Martedì 14 Luglio 2020 | 19:05

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Giulio Donati riparte da Lecce, dove tutto ebbe inizio. Dieci anni fa, il ventinovenne terzino esordì in serie A con la maglia giallorossa e a fine stagione riuscì a conquistare la salvezza. Un decennio dopo, l’obiettivo è sempre la permanenza nella massima serie e Donati vuole farsi trovare pronto in questa nuova avventura. «Sono felicissimo di essere qui - dice - la squadra mi ha fatto una bellissima impressione. I ragazzi mi hanno fatto sentire da subito uno di loro, raramente si vede un gruppo così coeso, composto da ragazzi umili. Questo è un punto a nostro favore che può aiutarci in campionato, perché siamo una squadra viva e competitiva che fino all’ultimo vuole giocarsi le sue chance in questa sfida stimolante».

Una spinta importante arriverà dal calore del tifo giallorosso. Il sostegno incessante degli oltre 18 mila abbonati è un fattore che secondo Donati può fare la differenza nella corsa salvezza. «Al Via del Mare si assiste sempre ad un’atmosfera stupenda - racconta al riguardo - vedere gli spalti pieni è sempre una grande emozione perché ti fa capire l’euforia della piazza. Adesso però tocca a noi calciatori mantenere alto l’entusiasmo e ripagare i tifosi per il loro supporto». Il terzino scuola Inter traccia la strada per arrivare alla salvezza: «Inevitabilmente questa squadra deve migliorare sotto tanti aspetti, se non ci fosse nulla da migliorare d’altronde saremmo il Real Madrid, non il Lecce. La permanenza nella categoria passa dai dettagli, ci sta fare degli errori ma ciò che conta è imparare la lezione per non ripeterli, a partire dalla domenica successiva».

Gli ultimi anni sono stati importanti per la carriera di Donati, reduce da sei stagioni nella Bundesliga tedesca con le maglie di Bayer Leverkusen e Mainz. Sei anni lontano dall’Italia, durante i quali ha potuto coronare il sogno di giocare anche in Champions League e ha imparato a conoscere un calcio molto differente dalla serie A, disputata l’ultima volta con il Lecce nell’ormai lontana stagione 2010/11. «La serie A è un campionato che ultimamente è tornato agli splendori dei primi anni ’00 - spiega - nelle ultime stagioni ho avuto la fortuna di giocare anche in Champions League, coronando quello che era il mio sogno da bambino. Le differenze fra il campionato italiano e quello tedesco sono tante, qui in serie A c’è molta più tattica e più attenzione nello studio dell’avversario, in Germania invece si punta più sulla fisicità e sui ritmi di gioco, praticando un calcio spiccatamente d’attacco. Per questo credo di essere migliorato tanto soprattutto nella fase offensiva durante questa mia esperienza»

Nelle prime settimane dal suo ritorno nel Salento, Donati ha avuto modo di apprezzare il lavoro del mister Fabio Liverani: «Prima d’ora lo conoscevo solo come giocatore, da tecnico durante gli allenamenti si mette sempre in prima linea per spiegare la sua idea di gioco e noi come squadra proviamo a riproporre in campo i suoi concetti». Il pensiero poi va alla sfida casalinga del 6 gennaio contro l’Udinese, nella quale il terzino ex Bayer Leverkusen si candida per una maglia da titolare: «Negli ultimi mesi mi sono allenato continuamente, fisicamente sto bene e mi sento pronto per scendere in campo».

Ieri pomeriggio la squadra ha sostenuto il primo allenamento del 2020. Hanno lavorato in differenziato Gallo, Majer, Meccariello e Calderoni, quest’ultimo squalificato per la prossima sfida con l’Udinese. Questa mattina è in programma una seduta a porte chiuse.

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