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Spettacolo

Tosca, musica e spettacolo: «Sulle note il viaggio è magico»

Tutto pronto per il Taranto Jazz Festival: Tosca è l'ospite d'onore della prima edizione

«Morabeza d’estate», il viaggio in musica di Tosca, fa tappa all’Arena del Castello di Mola di Bari

29 Luglio 2022

Bianca Chiriatti

«Morabeza d’estate», il viaggio in musica di Tosca, fa tappa all’Arena del Castello di Mola di Bari, oggi alle 21.30, nell’ambito del cartellone di Agìmus Festival. Sul palco la raffinata cantante porta in scena lo spettacolo ispirato al suo ultimo disco «Morabeza», album per il quale nel 2020 ha ottenuto due Targhe Tenco, come miglior interprete di canzoni e per il miglior brano. Insieme a lei Giovanna Famulari, polistrumentista, impegnata al violoncello, percussioni e pianoforte, il chitarrista Massimo De Lorenzi, la contrabbassista e vocalist Elisabetta Pasquale, pugliese, il batterista e percussionista Luca Scorziello e la corista Fabia Salvucci, tutti sotto la direzione musicale di Joe Barbieri. La messa in scena è di Massimo Venturiello.

Tosca, che sensazione c’è nel ricominciare a girare il mondo con e per la musica?

«Non ci siamo mai fermati veramente, ma ora stiamo cercando di tornare alla normalità al 100%. Le esperienze che abbiamo avuto negli ultimi mesi, riprendendo a viaggiare, sono state un arricchimento. Il viaggio di Morabeza dal vivo attraversa i posti da cui arrivano le canzoni, Brasile, Macedonia, Transilvania con la musica yiddish, Spagna, e abbraccia diverse lingue, francese, portoghese, arabo, italiano e anche il romanesco».

Come risponde il pubblico, specialmente quello straniero?

«Sempre benissimo. Noi siamo artigiani, lo spettacolo lo costruiamo in corso d’opera. Poi si viaggia anche stando fermi, se si è predisposti alla conoscenza, per noi è importante, ci lasciamo andare e trasportare in posti che non avremmo mai immaginato. Chi cade in questa “magia” si diverte un sacco».

Che rapporto ha con la Puglia, considerando che da poco l’abbiamo sentita cantare in dialetto salentino in «Terronda», nuovo progetto delle leccesi Carolina Bubbico e Cristiana Verardo?

«La vostra è una terra accogliente, fonte di grande ispirazione. Sono stata felice di partecipare al progetto di queste due bravissime artiste, in cui mi sono cimentata anche nel dialetto leccese (con ottimi risultati, ndr), purtroppo per una serie di imprevisti non ho potuto prendere parte alla realizzazione del video, ma è stata una splendida esperienza. Poi subito dopo la prima parte della pandemia avevo suonato a Taranto, quello spettacolo lo chiamammo “Direzione Morabeza” perché ancora eravamo tutti impauriti, cauti, oggi invece è uno show con spazi ben definiti, studiato sotto tutti i punti di vista, una festa nella festa».

Si accompagna sempre agli stessi musicisti, specialmente Giovanna Famulari e Massimo De Lorenzi.

«Loro sono colonne portanti della mia strada e della mia vita, ne è passato di tempo da quando ci siamo conosciuti a teatro nel 2011. Ieri, ad esempio, eravamo a Ventotene, avevamo un giorno libero, ma abbiamo comunque deciso di provare, e mi rendevo conto di come bastasse uno sguardo, un’occhiata tra noi per intenderci alla perfezione. È magia».

Le attività della sua accademia, Officina Pasolini, a Roma, proseguiranno?

«Lo spero. Bisogna vedere cosa succederà con le elezioni, spero che i progetti che hanno a che fare con giovani artisti vengano preservati a prescindere dai colori politici, perché anche la politica dipende dalla cultura, sono strettamente collegate».

Durante la pandemia seguivamo con piacere le sue dirette Instagram mentre cucinava con Fiorella Mannoia. Come va con la cucina?

«Malissimo. Dopo il lockdown infatti mi sono dovuta mettere a dieta, però ci divertivamo e facevamo divertire. Mi fermavano al supermercato per chiedermi la ricetta delle ciambelline al vino, è stato molto simpatico».

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