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Atella, la famiglia Telesca emigrata in Sudamerica si ritrova nel borgo di Sant'Ilario

Atella, la famiglia Telesca emigrata in Sudamerica si ritrova nel borgo di Sant'Ilario

Atella, la famiglia Telesca emigrata in Sudamerica si ritrova nel borgo di Sant'Ilario

 
Antonella Inciso

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Antonella Inciso

Atella, la famiglia Telesca emigrata in Sudamerica si ritrova nel borgo di Sant'Ilario

Dodici persone dal Brasile, 8 dall'Uruguay, un argentino e due statunitensi

Sabato 05 Ottobre 2024, 10:01

Dalla Basilicata in America andata e ritorno. È la storia della famiglia Telesca di Atella con i suoi tre cugini che, più di un secolo fa, lasciarono la terra lucana per raggiungere l’America del Sud in cerca di fortuna. Trasferitisi in Uruguay, Argentina e Brasile hanno sempre conservato i contatti con la terra natia e con la famiglia per mantenere vive le tradizioni. Un legame rinsaldato anche grazie all’impegno di figli e nipoti che hanno continuato ad incontrarsi negli anni ed a rinsaldare i legami sfruttando anche le nuove tecnologie. Così, dopo incontri svolti tra le varie nazioni tra America del Sud e del Nord, quest’anno, seguendo una tradizione pluridecennale, su suggerimento di padre Vincenzo Telesca, è stato organizzato un incontro in Basilicata, a Sant’Ilario di Atella, cui hanno partecipato 12 brasiliani, 8 uruguayani, 1 argentino e 2 statunitensi. Tutti appartenenti alla famiglia Telesca.

Per alcuni giorni il nutrito gruppo di famiglia ha trascorso del tempo nel borgo antico di Sant’Ilario di Atella, da dove sono partiti i loro antenati più di un secolo fa. Hanno incontrato gli altri membri della grande famiglia Telesca, hanno ricostruito le loro storie, hanno partecipato ad una messa celebrata da padre Vincenzo e Marcelo Telesca, Max Telesca e Gerry Serafino hanno presenziato anche come relatori alla presentazione del libro di Donato Antonio Telesca “Polizia penitenziaria” portando le loro esperienze professionali sul diritto penitenziario del Brasile e Stati Uniti. Piantando, infine, un albero nel cimitero di Sant’Ilario con la terra del posto mista a miscela di terreni dell’Argentina, Brasile e Uruguay, in memoria dei loro antenati. Albero ai piedi del quale è stata posta una targa con la scritta aviglianese “Sim m’nut a la Terr” (“Siamo tornati alla nostra Terra d’origine”). Insomma, momenti intensi che hanno consentito di recuperare tradizioni, scoprire il passato e rinsaldare legami che travalicano l’Oceano e portano dalla Basilicata in America.

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