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In Puglia e Basilicata

La riflessione

È il sapere l’arma contro l’inflazione annunciata

soldi

Altra pioggia di soldi ovunque? La moneta facile aiuta l’economia (a volte). E noi abbiamo alla guida del governo un Maestro di politica monetaria

07 Giugno 2022

Umberto Sulpasso

Far East Far West: cronaca - nel Post Covid- di una inflazione annunciata. Ad est, Cina, aumentano vertiginosamente i prezzi dei vegetali freschi e del maiale – componenti essenziali della dieta popolare , e di quella dei turisti informati che non si fermano all’anatra alla pechinese. In India il prezzo del cibo, che costituisce 50% dell’indice al consumo, ha stabilito in aprile il record degli ultimi 8 anni. In Giappone, l’area del mondo con prezzi per definizione più stabili, il prezzo del sushi è aumentato al punto che uno dei piatti più famosi di un grande distributore è stato cancellato. Costa troppo. Ma cresce anche il prezzo di un boccale di birra, e questo è brutta notizia per il Premier inglese. Boris ha visto ridotto da circa 140 possibili imputazioni a un solo capo d’accusa l’inchiesta contro di lui per il Partygate, lo scandalo in pieno Covid di un party senza maschere a Downing Street. Ma questo successo potrebbe non bastare alla sua sopravvivenza perché nel frattempo il prezzo del boccale di birra è aumentato vertiginosamente. Boris viene definito «Greasy piglet» (porcellino unto) da Cameron, un amico (!) di college, e precedente Primo Ministro, per la sua capacità di sfuggire a difficoltà mortali per altri politici. Ma il boccale di birra potrebbe farlo cadere. Naturalmente non perché gli inglesi siano ubriaconi, ma perché i politici di tutto il mondo potrebbero cadere se diventassero inagibili i prezzi del cibo emblematico nazionale: quello del porco in Cina, del Sushi in Giappone, del Thali o del Naan all’aglio in india, o dei ciceri e tria o delle orecchiette e cime di rape nella munifica Puglia, munifica per via dei preziosismi culinari che distribuisce a piene mani agli italiani che hanno la brillante idea di farvi vacanze.

Cronaca di una morte annunciata. Bellissimo libro del grande Marquez che per nostra fortuna interruppe con quel libro lo sciopero letterario che aveva iniziato per protesta contro il sostegno a Pinochet dei Paesi occidentali.

Ma da diversi giorni i «lupi» di Wall Street sono in lacrime. Ricordano Jordan Bellfort, «il lupo di Wall Street», dell’ispirato Scorsese e dello stellare Di Caprio, fondatore della società di brokeraggio che lo fece diventare straricco. Ma il «lupo» di Wall Street viene ora rievocato per l’aspetto negativo della sua avventura di Borsa, per il suo insuccesso. Dicono a Wall Street che si annuncia un decennio con una Borsa in stallo. Per capire il dramma di un decennio di non crescita di Wall Street, basti pensare che nel 2012 l’indice Dow era di 12.000 e all’inizio del ‘22 era di 36.000! Chi avesse investito solo nei titoli dell’indice Dow avrebbe visto cioè triplicare il proprio capitale. Non male! Ma chi avesse investito in Apple avrebbe visto il suo capitale da 20 del 2012 diventare 170 nel 2022. Più di 8 volte tanto? Bene.

Cioè male. Niente di tutto questo per il prossimo decennio perché la terribile parola Stagnazione-Inflazione (stagflation) getta nello sconforto gli operatori di Wall Street.

Ma anche qui, il grande Marquez avrebbe dovuto essere ricordato per via della guerra in Ucraina. Qui non si tratta di essere a favore o contro la guerra ma di badare ai fatti. La bolletta del grano e quella dell’energia crescono infatti di pari passo. Ma se aumenta vertiginosamente il costo del cibo, e anche quello della energia, tutto il comparto spese al dettagllio entra in crisi, quindi non ci sono più soldi per il resto. È così che accanto all’inflazione nasce la stagnazione. Stagflation, stagnazione e inflazione, è questo il binomio nemico che la crisi Ucraina annuncia come attuale per Wall Street.

Altra pioggia di soldi ovunque? La moneta facile aiuta l’economia (a volte). E noi abbiamo alla guida del governo un Maestro di politica monetaria. Ma anche per SuperMario la moneta a pioggia non è più sufficiente per rimettere in pista il Paese. E questo lo dice Wall Street. E dice anche che 10 anni di stagnazione di Borsa sono un anticipo di un altro dramma annunciato: la recessione.

Ma in economia l’ottimismo, sposato alla creatività, è una potente spinta alle soluzione. Creatività? Quale? Occorre attivare un motore produttivo per evitare la stagnazione. È questo il vero problema della economia prossima futura.

E fortunatamente. il «lupo» di Wall Street ci può suggerire una soluzione.

Leonardo (Jordan) nella fase post crisi, invece che titoli senza valore – a prezzi crescenti - vende formazione. Vende sapere: è il «sapere» che rimise in pista il «lupo» di Wall Street, al punto che è venuto a fare un corso persino in Italia. Speriamo che i governanti italiani si facciano proiettare il film di Scorsese. Metafora per metafora: è solo il sapere che può salvare il Paese dalla Staglation.

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