Sabato 14 Febbraio 2026 | 01:03

Le nuove vie del Lecce, la sorpresa è Omri Gandelman

Le nuove vie del Lecce, la sorpresa è Omri Gandelman

Le nuove vie del Lecce, la sorpresa è Omri Gandelman

 
Antonio Calò

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Antonio Calò

Le nuove vie del Lecce,  la sorpresa è Omri Gandelman

Il trequartista israeliano si sta facendo apprezzare per le capacità di inserimento nell’area di rigore avversaria

Venerdì 13 Febbraio 2026, 15:27

Omri Gandelman è il volto nuovo del Lecce dopo il mercato di riparazione. Tra i quattro acquisti di gennaio, l’israeliano è quello che sin qui ha avuto più spazio. Ha portato fisicità ed inserimenti nell’area avversaria. Ha fatto capire di non avere timore a tirare dal limite dell’area e quando ne ha avuto la possibilità è stato anche preciso. Inoltre, cosa che conta maggiormente, nel faccia a faccia di domenica con l’Udinese è andato in rete, firmando il gol del momentaneo 1-0, ed ha colpito pure una traversa, sfiorando la doppietta. Nella sfida contro i bianconeri, ha avuto il merito di trovarsi al posto giusto al momento propizio, sfruttando a dovere il pasticcio confezionato dalla retroguardia avversaria. Il trequartista israeliano è stato gettato nella mischia nel finale della sciagurata partita casalinga contro il Parma (12’) ed in seguito è stato schierato dall’inizio nei confronti contro Inter (69’), Milan (90’), Lazio (90’), Torino (65’) ed Udinese (90’), ottenendo già un minutaggio niente male, il che dimostra che si è calato abbastanza in fretta nel calcio italiano. È lecito e doveroso attendere conferme, ma l’impressione è che Gandelman possa essere utile alla causa.

Del resto, il responsabile dell’area tecnica Pantaleo Corvino ed il direttore sportivo Stefano Trinchera lo hanno ingaggiato dal Gent per la buona predisposizione evidenziata negli ultimi 20/25 metri. Nel primo scorcio di annata agonistica, infatti, nella Jupiler Pro League, in 18 presenze, ha segnato 7 reti e servito un assist. I tifosi giallorossi si augurano che nel Salento possa ribadire di avere una buona vena offensiva, accrescendo la pericolosità di un collettivo che troppe volte è stato frenato proprio dalle carenze realizzative.

Nel match contro l’Udinese, intanto, Gandelman a parte, il Lecce ha fatto registrare dei miglioramenti nella capacità di portare più uomini a riempire l’area di rigore rivale. Questa caratteristica ha quasi sempre fatto difetto al complesso salentino, ma va assolutamente migliorata. Da qui al termine del campionato, infatti, il salto di qualità dev’essere compiuto proprio sotto questo profilo. Se ciò accadrà, le chance del Lecce di conservare la categoria in vista dell’annata 2026/2027 lieviteranno. In caso contrario, diminuiranno.

«Nelle prime uscite, Gandelman ha fatto intravedere di potere dare una mano nel riempire i sedici metri avversari - afferma Claudio Luperto, salentino doc ed ex centrocampista del Lecce, sodalizio nel cui ambito ha allenato nel settore giovanile - Ma conosciamo ancora poco l’israeliano per dare un parere sulle sue doti. Un altro calciatore che ha la capacità di incunearsi nell’area rivale è Coulibaly, che ha già segnato 2 reti. Ma soprattutto quel Berisha che purtroppo si è fatto male il 12 dicembre, all’inizio della gara interna contro il Pisa, ed ancora non è tornato a disposizione, saltando sin qui nove incontri. Per Di Francesco si tratta di un’assenza di rilievo, in quanto il giovane albanese è il calciatore dotato di maggiore qualità nella rosa salentina. Doverne fare a meno è un handicap grave. L’auspicio è che torni presto e che possa fare la propria parte nella fase cruciale del torneo, senza più intoppi».

Luperto rimarca quanto sia importante riempire l’area con diversi uomini: «Se nei sedici metri avversari si portano un paio di elementi, chi deve marcarli ha vita abbastanza facile. Più calciatori, invece, hanno maggiori probabilità di essere pericolosi ed efficaci, di sfruttare qualche strafalcione di chi è deputato a fermarli o di trovare la giocata vincente. Tutto ciò si ottiene attraverso una buona fase di possesso palla, in quanto è necessario che tutta la squadra “salga” verso gli ultimi 20/25, ma restando “corta”. Altrimenti, il rischio è quello di concedere ampi spazi alle ripartenze. L’abilità di inserirsi o fa parte del bagaglio dei singoli oppure va allenata, cosa che Di Francesco sta senz’altro facendo dall’inizio del campionato».

Il Lecce è tornato al successo contro l’Udinese, interrompendo un digiuno che durava da otto giornate, ed ora si appresta a visitare il Cagliari: «I 3 punti intascati contro i friulani hanno avuto una importanza enorme, sia per compiere un balzo in avanti in classifica che per ritrovare entusiasmo. Adesso sarebbe altrettanto importante fare risultato in Sardegna. Da ex e da tifoso della compagine giallorossa sogno che lunedì Falcone e compagni riescano a riprendersi ciò che hanno lasciato nella partita di andata, persa in malo modo dopo averla iniziata alla grande con il gol del vantaggio firmato da Tiago Gabriel».

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