Martedì 13 Gennaio 2026 | 13:29

Vigilante brindisino morto nel cantiere Milano Cortina, c'è un indagato. Disposta l'autopsia

Vigilante brindisino morto nel cantiere Milano Cortina, c'è un indagato. Disposta l'autopsia

 
fabiana agnello

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fabiana agnello

Vigilante brindisino morto su cantiere Milano Cortina, c'è un indagato. Disposta l'autopsia

Al vaglio la posizione del datore di lavoro. Per il Cobas, la tragedia si inserisce in un quadro di pressioni, turni estenuanti e condizioni operative al limite

Martedì 13 Gennaio 2026, 10:05

10:32

Un sit-in per denunciare che la morte di Pietro Zantonini, vigilante di Brindisi di 55 anni morto su un cantiere per le Olimpiadi a Cortina d’Ampezzo, non può essere considerata una fatalità. L’appuntamento fissato dal Cobas è per venerdì 16 gennaio, dalle ore 9, in piazza Santa Teresa. Zantonini ha perso la vita la sera dell’8 gennaio mentre stava effettuando un turno di vigilanza notturna, quando è stato trovato privo di sensi nell’area di lavoro. I colleghi hanno dato l’allarme, ma i soccorsi non sono riusciti a rianimarlo.

Il pm Claudio Fabris della Procura di Belluno ha affidato al medico legale Andrea Porzionato l’incarico di eseguire l’autopsia in settimana. I familiari del vigilante sono assistiti dall’avvocato Francesco Dragone del foro di Lecce. Una persona è iscritta nel registro degli indagati: si tratta del legale rappresentante della società alla quale era stato appaltato il servizio di sorveglianza presso il cantiere.

Per il Cobas, la tragedia si inserisce in un quadro di pressioni, turni estenuanti e condizioni operative al limite. La morte di Zantonini è «il risultato dei tanti ricatti che permeano il mondo del lavoro». Il sindacato sottolinea che le criticità non riguardano solo il cantiere lombardo ma l’intero settore della vigilanza privata, e porta come esempio la vertenza aperta da un anno nei confronti dell’istituto «Rangers Battistolli» a Brindisi. Gli iscritti denunciano da tempo la totale insufficienza delle misure di sicurezza nei campi fotovoltaici. Dopo la richiesta di intervento dello Spesal-Asl, il Cobas era riuscito a ottenere la revisione del Documento di valutazione dei rischi. Il Cobas sostiene però che le nuove regole sarebbero rimaste sulla carta e che gli iscritti verrebbero colpiti da provvedimenti disciplinari «inesistenti», in un clima percepito come persecutorio. A questo si aggiunge, prosegue il Cobas, il mancato riconoscimento formale del sindacato da parte dell’azienda, motivato con riferimenti normativi considerati superati.

Nelle scorse settimane il Cobas aveva chiesto un incontro alla Prefettura di Brindisi, alla presenza dell’istituto di vigilanza, per affrontare la situazione e tentare di risolverla «senza aspettare il morto». Non avendo ricevuto risposte, il sindacato ha deciso di proseguire lo stato di agitazione e scendere in piazza. «Di fronte alla richiesta di sicurezza per i lavoratori, facciamo sempre un passo avanti, mai indietro», conclude il Cobas.

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