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Foggia, la Procura federale chiede la retrocessione del club in serie C

La sentenza arriverà la prossima settimana. Sgomento e amarezza in città. L’ex presidente Fares: «Una richiesta fuori da ogni logica basata su ipotesi»

Foggia, la Procura federale chiede la retrocessione del club in serie C

Fares, ex presidente del Foggia

FOGGIA - Linea durissima da parte della Procura federale, che ha richiesto la retrocessione in Serie C del Foggia Calcio nell’ambito del procedimento sportivo a carico del club rossonero per le presunte irregolarità che il sodalizio dauno avrebbe commesso, nella gestione della società, nelle stagioni di Lega Pro 2015/16 e 2016/17. Il processo si è aperto ieri mattina, a Roma, davanti al Tribunale federale nazionale.

Il Foggia Calcio è stato deferito - per responsabilità diretta ed oggettiva - «per avere reimpiegato nell’attività gestionale e sportiva del club, un importo monetario molto ingente (circa 2 milioni di euro la cifra contestata, ndc), sia a mezzo di bonifici, sia a mezzo di denaro contante, proventi di attività illecite di evasione e/o elusione fiscale, alcune delle quali integranti anche reato», e per i presunti pagamenti in nero effettuati, per oltre 580mila euro complessivamente, a beneficio di suoi tesserati.

Il club rossonero ha tentato la via del patteggiamento, ma la Procura ha fatto muro ed ha chiesto la retrocessione dei dauni all’ultimo posto del campionato di Serie B 2017/18. Una richiesta shock, che ha colto di sorpresa sia la società dauna che i suoi tifosi, generando sgomento, paura e amarezza: in sostanza, si è davanti ad un caso di presunto illecito amministrativo che viene trattato alla stregua di un illecito sportivo. Presente all’udienza la Virtus Entella, che è retrocessa perdendo i playout e spera nella riammissione in B attraverso la ridefinizione della classifica, in caso di retrocessione del Foggia.

Richieste inoltre inibizioni da 1 a 5 anni per gli 8 fra soci ed ex dirigenti coinvolti, tra cui i patron Franco e Fedele Sannella, l’ex presidente Lucio Fares e l’ex vicepresidente Massimo Curci. Dei 29 deferiti fra tecnici, preparatori atletici, fisioterapisti e calciatori - accusati di aver percepito compensi, premi o indennità in violazione delle norme federali - una buona parte ha optato per il patteggiamento.

La sentenza di primo grado è attesa, assieme alle motivazioni, nel corso della settimana prossima. Sentenza subito esecutiva ma appellabile. Dopodiché, entro 2-3 settimane dovrebbe tenersi il processo di secondo grado. «È una richiesta fuori da ogni logica, basta su supposizioni e fantasie, senza motivazioni fondate - commenta l’ex presidente Fares -. L’udienza è stata surreale. Continueremo naturalmente a batterci e difenderci, perché ne va della dignità e del buon nome nostro, della società, della città e dei suoi tifosi, ma in questo momento c’è molta amarezza».

Congelata, in attesa degli sviluppi processuali, la pianificazione tecnica per la prossima stagione, come l’accordo col neo tecnico Oddo (con cui era stata raggiunta un’intesa di massima) e la campagna abbonamenti. I tifosi non escludono mobilitazioni se la sentenza di primo grado dovesse confermare le richieste della Procura. Lunedì, intanto, verrà discusso il ricorso del club rossonero contro la revoca dei contributi della mutualità (oltre 2 milioni) decisa il 5 giugno dall’assemblea delle società di B.

Raffaele Fiorella

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