Martedì 14 Aprile 2026 | 22:16

La ricerca accelera la transizione: il progetto europeo «RISEnergy»

La ricerca accelera la transizione: il progetto europeo «RISEnergy»

La ricerca accelera la transizione: il progetto europeo «RISEnergy»

 
La ricerca accelera la transizione: il progetto europeo «RISEnergy»

15 milioni per tecnologie pulite nell’hub per idrogeno e biomasse

Martedì 14 Aprile 2026, 17:31

Accelerare la transizione energetica attraverso lo sviluppo di tecnologie rinnovabili più efficienti ed economiche. È il cuore del progetto “RISEnergy”(Research infrastructure services for renewable energy), importante iniziativa europea che vede la partecipazione dell’Enea con il coinvolgimento diretto del Centro Trisaia di Rotondella, in provincia di Matera. Un programma importate che punta ad accelerare l’uso delle fonti rinnovabili, ridurre i costi delle tecnologie energetiche ed aumentare l’efficienza energetica. Quindici i milioni di euro stanziati, con la partecipazione di 17 partner, tra cui Enea, oltre a 37 entità affiliate e 14 fornitori di servizi provenienti da 22 Paesi. L’intento, appunto, è quello di agevolare le sinergie tra industria, centri di ricerca e istituzioni in questi settori: fotovoltaico, solare termodinamico ed energia termosolare, idrogeno, biocarburanti, eolico in mare aperto, energia oceanica, reti integrate e stoccaggio. In questa direttrice si inserisce il ruolo che avrà l’Enea con il Centro ricerche della Trisaia, con l’impianto pilota di gassificazione di biomasse, e quello che avrà il Laboratorio Smart grid e reti energetiche del Centro Ricerche di Portici, in provincia di Napoli, entrambi afferenti al Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili. Un ruolo importante, dunque, quello del Centro lucano che già in passato è stato al centro di progetti europei. “La partecipazione al progetto RISEnergy è l’occasione per valorizzare e ottimizzare l’uso degli impianti e dei laboratori d’avanguardia che abbiamo realizzato e mantenuto operativi nel tempo”, osserva Francesco Zimbardi, ricercatore Enea presso il Centro ricerche della Trisaia ricordando che il progetto europeo, di cui Enea è uno dei partner principali, usa “infrastrutture di ricerca in tutta Europa”. “La partecipazione al progetto RISEnergy è l’occasione per valorizzare e ottimizzare l’uso degli impianti e dei laboratori d’avanguardia che abbiamo realizzato e mantenuto operativi nel tempo”, osserva Francesco Zimbardi, ricercatore Enea presso il Centro ricerche della Trisaia ricordando che il progetto europeo, di cui Enea è uno dei partner principali, rende disponibili “infrastrutture di ricerca in tutta Europa”. “Le infrastrutture di ricerca vengono costruite con obiettivi specifici. Per esempio, il progetto di gassificazione delle biomasse realizzato vuole produrre dalla biomassa legnosa idrogeno e monossido di carbonio che sono la base per prodotti chimici ed energetici. Nel Centro Trisaia, che occupa diversi Dipartimenti, sarà utilizzato questo impianto di gassificazione che è stato realizzato oltre ad altri impianti ancillari, per la produzione di idrogeno e di e- fuels”. L’obiettivo è quindi, come continua il dottore Zimbardi, “centrato su ricerche di energie alternative”. “Una cosa importante è che RISEnergy è stato preceduto in passato da analoghi progetti europei ed il Centro Trisaia è coinvolto da 15 anni in questo tipo di ricerche internazionali”. Un ruolo strategico nella ricerca, quindi, per il Centro di Rotondella che si estende su cento ettari di terreno ed ha al suo interno circa 150 persone che lavorano con Enea ed altrettante che lavorano con Sogin”. “È il centro più grande del Sud ed ha un portafoglio di progetti di ricerca sull’energia e sulla sostenibilità” continua il ricercatore dell’Enea, spiegando che il progetto RISEnergy è attivo, e dovendo durare 4 anni e mezzo, “si concluderà nel 2027”. “Già abbiamo avuto gruppi di ricerca dalla Germania che hanno potuto sperimentare nuovi catalizzatori per produrre idrogeno e nel prossimo mese ci sarà un gruppo di ricerca lituano che vuole provare su scala pilota dei materiali innovativi per la produzione di idrogeno verde” aggiunge ancora Zimbardi che precisa come siano attivi nel centro “importanti progetti nazionali sull’ idrogeno”. “Nel panorama scientifico internazionale il Centro Trisaia ha un ruolo importante. Sono tanti anni che lavoriamo in questo settore, sia dal lato energetico sia dal lato della produzione agronomica. Siamo presenti a livello nazionale ed internazionale” conclude il ricercatore. Nel progetto, inoltre, sono previste 50 mila ore di accesso a strutture di eccellenza sia in presenza sia in modalità virtuale, concentrando attività, servizi e infrastrutture su un unico soggetto operativo. Mediante la collaborazione in diversi ambiti tecnologici, tra cui la digitalizzazione e la gestione dei dati tramite piattaforme Ict all’avanguardia, viene previsto di supportare l’innovazione nell’accumulo di energia, così da contribuire a un sistema energetico decarbonizzato, flessibile e resiliente.

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