Mercoledì 22 Aprile 2026 | 02:00

Calcio, Bari vecchio stampo: l’attacco non punge ma carattere di ferro

Calcio, Bari vecchio stampo: l’attacco non punge ma carattere di ferro

Calcio, Bari vecchio stampo: l’attacco non punge ma carattere di ferro

 
Davide Lattanzi

Reporter:

Davide Lattanzi

Calcio, Bari vecchio stampo: l’attacco non punge ma carattere di ferro

Come nella scorsa stagione i biancorossi riescono a fare punti anche nelle giornate più complicate. E la difesa continua a reggere

Lunedì 18 Settembre 2023, 13:54

BARI - Sbuffa, magari sbanda, ma il Bari riesce a cadere sempre in piedi. Il cuore, la dedizione e la capacità di non mollare mai sono le peculiarità che stanno caratterizzando i biancorossi in un avvio di torneo tra luci e ombre. I bagliori di un anno fa, scandito da un avvio a tutto gas sembrano lontani. Ma quanto ha affermato Polito in conferenza stampa corrisponde a verità: la squadra si tiene ben stretta la sua anima guerriera. Che le consente di non sprofondare nemmeno nei frangenti più delicati, rimanendo in partita e riuscendo a recuperare pure le situazioni che sembrano compromesse. Nel campionato scorso, i Galletti contavano due punti in più, con la stessa dislocazione di gare: tre in trasferta, due in casa. Al quinto turno, cominciò da Cosenza una serie di quattro successi di fila. Ma i sette punti attuali e l’imbattibilità consentono in ogni caso di mantenersi ancorati al carrozzone dei playoff.

«ATTACCATI ALLA PARTITA» - Mignani lo chiede in modo maniacale. Qualsiasi cosa accada, bisogna mantenere lucidità e nervi saldi. Magari aspettando che passi la sfuriata avversaria. Il Bari ha attraversato frangenti di sofferenza in ogni gara: resistendo in nove con il Palermo, difendendo il vantaggio a Cremona pur con pochi ricambi, riuscendo salvarsi a Terni in una ripresa complicata, rimontando il Pisa. I soli due gol subiti sono emblematici della capacità di resistere alle intemperie: una solidità da conservare gelosamente perché chi subisce poco è destinato ad andare lontano.

LA FORZA DEL GRUPPO - L’altro aspetto da rimarcare è uno spogliatoio speciale. Finora non si è isolato un singolo protagonista tra i biancorossi. Spicca, invece, un collettivo aggregato in ogni componente. Un gruppo all’insegna del mutuo soccorso, in cui ognuno gode della medesima considerazione. L’abbraccio collettivo dopo il gol di Akpa-Chukwu è la dimostrazione lampante di una squadra unita.

SEGNARE, CHE FATICA - Se sul piano morale, il Bari resta una garanzia , non mancano, però, gli spunti di riflessione. La manovra è spesso farraginosa e si incaglia puntualmente negli ultimi metri. L’impressione è che l’attacco attuale sia davvero leggero. Sibilli e Morachioli sono esterni offensivi per vocazione (anche se l’ex Pisa ormai copre ogni posizione in prima linea) che provano a muoversi sulla trequarti. Nasti da unica punta è costretto ad un lavoro gravoso, spesso solo contro i due centrali avversari: in area si avverte mancanza di peso e la logica conseguenza è la difficoltà a trovare il gol. Appena tre le marcature in cinque turni, ma ciò che maggiormente preoccupa sono le poche occasioni nitide create. I Galletti erano celebri proprio per la capacità di essere sempre pericolosi, mentre ora anche i frangenti di massima pressione non si traducono in palle gol clamorose. La ripresa a Pisa è un chiaro esempio: il Bari ha schiacciato i toscani nella metà campo ma, oltre il gol nel finale, ha calciato in porta una sola volta con Nasti.

IN ATTACCO SERVONO I «NUOVI» - L’assenza di Diaw si sta avvertendo notevolmente. Il 31enne centravanti dovrebbe garantire accelerazioni, fisicità, ricerca della profondità. La punta prelevata dal Monza proverà a forzare in settimana per strappare la convocazione per l’incontro di domenica contro il Catanzaro (fischio d’inizio alle 16,15). Scontato che, venendo da un infortunio muscolare, non si potranno correre rischi. Ma è evidente che ritrovarlo a pieni giro sarebbe una prima iniezione di vitalità nel reparto offensivo. Tuttavia, si attendono anche le altre punte: il sinistro di Aramu è di qualità indiscutibile, ma occorre che il 28enne piemontese entri in piena forma perché al momento pare gli manchi l’opportuna brillantezza. Occorrerà rivederlo, peraltro, in una posizione più consona alle sue qualità (trequartista o seconda punta): in Toscana, invece, si è dovuto adattare da esterno del 4-2-4 disegnato per cercare la rimonta.

Così come si attende la vivacità di Achik: a Pisa, il 23enne marocchino non ha avuto paura di proporsi, ma non ha mostrato il pezzo forte del suo repertorio. Ovvero, la velocità e il dribbling. L’auspicio è che con la batteria offensiva a pieno regime, la produzione di occasioni e reti cresca. Eppure, la sensazione è che qualcosa in prima linea manchi. Se davvero Polito ha individuato l’elemento giusto tra gli svincolati, forse sarebbe il caso di intervenire subito. Chissà che in settimana non giungano novità…

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)