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Vaccino anti Covid 19 in Puglia: consegnate altre 29mila dosi

Terza tranche dosi Pfizer in 11 centri hub regionali

Vaccini Covid, 100mila pugliesi saranno vaccinati in prima battuta: 11 i centri di stoccaggio

BARI - In Puglia è stata consegnata poco fa la terza tranche dei vaccini Covid, circa 29mila dosi della Pfizer. Lo confermano fonti sanitarie. La consegna è stata fatta negli 11 centri hub, complessivamente, quindi, in Puglia sono stati distribuite circa 77mila dosi. Secondo l'ultimo dato disponibile sul sito del ministero della Salute, aggiornato alle 22.41 di ieri, sono 36.383 i vaccinati pugliesi. 

Il Capogruppo della Lega al Consiglio Regionale della Puglia, Davide Bellomo, presenta un’interrogazione urgente al Presidente, Michele Emiliano, e all’Assessore alla Salute, Pier Luigi Lopalco, per chiedere di fare chiarezza sulle procedure utilizzate per la somministrazione del vaccino e per comprendere quante, tra le dosi rimaste disponibili, siano state sottratte a chi era in lista d’attesa con diritto di priorità. "Oltre ai medici, infermieri, personale sanitario, residenti e personale dei presidi residenziali per anziani, persone in età avanzata o con patologie croniche - dichiara Bellomo - in Puglia hanno ricevuto la dose di vaccino anti-Covid anche «gli amici degli amici». Arrivano sempre più numerose le segnalazioni di cittadini pugliesi, non beneficiari in questa prima fase, alle quali, tuttavia, è stata somministrata la prima dose vaccinale». "Eppure - continua Bellomo - dovrebbe trattarsi di un banale conto matematico giornaliero seguito da serietà e trasparenza; invece, questa falla nel sistema gestionale delle somministrazioni delle dosi dimostra come non ci sia un controllo serio dall’alto sul corretto impiego di una risorsa così importante. Sarebbe opportuno che le ASL - conclude Bellomo - rendessero pubblico il cronoprogramma di massima delle vaccinazioni. Non possiamo tollerare che persone scelte per caso, anche se in buona fede, da parte di volenterosi operatori sanitari ricevano il vaccino prima di determinate categorie. Molti cittadini, tra cui parecchi a rischio per età e patologie pregresse, attendono solo una chiamata, ed è inconcepibile che non venga sfruttato ogni singolo secondo a disposizione per giungere al più presto alla copertura quantomeno delle persone più fragili».

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