«La morte di Pietro è il risultato dei tanti ricatti di cui il mondo del lavoro è ormai pieno, portati avanti in modo criminale dai datori di lavoro. Spesso con il silenzio che equivale ad una collaborazione di chi all’interno dei luoghi di lavoro dovrebbe sostenere l'applicazione delle leggi, salvo poi successivamente piangere lacrime di coccodrillo in caso di incidenti». Lo dichiara in una nota il sindacato Cobas annunciando per venerdì 16 gennaio a Brindisi un sit-in per la morte di Pietro Zantonini, il vigilante brindisino di 55 anni, deceduto nella notte tra il 7 e l'8 gennaio a Cortina D’Ampezzo, mentre svolgeva le mansioni di vigilante in un cantiere dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che partiranno tra pochi giorni.
L’iniziativa del 16 a Brindisi, in Piazza Santa Teresa, serve a «denunciare che la morte di Pietro Zantonini, come tante altre, non è un fatto casuale», evidenzia il sindacato.
Secondo quanto si è appreso, l'esame autoptico sul corpo di Pietro Zantonini verrà eseguito dopodomani, mercoledì 14 gennaio, dal parte di Andrea Porzionato, incaricato oggi dalla procura della repubblica di Belluno.















