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foto Massimino

Tra gli aspetti positivi connessi al successo per 3-2 ottenuto dal Lecce, in rimonta dallo 0-2, a spese del Livorno, ce n’è uno che era emerso già in altre circostanze ed è legato alle prestazioni estremamente positive sfoderate dai calciatori che giocano meno, quando Fabio Liverani decide di gettarli nella mischia, per scelta tecnica, oppure perché, come contro il team toscano, è in emergenza.
Nella sfida contro gli amaranto, l’allenatore capitolino ha utilizzato dal primo minuto Antonio Marino quale centrale difensivo ed Andrea Arrigoni nel ruolo, non suo, di mezzala. Ebbene, i due non giocavano dall’inizio dal 10 novembre scorso ed hanno sbandato come tutta la compagine salentina per mezz’ora del primo tempo, ma nel complesso hanno sfoderato una prova di spessore. Il centrocampista ha anche confezionato l’assist che ha permesso ad Andrea Mantia di accorciare le distanze, ed ha firmato il gol del 2-2, il primo in assoluto da quando indossa la maglia del Lecce. Un pomeriggio da ricordare e incorniciare per lui.


In precedenza, nel corso della stagione, si erano fatti trovare pronti alla chiamata, Andrea Tabanelli e Marco Armellino, mentre a Salerno ha dato il top Stefano Pettinari, che già sapeva di essere in procinto di passare al Crotone.
«Tutto ciò significa innanzitutto che la gestione della rosa è ottimale da parte di Liverani e del suo staff - sostiene Francesco Moriero, ex allenatore del team salentino ed ex ala di Lecce, Cagliari, Roma, Inter e Napoli - Il trainer romano ed i suoi collaboratori evidentemente sono bravi a fare sentire parte del progetto tutti i componenti dell’organico, anche chi viene impiegato di rado. Ciascun giocatore è tenuto nella massima considerazione in allenamento e si rende conto di potere essere utile. A fare il resto è la coesione del gruppo. Si nota che c’è compattezza, che tutti vogliono fortemente inseguire un sogno, con la massima umiltà, ma anche con grande convinzione. Inoltre, chi viene mandato in campo con minore frequenza, sapendo di valere, ci tiene a dimostrarlo, in modo tale da mettere in difficoltà il mister quando deve operare le proprie scelte. Le formazioni vincenti nascono proprio quando si crea questo spirito d’assieme perché di norma una squadra ha sempre un assetto-base e c’è fatalmente chi ha meno chance di dare il proprio contributo alla causa comune».


Moriero ha assistito al match tra Lecce e Livorno dagli spalti del Via del Mare. «L’inizio è stato promettente, in quanto i giallorossi hanno creato due buone opportunità - sottolinea l’ex ala destra - Poi l’undici salentino ha incassato il gol dello 0-1 ed è andato in crisi, subendo la seconda rete e rischiando di prendere anche la terza. In questa fase, il pubblico è stato commovente. I tifosi hanno immediatamente dimostrato di credere nella rimonta, hanno chiesto ai calciatori di dare tutto sino alla fine e Falco e compagni lo hanno fatto. La ripresa è stata tambureggiante. Da tempo non assistevo ad un assalto come quello portato dal Lecce alla metà campo del Livorno, a volte scomposto, ma continuo, deciso, convinto».
«È stato un crescendo di emozioni e di entusiasmo - continua l’ex attaccante interista -, sino alla gioia finale ed all’abbraccio che i sostenitori salentini hanno riservato ai propri beniamini, stremati ma felici. Non so come finirà la lotta al vertice per la promozione in serie A, ma la compagine guidata da Liverani dirà la sua sino alla fine e potrà farlo senza le pressioni che hanno caratterizzato le stagioni in Lega Pro perché i supporter hanno recepito in pieno il messaggio lanciato dalla società ad inizio torneo».

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