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SANITA' ALLO SBANDO

«La Regione ignora gli ospedali del Brindisino ormai al collasso»

«La Regione ignora gli ospedali del Brindisino ormai al collasso»

L'ospedale «Camberlingo» di Francavilla Fontana

La dura accusa del consigliere di Fratelli d’Italia Luigi Caroli: «Territorio ignorato, al contrario di Taranto e Nord Barese»

08 Settembre 2022

Antonio Negro

La sanità brindisina non solo è in una situazione di grave crisi ma non è neanche nei pensieri della Regione Puglia. È quanto si deduce dalle considerazioni del consigliere regionale di Ceglie Messapica Luigi Caroli, che ha espresso tutto il suo disappunto per quanto sta avvenendo in queste ore: «Ieri la Giunta regionale - dice Caroli - ha annunciato in pompa magna di aver approvato una delibera per utilizzare i fondi dell’art. 20 della legge 67 dell’88, ai fini del completamento con arredi e attrezzature del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto e dell’avvio della gara per la costruzione del nuovo ospedale del Nord Barese, tra Bisceglie e Molfetta. Per il “San Cataldo” 105 milioni di euro, per il complesso del Nord Barese 192,5 milioni di euro, vale a dire, complessivamente, 297.5 milioni. E bene ha fatto», commenta il consigliere regionale cegliese in forze al partito di Giorgia Meloni, il quale aggiunge: «Non mi sognerei mai di non considerare giusta l’attenzione che viene riservata alla Sanità in qualsiasi territorio pugliese, ma allo stesso tempo non posso che rammaricarmi per la continua disattenzione nei confronti della provincia di Brindisi, nonostante l’entusiasmo di qualche collega consigliere regionale per il costruendo nuovo ospedale del Nord Brindisino, che in realtà insiste sul territorio di Monopoli, quindi in provincia di Bari non di Brindisi».

Ma la cosa che più preoccupa e colpisce è che questa scarsa attenzione per la sanità brindisina balza agli occhi in uno dei momenti più bui del settore: a inizio estate l’ospedale di Ostuni era ancora totalmente Covid con la città già brulicante di turisti che non avevano un presidio sanitario sul territorio in caso di necessità: solo a stagione avviata si è proceduto a riconvertire la struttura parzialmente, con grossi sacrifici del poco personale disponibile, in normale presidio ospedaliero. All’ospedale Camberlongo di Francavilla Fontana i medici di alcuni reparti e di Chirurgia in particolare vengono costantemente chiamati a dare manforte al Pronto soccorso della stessa struttura che non ha personale sufficiente, con conseguente «scopertura» degli altri reparti, al punto che l’Amministrazione comunale ha convocato (come si riporta nell’articolo in basso) un consiglio comunale monotematico sul tema.

«Il tutto - aggiunge Caroli - mentre il Perrino di Brindisi è al collasso con medici e unità del personale paramedico che, appena possono, scappano a gambe legate verso altre strutture ospedaliere, provocando non pochi contraccolpi sul piano della qualità dei servizi sanitari. Mi chiedo quindi: ma per gli ospedali di Francavilla e Ostuni non si possono recuperare risorse ex art 20? O devo pensare che le ristrutturazioni e gli ampliamenti non danno quella visibilità che danno gli ospedali di nuova costruzione. Prendiamo il nosocomio di Francavilla Fontana: è al limite della fruibilità, le sale operatorie, nonostante le nostre continue sollecitazioni, sono al limite della praticabilità, e da oltre due anni attendiamo l’attivazione del Reparto di Rianimazione. Per quello di Ostuni, che l’estate è l’ospedale di riferimento di molti turisti della Valle d’Itria, nonostante il crono-programma del completamento della piastra siamo ancora a niente, niente cantiere, niente di niente. Si sono recuperati poco più di sei milioni, ma sono ancora da reperire le somme per il reparto di degenza con 32 posti letto del secondo piano e tutte le opere di completamento. Se se per la medicina ospedaliera le cose vanno male, per quella territoriale anche peggio: quale futuro viene ipotizzato alla Asl di Brindisi - conclude Caroli - per i Ppit di Ceglie Messapica, Cisternino, Mesagne e San Pietro Vernotico? Il direttore della ASL, Flavio Roseto, dia delle risposte. Possibile che per i brindisini non ci possa essere una Sanità al pari dei pugliesi delle altre province? Perché il presidente Emiliano e l’assessore alla Sanità Palese continuano a mortificare il nostro territorio?».

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