A Ponente arrivano le uova di fratino, a Levante la spiaggia torna a respirare grazie al lavoro di pulizia dell’associazione Retake. Sulla spiaggia della litoranea Pietro Mennea, nei giorni scorsi è apparso il primo nido. «Quella del fratino - ha spiegato il presidente di Legambiente Barletta, Raffaele Corvasce - non è una scelta casuale, ma il risultato di un grosso lavoro avviato anche grazie ad un protocollo promosso da Legambiente - Sigea e sottoscritto nel 2024 dall’amministrazione comunale. La tutela delle dune, che mira a rallentare l’erosione costiera, ricrea l’habitat ideale per questo piccolo trampoliere».
C’è però un problema ancora da superare. «Abbiamo ancora un’attività che è, di fatto, un’azione devastante per gli arenili. Quella che viene comunemente definita pulizia meccanizzata della spiaggia. Altro non è che uno spianamento della sabbia, un’azione che ridisegna gli arenili cancellando quel che esiste di naturale per poi consegnare alla città una distesa simile a un campo di patate. Scenari simili sono in netta contrapposizione con le spiagge più ambite e le mete di turismo di tutta Italia e non solo. Siamo certi che la conoscenza e il continuo impegno nella divulgazione delle buone pratiche porterà anche i più refrattari a comprendere che un cambio di direzione è necessario, anzi indispensabile».
A proposito di pulizia della spiaggia, spostandosi a Levante ecco l’azione di Retake Barletta. Oltre 200 volontari, tra i quali anche tanti bambini, hanno provveduto alla rimozione di ben 550 kg di rifiuti di ogni tipo accatastati sulla sabbia. «Prendersi cura della nostra costa - ha affermato la responsabile di Retake Barletta, Roberta Piazzolla - significa prendersi cura di ciò che siamo. È un gesto che va oltre: è un atto di responsabilità condivisa, un modo per restituire valore a un luogo che ci rappresenta e che merita attenzione quotidiana».
















