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Calcio

Grosso vuole il Verona ma occhio alla clausola

Il club ha in mano il rinnovo automatico e punta a monetizzare

Grosso vuole il Verona ma occhio alla clausola

Fabio Grosso

BARI Le vicende societarie condizionano la programmazione tecnica. Ma il Bari dovrà pur pensare a ripartire. Se il direttore sportivo Sean Sogliano a breve dovrebbe avere un colloquio chiarificatore con il presidente Cosmo Antonio Giancaspro (a condizione che l’imprenditore molfettese riesca a ricapitalizzare il club e condurlo all’iscrizione), i maggiori dubbi si annidano sulla questione allenatore. In teoria, Fabio Grosso sarebbe vincolato al club biancorosso anche per la prossima stagione. Non solo. Il sodalizio pugliese vanta un’opzione unilaterale per prolungare il contratto per un ulteriore anno, così come è posta una clausola rescissoria di due milioni per liberare in anticipo il tecnico nato a Roma, ma pescarese d’adozione. Un contesto che dovrebbe rendere inattaccabile la posizione di Grosso, anche alla luce delle parole rilasciate in conferenza stampa (lo scorso 27 maggio) proprio da Giancaspro, fermamente intenzionato a confermarlo.

Tali discorsi, però, si fermano sulla carta. La realtà, invece, è profondamente diversa. Nonostante si sia fermato a dichiarazioni di facciata («stacco qualche giorno, poi vedremo che cosa succederà») dopo la bruciante eliminazione al turno preliminare dei playoff per mano del Cittadella, Grosso difficilmente se la sentirà di ripartire dalla Puglia. Inutile girarci attorno: l’ex campione del mondo del 2006 non ha legato con Bari. Troppo schivo e riservato per una piazza tanto passionale. Grosso, peraltro, è convinto che il suo lavoro sia stato «altamente positivo», mentre la città del pallone ha la netta sensazione che, con l’organico a sua disposizione, l’allenatore avrebbe potuto ottenere migliori risultati. Il silenzio degli ultimi due mesi (rilasciando dichiarazioni solo a Sky per obblighi contrattuali) non ha certo contribuito ad avvicinare il mister ai baresi. Non è un mistero: il Verona lo ha scelto per la sua panchina, su indicazione Tony D’Amico, responsabile dell’area scouting veneta, nato a Pescara amico di vecchia data di Grosso, lusingato dall’avventura gialloblu. Scontato, però, che il Verona (interessato pure a Cristian Galano, sebbene il rapporto tra l’esterno dauno e il tecnico non sembra essere andato oltre la mera professionalità) non sia disposto a riconoscere il corrispettivo economico per liberarlo. Il rischio di un muro contro muro tra il Bari ed il suo coach non va escluso. A meno che il presidente Giancaspro non decida di accontentare il tecnico con cui ha instaurato un profondo rapporto di reciproca stima.

E se fosse addio, chi sarebbe il suo erede? Il candidato forte per eccellenza è Marco Baroni, già corteggiato la scorsa estate. Il 57enne fiorentino (come Grosso) ha allenato a lungo nel settore giovanile della Juventus, ma in B ha ottenuto buoni risultati a Lanciano, patito qualche ombra a Pescara, per poi arrivare agli exploit con Novara (giunto in semifinale dei playoff eliminando proprio il Bari al preliminare nel 2016) e Benevento, condotto in serie A. Intriga Roberto De Zerbi, che proprio a Baroni è subentrato a Benevento nella stagione in corso, senza evitare il ritorno in B. Per ora, solo idee. Presto sarà fissato un summit con Grosso: parlarsi chiaramente sarà fondamentale per pianificare il futuro.

Davide Lattanzi

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