Urne chiuse alle 15 per il referendum sulla riforma della giustizia in cui è ormai ufficiale la vittoria del no. Lo scrutinio può considerarsi concluso: i dati ufficiali (61.526 sezioni su 61.533) vedono la vittoria del no con il 53,74% e il sì al 46,26%. In Puglia il no è al 57,13%, in Basilicata è al 60,35%. Complessivamente il no ha ottenuto oltre 14,3 milioni di voti.
«Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano», ha detto il ministro Carlo Nordio. «Il nostro intendimento – ha detto il Guardasigilli - era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia».
«Oggi è un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutte le cittadine e i cittadini. Questo risultato tuttavia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Abbiamo contribuito a preservare l'autonomia e l'indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione». Così la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati in una nota. «I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia. Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione. La relazione con la società civile ha arricchito la magistratura e sapremo trovare gli strumenti perché questa ricchezza sia condivisa e vada a beneficio di tutto il Paese. Abbiamo assistito a una mobilitazione importante, che nasce dal confronto con la società civile e che si è tradotta in una partecipazione democratica al voto che restituisce un senso di appartenenza alle istituzioni repubblicane che è il modo migliore per festeggiare gli 80 anni del suffragio universale».
I DATI SULL'AFFLUENZA
Boom di affluenza nazionale al 59%. È del 52,01% invece il dato definitivo dell'affluenza in Puglia, quasi dieci punti percentuali in meno rispetto al referendum costituzionale del 2020 (61,91%) e più basso di oltre il 6% rispetto a quello nazionale. In provincia di Bari ha votato il 53,90% degli aventi diritto, in quella di Barletta-Andria-Trani il 52,59 per cento. A Brindisi e provincia si è recato alle urne il 59,62% degli aventi diritto, mentre a Foggia e provincia il 48,20%. Nella provincia di Lecce è al 53,63%, in quella di Taranto al 50,71 per cento.
In Basilicata l'affluenza definitiva è del 53,27%. In provincia di Potenza il dato è del 53,89%, con il capoluogo di regione che ha fatto segnare il 60,07%. In provincia di Matera l'affluenza è al 52,1% con il dato nella città dei Sassi del 57,82%.
















