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Picchia la convivente
arrestato dai Carabinieri

Picchia la convivente
arrestato dai Carabinieri

 
Nicola PEPE

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Nicola PEPE

Maltrattamenti in famiglia arrestato 2 volte in 2 giorni

Giovedì 27 Luglio 2017, 11:38

MIMMO MONGELLI

Ha aggredito la convivente, che è finita in ospedale. Quando sono arrivati i carabinieri non ha voluto fornire ai militari dell’Arma le sue generalità. I detective del tenente Roberto Rampino, comandante della compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana, lo hanno arrestato in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità. Si tratta di un operaio edile francavillese di 52 anni di cui, come da prassi in simili frangenti, gli investigatori non hanno reso note le generalità nell’ottica di tutelare la vittima della violenza.

L’uomo è finito in carcere, a Brindisi. L’aggressione della convivente è avvenuta davanti alla figlia di quest’ultima. Avendo avuto notizia che i rapporti tra la madre, che è vedova, e il suo attuale compagno da tempo erano ai ferri corti, l’altra sera la giovane si è recata a casa della madre. Il convivente della donna non si è fatto nessuna remora a scagliarsi contro la sua compagnia in presenza della figlia. Una volta che sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia della città degli Imperiali e hanno preso in consegna l’operaio manesco e facile alla collera le due donne hanno fatto ricorso alle cure dei medici del Pronto soccorso dell’ospedale Camberlingo. I sanitari, dopo averle visitate, le hanno giudicate guaribile in 3 giorni (la madre) e un giorno (la figlia). Non era la prima volta che accadeva.

I carabinieri hanno accertato che da mesi l’operaio edile aveva preso l’«abitudine» di picchiare la convivente e si sottoporla a vere e proprie torture psicologiche. Ogni volta – hanno accertato gli investigatori – ad originare gli attacchi di collera del 52enne erano futili motivi. Solo che la convivente del carpentiere non aveva mai trovato il coraggio di denunciare l’infermo in cui era costretta a vivere. Succede spesso, troppo spesso: le vittime delle violenze tra le mura domestiche, vuoi per pudore, vuoi per non far finire nei guai una persona a cui hanno voluto e, il più delle volte, continuano a volere bene non denunciano quello che gli succede alle forze dell’ordine. Di conseguenza carabinieri e polizia, che ovviamente non hanno la sfera magica, non possono aiutare le vittime di questi uomini violenti e iracondi.

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