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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Covid in Puglia, Anelli: «Burocrazia sottrae tempo a medici di famiglia». Vizzino: «Vaccinare personale dei supermercati»

FI chiede alla Regione: «Dosi residue come andranno ridistribuite?»

Puglia, 66mila persone hanno superato il ciclo di vaccinazione contro il Covid

foto Tony Vece

BARI -  «Le preoccupazioni dei colleghi della medicina generale sono legittime e non possono più essere ignorate». Commenta così Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei medici di Bari, la lettera con cui un centinaio di medici di famiglia baresi ha posto all’attenzione dell’opinione pubblica il carico burocratico che grava sulla loro attività quotidiana in tempi di Covid e che impedisce loro di poter offrire ai pazienti un’adeguata assistenza.
«È una situazione che sembra uscita dal teatro dell’assurdo, se non fosse che qui c'è la vita delle persone in gioco» - spiega Anelli - L’aspetto più incredibile è il balletto sui tamponi in cui il medico di famiglia è costretto a giocare a rimpiattino con il Dipartimento di prevenzione, in un giro vorticoso di mail, per riuscire a prenotare un test per i propri assistiti. Dato che i medici di famiglia operano già sulla piattaforma GIAVA - evidenzia Anelli - non sarebbe più semplice se potessero prenotare direttamente i tamponi sulla piattaforma avendo accesso al calendario, invece di ricevere continue mail di mancata disponibilità e dover ripartire dal via con una nuova richiesta?».
«Rispetto ai tamponi, oltre al problema organizzativo - aggiunge - esiste anche un problema di capacità, per superare il quale dovremmo dare la possibilità di prenotare in via del tutto eccezionale anche presso i centri di analisi privati. Altrimenti, nell’attesa della conferma di positività rischiamo che i cittadini non si attengano all’isolamento». " Un altro fronte in cui le carenze organizzative si fanno sentire - prosegue - è quello dei vaccini: a Bari ancora oggi non tutti i medici sono stati vaccinati. Inoltre, la cattiva organizzazione si traduce in un aggravio di lavoro per il medico di famiglia in attesa di un appuntamento che non arriva, i pazienti si rivolgono ovviamente al proprio medico». 

«E' bene che Asl e Regione diano informazioni chiare e veritiere circa l’andamento della campagna vaccinale. Sappiamo già che l’annunciata data del 29 marzo, come partenza della campagna di vaccinazione a domicilio, non verrà rispettata perché a oggi manca la definizione delle modalità e del canale di approvvigionamento delle dosi di vaccino per i medici di famiglia. Lo afferma in una nota il presidente dell’ordine dei medici di Bari, Filippo Anelli , secondo cui «a Bari ancora oggi non tutti i medici sono stati vaccinati, e la cattiva organizzazione si traduce in un aggravio di lavoro per il medico di famiglia in attesa di un appuntamento che non arriva, i pazienti si rivolgono ovviamente al proprio medico».
Per Anelli, quindi «è dannoso fare annunci a mezzo stampa che vengono puntualmente disattesi, perché il giorno successivo, in piena zona rossa i medici di famiglia si ritrovano fuori dalla porta dello studio la fila di pazienti che vogliono essere vaccinati e devono gestire la loro comprensibile frustrazione, sottraendo risorse al tempo di cura». «Il telefono e whatsapp - conclude - non smettono mai di squillare e ricevere messaggi. Al momento un medico di famiglia lavora 12 ore al giorno per 7 giorni. E tutto il tempo che deve dedicare a incombenze burocratiche inutili o dovute alla cattiva organizzazione è tempo sottratto alla cura e all’ascolto dei pazienti».

LA PROPOSTA DI VIZZINO - «Bisogna vaccinare subito il personale dei supermercati» perché «troppo esposto al contagio». Lo chiede in una nota il presidente della Commissione sanità della Regione Puglia, Mauro Vizzino. "I provvedimenti assunti per contrastare la terza ondata della pandemia da Covid 19 - dice Vizzino - hanno comportato la necessità di chiudere gran parte delle attività commerciali. I supermercati, così come altre categorie di commercianti che vendono generi di prima necessità, non rientrano in queste restrizioni e quindi i cittadini si possono recare tranquillamente a fare acquisti. E’ evidente, pertanto, che cassieri ed addetti ai banchi vengono esposti al costante pericolo di contagio anche nel caso in cui si rispettano i divieti relativi al distanziamento ed all’obbligo di utilizzo delle mascherine». Per questo chiede «al presidente Michele Emiliano e all’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco di considerare la possibilità di procedere immediatamente con la vaccinazione di questa che può essere considerata a pieno titolo una categoria a rischio». 

VACCINI RESIDUI IN PUGLIA, LA RICHIESTA DI FI ALLA REGIONE - «Posto che il commissario Figliuolo ha stabilito con ordinanza la possibilità di somministrare le dosi di vaccino residue a fine giornata a chi è disponibile, ma solo seguendo l’ordine di priorità individuato dal piano nazionale, chiediamo alla Giunta regionale in che modo stia avvisando i cittadini potenzialmente interessati e se stia dando delle informazioni circa le modalità per sottoporsi al vaccino». Lo chiedono i consiglieri regionali pugliesi di Forza Italia, Stefano Lacatena, Giandiego Gatta e Paride Mazzotta.
«In base al piano nazionale e alle raccomandazioni emanate lo scorso 10 marzo - ricordano - il governo ha elencato precisamente l’ordine di priorità a cui fa riferimento il commissario straordinario, con degli schemi per aree di patologia: persone affette da patologie di elevata gravità o vulnerabili che possono sviluppare forme gravi o letali di Covid; persone con disabilità gravi; persone di età compresa tra 70 e 90 anni ed altri. Ora, l’ordine di priorità c'è e c'è anche l’ordinanza del commissario che invita, per ottimizzare l’impiego delle dosi ed evitare sprechi, a somministrare il vaccino a queste categorie di persone». "In Puglia - chiedono i consiglieri - se un paziente con patologia tumorale maligna (ricompreso tra le persone 'estremamente vulnerabilì indicate nel piano nazionale) vuole sottoporsi al vaccino, dove deve andare? A chi deve rivolgersi? Qual è la procedura? Deve presentarsi in un punto vaccinale a fine giornata per 'elemosinarè una dose o c'è una seppur minima organizzazione?».
«Chiediamo alla Giunta regionale - concludono - di fornire una comunicazione precisa a riguardo nell’interesse della collettività ed anche per fermare l’odioso fenomeno, che noi per primi abbiamo denunciato, dei furbetti dei vaccini».

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