Martedì 14 Aprile 2026 | 22:23

Energia, dati e potere la nuova sfida dell’IA ai tempi della guerra: così si contengono i costi

Energia, dati e potere la nuova sfida dell’IA ai tempi della guerra: così si contengono i costi

Energia, dati e potere la nuova sfida dell’IA ai tempi della guerra: così si contengono i costi

 
Energia, dati e potere la nuova sfida dell’IA ai tempi della guerra Così si contengono i costi

Quando si blocca un passaggio strategico da cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale, non si fermano solo le petroliere: si inceppa l’economia, salgono i prezzi, si restringono i margini di imprese e famiglie

Martedì 14 Aprile 2026, 17:29

La guerra in Iran e la crisi nello Stretto di Hormuz hanno riportato l’energia al centro della scena globale. Non come tema tecnico, ma come questione di potere. Quando si blocca un passaggio strategico da cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale, non si fermano solo le petroliere: si inceppa l’economia, salgono i prezzi, si restringono i margini di imprese e famiglie. È in questo scenario che il dibattito sull’intelligenza artificiale cambia segno. Non è più soltanto una questione tecnologica, ma energetica. E quindi politica.

Perché se è vero che i data center consumano energia, è altrettanto vero che il nodo centrale è un altro: come usare i dati per ridurre quella dipendenza energetica che oggi espone l’Europa e il Mezzogiorno in modo ancora più fragile, agli shock geopolitici. «Quando si parla di intelligenza artificiale si guarda quasi sempre ai suoi costi energetici, molto meno al suo potenziale nel ridurre inefficienze e sprechi nei sistemi produttivi», osserva Michele Patella, barese, 53 anni e amministratore delegato di Neosperience. «In realtà oggi l’AI è uno degli strumenti più efficaci per migliorare l’efficienza energetica delle imprese». Le aziende producono enormi quantità di dati che per anni sono rimasti inutilizzati. Oggi l’intelligenza artificiale consente di leggerli, metterli in relazione, trasformarli in decisioni operative: capire dove si disperde energia, dove i processi si inceppano, dove si consumano risorse senza generare valore. «L’AI permette di analizzare grandi quantità di informazioni e individuare schemi che con i metodi tradizionali resterebbero invisibili. Il risultato è concreto: meno consumi, meno emissioni, meno sprechi», aggiunge Patella.

Ma l’efficienza non è un tema neutro. Non lo è mai e men che meno lo è oggi. In una fase in cui l’energia torna a essere un fattore di vulnerabilità sistemica, chi consuma meno, o meglio, è più forte. Questo vale ancora di più per il Mezzogiorno. La Puglia, con il suo sistema produttivo fatto di agroalimentare, logistica, manifattura e trasformazione industriale, è esposta più di altri territori al costo dell’energia. Qui anche una riduzione minima dei consumi può produrre effetti significativi, ma qui si misura anche il rischio opposto: restare spettatori di una transizione che si decide altrove. «Sempre più imprese guardano all’intelligenza artificiale non solo come a uno strumento di innovazione, ma come a un alleato della transizione ecologica», sottolinea Patella. «Migliorare l’efficienza dei processi significa ridurre le emissioni, contenere i costi e utilizzare in modo più responsabile le risorse».

Il punto, però, è chi controlla questa trasformazione. La crisi energetica lo dimostra ancora una volta: l’Europa resta esposta alla volatilità dei mercati globali e alla fragilità delle catene di approvvigionamento. L’intelligenza artificiale può diventare uno strumento per ridurre questa vulnerabilità, ma può anche rafforzarla se il valore generato resta concentrato altrove. È questa la linea di confine. Nel Mezzogiorno la transizione non può limitarsi ad attrarre investimenti o installare impianti: deve diventare capacità di governare i processi, leggere i dati, prendere decisioni autonome.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)