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Ex difensore Brio promuove il Lecce: «Personalità e grande tifo»

«I salentini affrontano tutte le partite con la medesima mentalità, senza cambiare atteggiamento tattico»

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Piace a tutti il Lecce che, espugnando lo stadio «Cabassi» di Carpi, si è isolato al secondo posto della classifica del campionato di serie B, ad una lunghezza dal leader Palermo. Applausi alla formazione giallorossa giungono anche da Sergio Brio, leccese doc, che è cresciuto nel vivaio del club salentino e poi è stato per tante stagioni granitico stopper della Juventus, collezionando successi in ambito nazionale ed internazionale. «Ho visto il match disputato da La Mantia e compagni a Carpi ed ho ammirato una squadra matura, dotata di grande personalità - dice l’ex bianconero, oggi opinionista della Rai - Nel primo tempo, i giallorossi hanno dominato, creando gioco, procurandosi alcune buone opportunità e sbloccando con merito il risultato. Dopo l’intervallo, hanno sofferto nei minuti iniziali, concedendo agli avversari una occasione, ma poi hanno gestito l’incontro con autorevolezza, impedendo al complesso allenato da Castori di rendersi pericoloso. Insomma, una prova di forza».


A Carpi, il Lecce ha potuto contare sull’incitamento di circa 2000 tifosi. L’entusiasmo dei supporter salentini può essere un valore aggiunto?
«Quello offerto dagli appassionati giallorossi sugli spalti del “Cabassi” è stato uno spettacolo nello spettacolo. Pochi team possono contare su un simile seguito quando giocano a 800-1000 chilometri da casa. Del resto, per il Lecce non si tratta di una novità. A Verona, in una trasferta ancora più lontana, è stato incitato da circa 1500 supporter. Sono cifre di assoluto rilievo se si considerano anche i dati relativi al numero degli abbonati e degli spettatori paganti relativi alle gare interne. Grande merito, quindi, alla società presieduta da Sticchi Damiani, che ha saputo attrezzare un organico di valore, ma applausi anche a Liverani ed ai calciatori, che stanno facendo molto bene e che hanno fatto rifiorire l’entusiasmo in una piazza che per troppi anni ha sofferto in Lega Pro. I risultati, positivi o negativi, sono sempre figli di tutte le componenti, mai di una sola».


Ad eccezione del Carpi, tutte le formazioni di B hanno sin qui ottenuto una media punti più alta nelle gare interne che in quelle esterne, ma il Lecce è quella che ha fatto registrare la forbice meno marcata: 1,833 sul terreno amico contro 1,75 in trasferta.
«Si tratta di un dato importante. Significa che i salentini non mutano pelle a seconda che si cimentino nel proprio stadio oppure in campo avverso, che affrontano tutte le partite con la medesima mentalità, senza cambiare l’atteggiamento tattico. In una parola, hanno una identità alla quale restano fedeli. Questo è tipico solo delle grandi compagini».


I tifosi salentini possono sognare?
«Visto il rendimento sin qui avuto dai propri beniamini, hanno tutto il diritto di farlo, ma a patto che non dimentichino i presupposti di partenza. Il Lecce è una formazione neo promossa, il cui primo obiettivo è quello di salvarsi. Pur avendo portato a termine un’ottima campagna acquisti, nessuno aveva inserito il complesso giallorosso tra i candidati alla promozione, il che significa che sta sorprendendo in positivo. Ebbene, sarebbe un guaio se qualcuno non dovesse rammentare queste premesse qualora arrivassero dei momenti difficili. Per raggiungere i traguardi di rilievo, la maturità dell’ambiente conta tantissimo. Sul fronte della squadra, invece, l’errore da non commettere è quello di montarsi la testa, ma dubito che Liverani lo permetterà, ammesso che qualcuno dei suoi uomini possa davvero perdere di vista la realtà di un torneo che è lungo, difficile ed insidioso».


C’è un calciatore che l’ha impressionata di più?
«La forza di una squadra è sempre il collettivo e quello giallorosso sta dimostrando di avere qualità in tutti i reparti. Inizialmente, l’undici salentino ha concesso troppo nella fase difensiva, incassando parecchi gol e concedendo diverse occasioni agli avversari, ma da qualche tempo è cresciuto anche sotto questo aspetto».

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