesame di Bari in relazione alla detenzione degli 11 chili di marijuana che vennero sequestrati al ghanese nella baracca del ghetto di Borgo Mezzanone, a Foggia, dove l’uomo si trovava il 26 ottobre scorso al momento del fermo per l’omicidio della diciassettenne.

«Non conosco le altre tre persone arrestate per la morte di Desirée». Lo ha detto al gip di Foggia che lo interrogata per rogatoria Yusif Salia, il ghanese 32enne in carcere a Foggia con l’accusa di aver preso parte all’omicidio e alla violenza sessuale di gruppo di Desirée Mariottini. Il ghanese si riferiva agli altri tre extracomunitari fermati dopo i fatti.

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