Giovedì 30 Giugno 2022 | 12:27

In Puglia e Basilicata

La riflessione

L’autonomia della Gelmini sta imboccando una strada diversa dal Pnrr

L’autonomia della Gelmini sta imboccando una strada diversa dal Pnrr

La bozza del disegno di legge sull’autonomia differenziata, predisposto dalla Ministra Gelmini, pone alcuni interrogativi

21 Giugno 2022

Antonio Troisi

La bozza del disegno di legge sull’autonomia differenziata, predisposto dalla Ministra Gelmini, pone alcuni interrogativi, così riassumibili.

A) Incompatibilità col programma di riforme del Pnrr.

Risponde alle specifiche esigenze della Lombardia Veneto ed Emilia Romagna, seguendo la prassi delle riforme si qui seguite, determinate da interessi casuali o elettorali e non realizzate a causa dei vincoli di bilancio. Pertanto è del tutto incompatibile con la profonda rivoluzione della politica delle riforme impostata dal Pnrr che consiste in una programmazione complessiva delle riforme imposta dall‘ UE all’Italia e dotata di una fornitura esterna di risorse. Viene, così, garantita al legislatore la massima efficienza, non dovendo incorrere nelle ristrettezze di bilancio (cfr Bernardo G. Mattarella 2017).

È questa la risposta al fortissimo stimolo, derivante dal legame fra riforme e finanziamenti per gli investimenti, contenuto nel Pnrr?

B) Perversità della procedura perequativa

Il ricorso al Bonus/Sud di Zaia è una risposta sbagliata nella sostanza, per l’incompatibilità col principio dell’unità del bilancio e nel metodo perché il Pnrr non consente di fare una riforma per inseguire l’attualità politica. Esige, invece, una pianificazione della riforma in una prospettiva di ripresa e resilienza del sistema Paese e, quindi, dell’intero sistema delle autonomie locali.

Quindi la risposta esatta consiste nel capovolgere l’impostazione della Gelmini ponendo l’attività di programmazione delle riforme a monte e non a valle e seguendo le indicazioni del Pnrr su come deve essere la riforma: orizzontale, per interessare trasversalmente tutte e sei le Missioni, ed abilitante, per eliminare gli ostacoli che ne impediscono l’attuazione .

A questa esigenza risponde il modello dell’irrobustimento delle amministrazioni meridionali, proposto dal presidente del Consiglio Mario Draghi che ha ammodernato la P.A. sostituendo, dal 1/01/2016 la vecchia Amministrazione per Procedura con la nuova Amministrazione per Risultati. Pertanto, eliminando la vecchia legislazione speciale per il Mezzogiorno, abilita tutto il sistema delle autonomie locali a realizzare detto ammodernamento, nella prospettiva di ripresa e resilienza del sistema Paese. In particolare:

1) Restituisce efficienza alla P.A. locale risolvendola crisi delle Città Metropolitane con l’elaborazione (ex comma 44 art.1 legge n. 56/2014) dei relativi piani strategici, che consentono d’individuare un oggettivo criterio di virtuosità finanziaria. Valido nei rapporti tra il comune capoluogo ed i comuni metropolitani, estende anche alle aree esterne i risultati ottenuti, assicurando la collaborazione tra le 14 città metropolitane ed i 72 comuni capoluoghi esterni, sulla quale si gioca lo sviluppo economico e civile dell’intera nazione.

2) Rimedia al vuoto istituzionale delle regioni prive di Città Metropolitane (Umbria, Marche, Abruzzi, Molise e Basilicata) assicurando le interrelazioni funzionali ed economiche tra i 5 capoluoghi regionali e gli 11 capoluoghi di provincia esterni. Garantisce, così, la sostenibilità finanziaria della dimensione policentrica dello sviluppo economico e territoriale di queste Regioni.

3) Assegna alle amministrazioni regionali non più un ruolo accentratore ma quello di integrare le risorse insufficienti dei comuni ricorrendo ai meccanismi espliciti previsti di cooperazione tra gli enti locali: flessibilità regionale (orizzontale e verticale) ed a quella nazionale, alla quale è affidato il compito della perequazione interregionale.

Questa procedura perequativa, rimasta inattuata come altre riforme a causa dei vincoli di bilancio, può ora essere realizzata con le risorse del Pnrr, creando un federalismo municipale solidale ma responsabile perché la flessibilità regionale e nazionale individuano il punto di equilibrio tra le esigenze di responsabilizzazione degli amministratori e quelle di solidarietà tra i cittadini.

È questa la risposta alla fortissima sollecitazione della UE ,essendo una riforma pianificata nella prospettiva di ripresa e resilienza del sistema Paese. Inoltre con la duplice mediazione compensativa è capace di «valorizzare» le differenze richieste dalla non omogenea articolazione territoriale degli squilibri economici e di eliminare o ridurre le differenze dovute a sprechi ed inefficienze.

Una conferma della funzionalità di detto federalismo municipale è data da A) Riconoscimento, ottenuto dal Presidente Nazionale Anci, Sindaco di Bari e confermato dalla Corte dei Conti, della maggiore capacità dei comuni a gestire la spesa per investimenti.

B) Piano strategico dell’Area Metropolitana torinese del 20/V/2016. Risolve il problema della «polverizzazione» dei comuni metropolitani, estendendo anche ai territori esterni detto risultato positivo e saldando il Piemonte Metropolitano col Piemonte non Metropolitano.

C) Patti di Rientro (Legge di Stabilità 2022), che consentono ugualmente a Torino, Napoli, Reggio Calabria e Palermo di conciliare il risanamento dei bilanci con l’aumento degli investimenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725