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Micio col cuore malato, ma spesso nessuno lo sa

Micio col cuore malato, ma spesso nessuno lo sa

Le patologie cardiache sono tra le 10 cause di morte più diffuse nei gatti che, a differenza dei cani, mostrano meno sintomi. Suggerimenti di diagnosi e terapie

13 Marzo 2022

Raffaella Direnzo

Il cuore felino, come il cuore umano, è un organo cavo e muscoloso situato al centro del torace. Entrambi i lati destro e sinistro dell'organo hanno una camera superiore – atrio -, che raccoglie il sangue circolante, e una camera inferiore – ventricolo -, che pompa il sangue dal cuore.

Le cardiomiopatie feline, letteralmente «malattie del muscolo cardiaco», sono un gruppo eterogeneo di disturbi del miocardio, causate da un’anomalia strutturale del tessuto che racchiude una o più di queste camere. La maggior parte hanno origini genetiche o sconosciute. Si verificano comunemente nei gatti domestici adulti: in alcuni sono ben tollerate e sono associate a una normale aspettativa di vita, ma, in altri, le cardiomiopatie e le malattie cardiovascolari sono tra le 10 cause di morte più comune in questa specie.

CLASSIFICAZIONE La classificazione delle cardiomiopatie nei gatti, importante dal punto di vista prognostico, precedentemente basata su schemi applicati alla cardiomiopatia nell'uomo, può essere difficile. La Società europea di Cardiologia (ESC) sulla base di caratteristiche fenotipiche descrive le seguenti classi: cardiomiopatia ipertrofica (HCM), restrittiva (RCM), dilatativa (DCM), non classificata (UCM) e aritmogena del ventricolo destro (ARVC).
In generale, afferma il Dr. Eyad Abu Assad, DVM, DM, specialista in cardiologia «la forma più comune delle patologie cardiache è quella ipertrofica HCM, un ispessimento della parete nel ventricolo sinistro localizzato o generalizzato. Invece le forme dilatative sono decisamente in calo dopo l’integrazione della taurina nel cibo per gatti. La DCM si riscontrava di frequente su base carenziale nei gatti che non assumevano certi aminoacidi in quantità sufficiente nel cibo, per cui, in questi casi clinici, il muscolo cardiaco, si dilata e non si contrae in modo efficace, ingrossando il cuore». La forma puramente ristrettiva (RCM) è molto rara. È una forma degenerativa/infiammatoria, dell’endocardio/miocardio - parte dall’interna del cuore -, caratterizzata dalla perdita dell’elasticità e della compliance del cuore nella fase diastolica. Le cause di questa forma non sono del tutto chiare, potrebbero essere metaboliche, infiammatorie, degenerative ecc. La cardiopatia ipertrofica spesso, da un punto di vista funzionale, si manifesta come forma ristrettiva.

SINTOMI Nella fase iniziale la malattia è asintomatica; lo stile di vita dei gatti domestici, che passano le giornate sul divano, non mostra sintomi apprezzabili dal loro padrone, a differenza del cane o dell’uomo, ad esempio, dove i cardiopatici mostrano riluttanza allo sforzo. I primi segni clinici appaiono nella fase avanzata della malattia e sono quelli dello scompenso cardiaco, edema polmonare - che si manifesta con la dispnea -, versamento toracico - dispnea, polipnea -, versamento addominale - addome dilatato e gonfio -, tromboembolismo - paralisi di un arto o del treno posteriore -. La visita clinica di base (auscultazione del torace) spesso è molto difficoltosa nei gatti; gli esperti potrebbero appezzare un soffio o un ritmo alterato, ma non è così semplice per i non specializzati, sottolinea il Dr. Eyad.  

DIAGNOSI Il suggerimento è quello di fare un test screening ecografico ai gatti a partire dai 6/8 mesi di vita fino a 1 anno. I test genetici per la selezione dei soggetti affetti sarebbero ideali, il problema è il numero esagerato di razze ed incroci, comunque, ribadisce il Dr. Eyad, la ricerca e l’impegno in questo senso non si fermano. 
Per la HCM la diagnosi precoce potrebbe aiutare nella gestione della malattia con farmaci che ritardano la comparsa dei sintomi della stessa. Purtroppo, i pazienti prima o poi avranno gravi conseguenze. Nella DCM invece la diagnosi precoce fatta sempre con l’ausilio ecografico potrebbe evitare la comparsa dei sintomi e salvare la vita del paziente, in caso di cause carenziali.  Il sospetto della forma ristrettiva RCM avviene solo dopo la valutazione ecografica, evidenziando una chiara disfunzione diastolica, ingrandimento attuale severo ecc. In questo caso la sintomatologia clinica è sovrapponibile alle altre forme - sintomi dello scompenso descritti precedentemente. 

TERAPIA Fatta la diagnosi, arrivati a questo stadio avanzato di malattia, la terapia è finalizzata a ridurre i sintomi e ad allungare la vita del paziente, tale obbiettivo purtroppo non è sempre raggiungibile, continua il Dr. Eyad. Il paziente dovrebbe assumere farmaci - non particolarmente costosi e facilmente reperibili – somministrati per via orale a vita – limite in quanto operazione non sempre facile nel gatto -. I controlli sono molto soggettivi, certi pazienti hanno bisogno di controlli frequenti, fino a quando si trova dosaggio e farmaci giusti.
Trovato l’equilibrio, il paziente vive una qualità di vita accettabile, certi rimango compensati per lunghi tempi qualche volta anche anni altri faticano a trovare un equilibrio, ovviamente il tutto dipende dalla gravità della forma o da eventuali complicazioni - morte improvvisa, edema polmonare, versamento addominale e toracico, tromboembolismo.  La cardiochirurgia classica è un traguardo lontano ancora, qualche intervento si fa nell’uomo nelle forme ipertrofiche, ma negli animali ancora non abbiamo niente di concreto, informa il Dr. Eyad. La sopravvivenza dei pazienti affetti varia tantissimo in funzione della gravità, adesione alla terapia, l’età della comparsa dei primi sintomi e anche da eventuali complicazioni. 

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