Il Lecce punta sul fattore «Via del Mare» per riprendere la marcia nella corsa salvezza. Dopo le due sconfitte consecutive in trasferta contro Inter e Milan, la squadra giallorossa ritorna a giocare fra le mura amiche, ospitando la Lazio. Sfida non facile, considerando il valore dell’avversario, malgrado il momento turbolento attraversato dai biancocelesti, fra mercato e risultati altalenanti. Quel che è certo è che la formazione salentina è chiamata a muovere una classifica che si è fatta deficitaria alla luce dei risultati delle ultime settimane. Il Lecce è reduce da un solo punto nelle ultime sei partite ed è nel mezzo di una striscia di quattro sconfitte consecutive. Considerando le sole partite casalinghe, i ko di fila sono tre. Numeri che impongono una netta sterzata, a partire dall’incontro in programma questa sera alle 20,45.
Il tecnico Eusebio Di Francesco non nasconde le difficoltà della sua squadra, ma valorizza anche gli aspetti positivi: «A questa squadra si può dire tutto, si può rimproverare un passaggio o un gol sbagliato, ma ci mette sempre impegno e attenzione massima in ogni partita. Poi, alla lunga, quando ti difendi un po’ troppo, in alcuni casi puoi rischiare di prendere gol. Ma questa squadra ha un certo dna e ha una certa filosofia che si tramandano anche dagli anni passati. Ripartiamo dalle prestazioni e dagli atteggiamenti, dobbiamo dimostrare alla nostra gente che noi ci siamo dal punto di vista della voglia di fare punti. Ci vuole maggiore incisività davanti, motivo la squadra e cerco di farla lavorare in questa direzione. Quando davanti hai squadre come Inter e Milan devi sfruttare al meglio le poche opportunità che hai. Sicuramente non ci siamo riusciti, dovevamo essere più bravi nell’ultimi passaggio. Nella partita contro il Parma, invece, oltre al gol eravamo riusciti a creare diverse situazioni». Il focus del tecnico giallorosso si sposta su Cheddira, l’ultimo arrivato nel calciomercato di gennaio. Il centravanti marocchino sarà subito della partita questa sera: «Cheddira è voglioso di affrontare al meglio questa avventura. Conosco bene il ragazzo, è serio, un grande professionista e un grande lavoratore. Ci darà una grossa mano sotto tutti i punti di vista. Aveva grande desiderio di venire qui. Ci siamo sentiti telefonicamente quando ho saputo della conclusione della trattativa e la prima cosa che mi ha detto è stata “che bello”. Si è allenato con la squadra, può essere utilizzato dal primo minuto o a gara in corso. Nelle ultime partite ho avuto difficoltà ad avere un cambio in quel ruolo, ora ho due attaccanti puri. Lui è un calciatore che predilige l’attacco della profondità, ha caratteristiche diverse da Štulić, ci permette di lavorare diversamente in base alle partite che andremo ad affrontare».
Nella scelta della migliore formazione da schierare, Di Francesco sottolinea l’importanza dei nuovi arrivati nonché delle seconde linee: «Abbiamo messo dentro qualche giocatore fresco dal punto di vista mentale, cercheremo di sfruttare queste risorse in più. Chi va in panchina credo abbia un ruolo più importante rispetto chi gioca dal primo minuto. Lo dimostra il nostro cammino, considerando solo i primi 60 minuti avremmo avuto una classifica differente rispetto a quella che abbiamo. Non focalizziamoci solo sull’undici titolare, tutto il gruppo squadra deve riconoscere l’importanza di giocare anche solo pochi minuti all’interno della gara». Quanto alle assenze, mancherà ancora Berisha, alle prese con il recupero dalla lesione al retto femorale della coscia destra occorso più di un mese fa: «Al momento è prematuro parlare di un rientro, non so dare tempi precisi, potrebbero volerci due o tre settimane. Non dobbiamo cercare di forzarlo, è stato un infortunio particolare, simile a un problema che aveva già avuto in passato, per questo dobbiamo avere maggiore cautela».
Per ciò che concerne la Lazio, Di Francesco non si fa ingannare dai malumori in casa biancoceleste: «Affrontiamo una squadra che ha potenzialità differenti, al di là del calciomercato ha una rosa forte, costruita in partenza per arrivare nella parte alta della classifica. L’ambiente di Roma un po’ lo conosco, ma in questo ambiente ci sono i calciatori, che sono uomini e professionisti, con grande voglia di rifarsi. Pensare che arrivi una squadra allo sbando sarebbe un errore. Ricordiamoci i nomi dei giocatori che potrebbero giocare nonostante le assenze, il livello di squadra è sempre alto». Per questo motivo, il tecnico si sofferma sul rendimento dei suoi: «L’errore più grande che possiamo fare è guardare gli altri. Io devo pensare a guardare in casa nostra. Noi siamo lì, impegnati nella lotta salvezza e dobbiamo guardare avanti. Dobbiamo preoccuparci più dei nostri problemi e delle nostre carenze, dando continuità ai nostri pregi. Le cose positive ci sono state, ma giustamente il calcio è basato sui risultati. Ho il desidero che la squadra possa ritrovarli presto, ma ripartiamo dalle prestazioni che non sono mancate». Quanto alle scelte dal primo minuto, nel tradizionale 4-3-3 ci sarà Falcone in porta, con la retroguardia composta dal rientrante Veiga, che ha scontato la squalifica, assieme a Tiago Gabriel, Siebert e Gallo (in vantaggio nel ballottaggio con Ndaba). In mezzo al campo dovrebbe essere confermato il terzetto visto contro il Milan, ovvero Ramadani, Coulibaly e Gandelman. In avanti chance per Sottil e Pierotti sulle fasce, con Štulić al centro del tridente e Cheddira pronto a subentrare.















