Futuro della centrale Enel: la fuga in avanti del coordinatore cittadino di FdI, Massimiliano Oggiano, non è stata gradita da una parte del partito rappresentata dal consigliere regionale Luigi Caroli. «Il sindaco Pino Marchionna faccia il primo cittadino - attacca Oggiano - e tuteli la città dandole dignità: il Comune non può limitarsi ad attendere, sindaco e amministrazione hanno strumenti precisi, a partire dall'ordinanza urgente e contingibile, per mettere formalmente in mora Enel, pretendendo l’avvio immediato delle bonifiche e la tutela degli interessi della comunità, dei lavoratori e dell’ambiente». Una sollecitazione conseguenza di quanto dichiarato da Marchionna nella conferenza stampa di fine anno, quando ha asserito che «sarà opportuno prendersi qualche giorno o settimana di riflessione: magari cercherò anche di incontrare il ministro Pichetto Fratin per avere un’idea precisa». A ogni modo, per Caroli l’uscita di Oggiano è improvvida e intempestiva poiché va contro posizione e rassicurazioni del Governo espresse dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, che ha esternato in sede di Consiglio dei ministri l’intenzione di mantenere in riserva fredda l’impianto. «Oggiano parla a titolo personale, la sua è un’uscita a gamba tesa - tuona Caroli - in totale sprezzo dei parlamentari del territorio e di quelli che sono i passaggi dovuti per poter assumere come Fratelli d’Italia una posizione che sia coerente con quella del Governo. Prima di fare questa uscita avrebbe dovuto interloquire con il partito e i rappresentanti del territorio. Mi dissocio totalmente dalla sua esternazione, come si dissociano anche parte del coordinamento cittadino e provinciale. In questo momento c’è bisogno di rasserenare gli animi e di trovare una soluzione che possa consentire la continuità occupazionale. Non ho motivi per non credere a quanto assicurato dal parlamentare del territorio Mauro D’Attis sul fatto che si stia lavorando a una soluzione che garantisca i lavoratori. Chiederò a D’Attis e al sindaco un incontro, anche alla presenza dei parlamentari di FdI, per essere ragguagliati e comprendere posizioni da assumere e passi da compiere».
Al pari di Oggiano, molto critico è anche il segretario provinciale della Cgil, Massimo Di Cesare, secondo il quale «Enel, Sir, Confindustria e Cna hanno disatteso l’accordo sottoscritto in Prefettura il 23 dicembre, hanno tradito gli impegni assunti dinnanzi al prefetto ignorando ed eludendo l’azione pratica del passaggio contrattuale senza soluzione di continuità». Il sindacalista parla di «annunci roboanti dell’onorevole D’Attis», i quali «restano solo musica stonata che a quanto pare non risolve il problema occupazionale dei lavoratori della ex centrale a carbone Federico II. Arrivati a questo punto, poco ci interessa se l’impianto andrà in riserva fredda o dovrà essere definitivamente chiuso». Da qui, la richiesta al presidente di Regione Puglia di «farsi promotore della convocazione di Enel al tavolo ministeriale» e di seguire attentamente la vertenza affinché si realizzino una serie di obiettivi, primo dei quali «la definizione del programma di attività di messa in sicurezza, smantellamento e bonifiche degli impianti».
















