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Sanità

Cerignola, muore a 38 anni in ospedale: i familiari vogliono chiarezza

I parenti della vittima hanno presentato denuncia. La Asl ha avviato un'inchiesta interna

Cerignola, muore a 38 anni in ospedale: i familiari vogliono chiarezza

CERIGNOLA - Una inchiesta penale e una interna sono state avviate dalla Procura di Foggia e dalla Asl dopo la denuncia presentata dai familiari di una donna di 38 anni, Stefania Fede, di Stornara, morta ieri mattina in seguito ad un arresto cardiaco nell’ospedale Tatarella di Cerignola.

La polizia ha sequestrato la cartella clinica della donna mentre la procura avrebbe già nominato un consulente medico legale per l’autopsia.

Annunciando in una nota l’avvio dell’indagine interna, la direzione generale della Asl di Foggia precisa che «la signora è stata seguita in rianimazione, struttura ad alta intensità assistenziale, con diligenza e professionalità».

Nella denuncia presentata dal fratello della donna, si legge che Stefania «il 16 ottobre scorso mentre era nel cortile del suo appartamento ha avuto un malore» è stata quindi soccorsa ad accompagnata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Cerignola. «In base a quanto ci hanno detto i sanitari - racconta il fratello - ha avuto un arresto cardiaco» ed è stata quindi rianimata con una massaggio cardiaco. Secondo i medici Stefania - si ricostruisce nella denuncia - doveva essere trasferita agli Ospedali Riuniti di Foggia perché poteva essere affetta da problemi di natura neurologica. Dopo circa un’ora la donna ha avuto però una nuova crisi, che ha impedito il trasferimento. «I medici - ripercorre il fratello nella denuncia - ci hanno comunicato che era stata indotta al coma farmacologico. Mia sorella è stata in coma farmacologico fino alla mattina del 19 ottobre, quando hanno iniziato a farla svegliare. Ho visto mia sorella attraverso i vetri e altri familiari hanno parlato con lei quella mattina. Sembrava stesse bene. Era vigile, stubata e sembrava che stesse andando tutto bene. Doveva anche essere trasferita presso altro reparto».

Questo fino a ieri mattina quando i medici hanno contattato urgentemente i familiari per comunicare loro il decesso. «Si tratta di un fatto di estrema gravità, per il quale chiediamo alla Procura della Repubblica di fare chiarezza - ha dichiarato il legale della famiglia, l’avvocato Michele Sodrio. La mia cliente non aveva alcuna malattia, né soffriva di alcuna patologia cronica».

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