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In Puglia e Basilicata

Caos graduatorie

Brindisi: asili nido comunali? Un lusso per pochi

Buoni asili nido e servizi 0-3 anni, Regione stanzia 26 milioni di euro

Famiglie sul piede di guerra, protestano gli esclusi. Pioggia di critiche su Facebook per i criteri applicati

06 Agosto 2022

Pierluigi Potì

BRINDISI - Asili nido comunali: dopo la pubblicazione della graduatoria (avvenuta a fine luglio), non si placano le polemiche su alcuni aspetti controversi che, probabilmente, diventeranno (se non lo sono già diventati) anche motivo di impugnazione da parte dei genitori rimasti esclusi.

Non c’è pace, dunque, per uno dei più importanti servizi garantiti alle famiglie, già in precedenza entrato nell’occhio del ciclone a causa della scelta operata dal Comune di privatizzarlo, assegnandolo in concessione alla cooperativa sociale «Gialla». Tutto ciò ha comportato l’impennata dei costi della retta che, per l’anno scolastico 2022/2023, è stata fissata in 525 euro mensili (al netto dei «voucher conciliazione» a tariffe agevolate, concesso a seconda della condizione reddituale del richiedente, e del contributo «Bonus Nido Inps», sempre se ne ricorrano le condizioni economiche), un importo che non tutti (anzi, pochi...) possono permettersi.

Insomma, da servizio pedagogico nato per aiutare le famiglie meno abbienti, l’asilo nido comunale si è trasformato quasi in un... lusso per pochi.

Come detto, però, non è solo l’esosità della retta ad essere mal digerita dalle famiglie. La polemica più accesa, al momento, riguarda le graduatorie relative ai tre plessi esistenti (erano quattro, ma quello di Santa Chiara è stato chiuso lo scorso anno): l’asilo nido Cellini (50 le domande accolte tra le varie categorie divezzo, semidivezzo e lattante, 5 invece quelle respinte e in lista di attesa), l’asilo nido Modigliani (anche in questo caso, 50 domande accolte, mentre sono molto più numerose quelle respinte e poste in lista di attesa: ben 58) e l’asilo nido Sant’Angelo (60 domande accolte, nessuna respinta).

Complessivamente, dunque, sono 63 le domande non accolte e sono proprio alcune di queste famiglie che hanno manifestato perplessità e disappunto per l’esito della graduatoria attraverso la pagina Facebook «No alla privatizzazione del nido comunale Brindisi» (che vanta, peraltro, ben 938 iscritti). Il caso estremo - che, se confermato, e non desumibile da un errore di trascrizione, sarebbe davvero un autentico paradosso - è quello evidenziato da un mamma (la cui richiesta non è stata accolta) che ha scritto: «Nella prima graduatoria, mio figlio è stato messo nei lattanti in modo errato, mentre ora che lo hanno messo nei semidivezzi non è stato ammesso! Uno schifo. Ah, giustamente è stato preso un bambino che deve... ancora nascere!».

Altri genitori hanno lamentato la mancata comunicazione circa la necessità di indicare una sola preferenza tra i tre asili nido, altri si sono pentiti di essere stati... onesti nella trascrizione della domanda («Alla mia richiesta di chiarimenti sulla esclusione - ha precisato un’altra mamma - hanno detto che, lavorando part time sia io che mio marito, i punti sono solo 10, mentre chi ha messo ad occhio che lavora full time va avanti... Quindi dovevamo cliccare tutti full time anche se non era vero... Roba da pazzi»), altri ancora hanno lamentato l’assenza di controlli e spiegazioni.

L’ennesima bufera, insomma, in riferimento ad un servizio che, evidentemente, non riesce mai ad accontentare tutti e che, ormai quasi a parità di costi, sta pian piano indirizzando le famiglie brindisine verso le strutture private.

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