Seguo il percorso di Elly Schlein da molti anni, ho aderito all’appello a suo sostegno che sta raccogliendo così tante adesioni e muovendo tanta partecipazione anche in Puglia, perché credo che lei rappresenti al meglio la visione di un mondo che cambia, che deve cambiare, guardando alle grandi questioni del nostro tempo, con occhi nuovi e soprattutto offrendo risposte necessarie: sullo squilibrio del modello di sviluppo che sta distruggendo il nostro ecosistema, sulla precarietà delle persone e soprattutto delle nuove generazioni, sulla necessità di affrontare le questioni di genere, superando il divario imposto da una cultura ancora patriarcale che riproduce violenza sulle donne, l’attenzione verso le disuguaglianze, in aumento, le differenze di retribuzione tra uomo e donna, il divario nell'aspettativa di vita tra nord e sud Italia. La differenza nelle opportunità di crescita sociale. Condivido quando incalza su problemi concreti per la vita di milioni di persone, su come contrastare il precariato, sui milioni di italiani che soffrono di povertà energetica. Sul perché serve investire sul welfare pubblico, nei servizi per l'infanzia o nei servizi per le persone non autosufficienti.
Non c’è niente di naturale in un modello di famiglia in cui le donne servono a fare figli e a occuparsene da sole. Non servono donne al comando se non difendono i diritti delle altre donne. Non possiamo vivere in una società divisa, piena di fragilità a cui nessuno offre davvero risposte concrete per migliorare. Mi fa paura l’odio sociale dilagante, alimentato anche da una politica becera che fa leva sull’insoddisfazione, sulla miseria in cui purtroppo alcune fasce sociali più deboli versano.
Occorre però avere una nuova credibilità per rappresentare tutte queste sfide con parole nuove, idee nuove, energia. Ed Elly Schlein questa credibilità per me ce l’ha. È una speranza. Occorre rilanciare la cultura in questo paese come antidoto indispensabile agli orrori del nostro tempo. La cultura che è fatta di lavoro, di economia, di investimenti necessari, di nuove opportunità per i territori, come si è fatto in Puglia in questi anni. Noi che scriviamo, raccontiamo questo Sud moderno, oggi, che è simbolo di cambiamento, anche con un nuovo protagonismo femminile - che come la mia Lolita - racconta di un Sud che si riscatta, di un pensiero che è metafora di un modello diverso, con lo sguardo sul futuro, mantenendo i legami con il passato, le radici.
Un Sud che sa accogliere, come è successo con la grande emigrazione albanese di anni fa, aprendo le porte, dando una opportunità concreta, come un piatto di pasta, ma da cui ancora oggi vanno via troppi giovani, malgrado le maggiori opportunità presenti.
C’è ancora troppo squilibrio con le opportunità del Nord, con i servizi del Nord, le scuole, gli ospedali, i collegamenti, con le risorse economiche del Nord Italia. È un divario che va ricucito, non acuito. E poi, io sono convinta che occorra rompere gli stereotipi, ovunque. Quelli che pesano sulle donne, che ci impediscono spesso di realizzarci, di essere rappresentate veramente da una politica che spesso non aiuta le donne veramente.
Ecco, Elly Schlein dal mio punto di vista ha le carte in regola per cambiare molte cose, anche nel modo di fare politica. Ci servono donne che aiutano le altre a farcela. L’ho ammirata quando ha dichiarato «sono una donna, amo un’altra donna, non sono madre, ma non per questo sono meno donna», perché credo nella forza trasformativa che le donne sanno essere, rompendo i pregiudizi. Di questa forza ha bisogno il Paese per cambiare.
















