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In Puglia e Basilicata

Vertenza infinita

Dema-Dar di Brindisi: saltano gli stipendi di luglio, lavoratori sui tetti

Dema-Dar di Brindisi: saltano gli stipendi di luglio, lavoratori sui tetti

I lavoratori sui tetti

Ferragosto di fuoco per 200 famiglie, tensione altissima ieri negli stabilimenti, sciopero all’orizzonte

12 Agosto 2022

Antonio Portolano

BRINDISI - «Siamo furibondi, delusi, e non riusciamo intravedere un futuro, continuano a prenderci in giro, ma qui non siamo su “Scherzi a parte”, c’è in gioco solo a Brindisi il futuro di 200 famiglie».

La tensione è altissima tra i 200 dipendenti brindisini del Gruppo Dema-Dar. Ieri mattina un tentativo di occupazione dei due stabilimenti è rientrato solo grazie alla paziente mediazione dei sindacati che faticano non poco tra il contenere le legittime rivendicazioni dei lavoratori - che possono sfociare da un momento all’altro in azioni incontrollabili - e le azioni da mettere in campo per tutelare i loro diritti.

A qualche settimana dalla protesta per il mancato pagamento nei tempi giusti degli stipendi di maggio e giugno, la protesta è divampata nelle scorse ore per il mancato pagamento dei salari di luglio.

«Niente stipendio, niente rimborso Irpef, niente 200 euro del bonus Draghi», riassume il segretario generale della Fim Cisl Taranto-Brindisi Michele Tamburrano. «La tensione è altissima, siamo seriamente preoccupati per il futuro. E non solo per l’ennesima comunicazione beffarda arrivata alle 17 del 10 agosto con cui l’azienda ha annunciato: “Si informano tutti i dipendenti che l’azienda, a causa delle sue difficoltà finanziarie, non riuscirà a rispettare la data odierna relativamente al pagamento degli stipendi di Luglio 2022. Entro venerdì 12 la proprietà comunicherà un aggiornamento. Ci scusiamo per il disagio arrecato”».

Ma c’è anche per un altro fatto che preoccupa ancora di più, le «ferie forzate» che il Gruppo Dema starebbe disponendo per tutti i lavoratori di tutti gli stabilimenti, circa 700 persone tra Puglia e Campania. «Notizie di corridoio danno per certa una disposizione partita dal quartier generale di Somma Vesuviana, sede della direzione aziendale, la quale intima a tutti i direttori di stabilimento di chiudere con effetto immediato, tramite fermata collettiva, tutti i siti dovessero essere confermate la situazione non lascia ben sperare», dicono in una nota congiunta le segreterie di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uglm, Fismic e Cobas che chiedono alle istituzioni locali, regionali e nazionali di attivarsi fattivamente e con estrema urgenza nonostante il periodo estivo non aiuti.

«Se non fosse che a farne le spesse sono circa 700 lavoratori e le loro famiglie sembrerebbe di trovarsi su “Scherzi a parte”», chiosano i sindacati.

E ieri mattina, negli stabilimenti brindisini, la tensione si tagliava a fette. Solo per evitare tafferugli e uno «scontro tra poveri» i lavoratori, dopo essere saliti sul tetto dei due stabilimenti hanno deciso di sospendere la protesta in attesa della scadenza di 48 ore richieste dal Gruppo Dema per dare nuove comunicazioni. L’attesa è febbrile in tutti gli stabilimenti mentre si pensa già a nuove forme di lotta nel caso in cui la situazione non dovesse risolversi positivamente. Tra le opzioni circolate girano le parole «occupazione» e «sciopero». Una cosa è certa il ferragosto per i dipendenti di Dar è Dema è più rovente che mai.

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