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Brindisi, morì per un'emorragia cerebrale, s'indaga per omicidio colposo in ambito sanitario

Brindisi, morì per un'emorragia cerebrale, s'indaga per omicidio colposo in ambito sanitario

Brindisi, morì per un'emorragia cerebrale, s'indaga per omicidio colposo in ambito sanitario

 
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La vittima, un 39enne di Brindisi, morì nell’ospedale di Taranto il 9 gennaio scorso. Eseguita oggi l’autopsia.

Venerdì 09 Febbraio 2024, 15:18

BRINDISI - La Procura di Brindisi ha aperto un 'inchiesta sulla morte del 39enne brindisino Antonio Picciolo, deceduto nell’ospedale di Taranto il 9 gennaio scorso. L'indagine è al momento contro ignoti ed il reato ipotizzato è omicidio colposo in ambito sanitario. Questa mattina il pubblico ministero, Francesco Carluccio, ha conferito l’incarico per l'autopsia, già eseguita dai medici Biagio Solarino e Luigi Chiumarulo. Le indagini sono condotte dai carabinieri dopo la denuncia presentata dalla famiglia Picciolo che si è rivolta a Giesse Risarcimento Danni di Brindisi che, tramite i suoi legali questa mattina ha nominato un consulente di parte per l’esame autoptico.

Il 6 gennaio scorso Picciolo stava lavorando come steward in una discoteca. Poco dopo le 23 accusò un forte mal di testa e con un’autombulanza fu trasferito in ospedale a Brindisi, dove fu sottoposto ad una tac dalla quale emerse un’emorragia cerebrale. Alle 4.40 del mattino venne trasferito d’urgenza all’ospedale di Taranto dove è morto il 9 gennaio. I consulenti della Procura - che hanno chiesto 90 giorni per il deposito della perizia- dovranno, cioè, capire qual è stata la causa, o le cause, e se ci sono state delle eventuali condotte omissive da parte dei medici che abbiano provocato o concorso a provocare il decesso del paziente.
«È ancora troppo presto per dire qualcosa. Riponiamo - commenta Giuseppe Vacca, referente di Giesse - piena fiducia nel lavoro della magistratura e faremo il possibile per stare accanto alla famiglia, consapevoli che eventuali responsabilità sanitarie, nel caso ci fossero, emergeranno durante le indagini». 

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