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La liquidazione dei crediti di lavoro

Quando il datore di lavoro è insolvente interviene il «Fondo di Garanzia», istituito dalla legge n.297/1982 e gestito dall'INPS. Come e quando presentare domanda
Quando il datore di lavoro è insolvente perché fallito, sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, ad amministrazione straordinaria, a concordato preventivo, o ad esecuzione forzata, a tutelare i crediti da lavoro diversi dal trattamento di fine rapporto (TFR) e cioè il diritto del lavoratore, licenziato o dimissionario, al pagamento delle ultime tre settimane di retribuzione, interviene il " Fondo di Garanzia", istituito dalla legge n.297/ 1982, gestito dall'INPS.
In tali ipotesi, il diritto al pagamento delle ultime mensilità si prescrive col decorso di un anno (art.2, comma 5°, Decreto Legislativo 27/1/82 n. 80), ed è perciò necessario conoscere i termini entro i quali il lavoratore deve presentare all'INPS la richiesta di liquidazione del credito, al fine di evitarne la prescrizione.

La domanda
La richiesta di liquidazione dei crediti di lavoro diversi dal TFR può essere presentate (Circolare INPS 26/5/2004 n. 86) entro i seguenti termini:
1) nei casi di fallimento, di liquidazione coatta o di amministrazione straordinaria, in cui sia incorso il datore di lavoro, dal 15° giorno successivo al deposito dello stato passivo reso esecutivo;
2) qualora siano state proposte impugnazioni o opposizioni al credito del lavoratore, dal giorno successivo alla pubblicazione della relativa sentenza;
3) nei casi di concordato preventivo, dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza di omologo o del provvedimento che decide in merito ad eventuali opposizioni o impugnazioni;
4) in presenza di insinuazione tardiva del credito nella procedura fallimentare, dal giorno successivo al decreto di ammissione al passivo, oppure dopo la sentenza che decide dell'eventuale contestazione del credito stesso;
5) nel caso di esecuzione individuale, infine, dal giorno successivo alla data del verbale di pignoramento negativo, oppure, nel caso di verbale totalmente o parzialmente positivo, dal giorno successivo alla data del provvedimento di assegnazione all'interessato del ricavato dell'esecuzione.
La prescrizione
Il credito del lavoratore nei confronti del Fondo, si prescrive dopo un anno dalla data a partire dalla quale il diritto poteva essere esercitato e non è stato azionato.
Al riguardo si precisa però che la suprema Corte di Cassazione, con giurisprudenza costante, ha ritenuto che il predetto Fondo sia condebitore solidale del datore di lavoro, per cui tutti gli atti con i quali il lavoratore interrompe il decorso della prescrizione nei confronti del datore di lavoro, hanno efficacia anche nei confronti del Fondo stesso.

L'interruzione della prescrizione
Interrompono pertanto la prescrizione del diritto alla percezione del credito, tutti gli atti scritti con i quali il lavoratore mette in mora il proprio datore di lavoro. La prescrizione dei crediti di lavoro diversi dal TFR è perciò interrotta anche nei confronti del Fondo di Garanzia, quando il lavoratore abbia presentato domanda di ammissione allo stato passivo nei confronti del datore di lavoro, fino alla data di chiusura procedura concorsuale; data a partire dalla quale, in caso di inerzia dell'interessato, ricomincia a decorrere l'intero anno di prescrizione.
Nella procedura di concordato preventivo, infine, la prescrizione è invece interrotta a partire dalla data di conclusione del concordato che interviene tra il debitore e i creditori.
Adolfo de Mattia

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