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In Puglia e Basilicata

Festa patronale

Apricena, «O fate i fuochi
o la Madonna non passa»

Apricena, «O fate i fuochio la Madonna non passa»

La protesta dei due arrestati

In due (arrestati) bloccano la processione contro il divieto del sindaco di accendere i fuochi pirotecnici

27 Maggio 2018

Redazione on line

APRICENA (Foggia) - Attimi di tensione venerdì sera a Apricena per il tentativo di 20 persone di bloccare la processione in occasione della festa patronale della Madonna dell’Incoronata, molto sentita in paese. Il motivo? Una protesta contro il divieto del sindaco Antonio Potenza di accendere le batterie dei fuochi pirotecnici. L’intervento dei carabinieri ha evitato lo stop al rito religioso e si è concluso con l’arresto di due persone - Michele Menicozzo e Francesco D’Addetta di 34 e 28 anni - per resistenza a pubblico ufficiale: entrambe sono state poste ai domiciliari.

«La processione» dicono i carabinieri «ha richiamato migliaia di fedeli, ma è stata inizialmente turbata da un gruppo di facinorosi che ha provocato un'ora di ritardo all'uscita dalla chiesa matrice del sacro simulacro. I fedeli, quelli veri, hanno dovuto subire una lunga attesa per un’insensata protesta contro il divieto del sindaco all'accensione delle batterie di fuochi pirotecnici cosiddetti "alla sanseverese"».

«Il sindaco, vista l'assenza delle misure di sicurezza necessarie a prevenire incidenti, non ha potuto autorizzare lo svolgimento dei fuochi» dicono i carabinieri che aggiungono: «Considerato anche quanto accaduto domenica scorsa a San Severo, dove una donna ha rischiato di perdere un braccio». 

Il divieto non è andato giù ad una ventina di persone «che hanno ostruito l'uscita della chiesa da cui doveva prendere avvio la processione della madonna dell’Incoronata, con un sit-in. Risultati inutili per un'ora gli appelli al buon senso e al rispetto per il prossimo e per la patrona, i carabinieri hanno posto fine a una inaccettabile prepotenza, spostando di  peso i dimostranti: la maggior parte ha liberato la via, un paio si sono opposti con la violenza costringendo i militari ad ammanettarli e  a portarli in caserma, tra gli applausi dei fedeli». 

I due arrestati sono stati denunciati anche «per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità e manifestazione non autorizzata: per gli stessi reati verranno deferiti a piede libero anche gli altri manifestanti, le cui identità sono in corso di accertamento, anche attraverso la visione dei filmati».

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