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di RAFFAELE ROMANO

SAN VITO DEI NORMANNI - Con tre distinti provvedimenti, adottati dal responsabile del Servizio competente, il Comune di San Vito dei Normanni ha disposto la revoca dell’autorizzazione al funzionamento e la chiusura di tre comunità educative per minori che hanno sede nel territorio comunale. Infatti, sia per «Giocasa» che per «Favorita 1» e «Favorita 2», tutte gestite da una cooperativa sociale di Brindisi, la Giocartacli, sono venuti meno i presupposti per la prosecuzione delle attività.

Qualche giorno addietro, l’apposita Commissione di valutazione ha riscontrato nel corso di specifici sopralluoghi seri problemi di natura tecnica (tra cui carenze igienico-sanitarie, disordine nella tenuta del mobilio e delle suppellettili, derrate alimentari insufficienti per le necessità degli utenti, camere da letto non rispondenti ai parametri previsti), organizzativa (quali mancanza di un progetto educativo personalizzato, della cartella psico-sociale di ogni ospite e del registro giornaliero delle presenze) e funzionale (come la presenza di operatori nella struttura in numero insufficiente e non in possesso dei titoli professionali richiesti).

Per la cronaca, va detto che sul finire dell’estate era stato presentato un esposto anonimo nel quale venivano segnalate varie irregolarità nella gestione delle tre comunità e che il mese scorso, in una di esse, vi era stato un sopralluogo anche da parte del personale della sezione di Polizia giudiziaria della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Lecce (che aveva puntualmente riferito sulle cattive condizioni rilevate).

Di queste ore, come si diceva, la revoca delle autorizzazioni comunali, rilasciate due anni fa, e l’ordine di chiudere.

L’esecuzione di questi provvedimenti, ovviamente, significherà che i 22 ragazzi ospitati, molti dei quali già inseriti nel tessuto sociale cittadino (c’è chi frequenta la scuola media di San Vito dei Normanni, chi sta svolgendo anche percorsi di alternanza scuola-lavoro) dovranno lasciare tutto e cominciare altrove un nuovo percorso di integrazione.

Cosa che il sindaco della città, Domenico Conte, vorrebbe scongiurare: «Ho chiesto al prefetto la convocazione urgente di un tavolo tecnico per esaminare ipotesi che non allontanino dalla comunità locale questi minori stranieri. Molti di loro si sono davvero bene integrati e per loro, indubbiamente, il trasferimento in altri centri sarebbe un nuovo trauma». Il sindaco vorrebbe proporre una soluzione tampone: «Si potrebbe magari pensare - dice - all’utilizzo di una sola delle tre strutture, quella che presenta meno problematiche, perciò risolvibili, e concentrare lì almeno i ragazzi che sono inseriti nel contesto scolastico e lavorativo cittadino. Parto dal presupposto che alcuni di questi ragazzi, ormai, fanno parte della nostra comunità».

Un’ipotesi, solo un’ipotesi, da valutare con tutti gli altri attori interessati e, soprattutto, nel pieno rispetto delle norme.

Intanto, da indiscrezioni raccolte, sembra che siano state già individuate strutture alternative in grado di ospitare i giovani migranti finora alloggiati a «Giocasa» (ubicata in contrada Conforto, nei pressi della ex statale 16 per Brindisi), «Favorita 1» e «Favorita 2» (queste ultime nell’omonima contrada, vicino San Michele Salentino).

La notizia, inutile dirlo, ha sconvolto l’opinione pubblica. E poi - altro aspetto non da poco - presso quelle tre strutture operano diversi sanvitesi: inevitabili le ripercussioni anche sul fronte occupazionale.

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