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In Puglia e Basilicata

Gioventù scatenata

Brindisi, monumento al marinaio ostaggio di spaccio e corse di moto

Brindisi, monumento al marinaio ostaggio di spaccio e corse di moto

La denuncia dei genitori minacciati: «La paura dei bambini che giocano nella terra di nessuno»

23 Luglio 2022

Antonio Portolano

«Tu non sai chi sono io, fatti i c... tuoi». È una delle tante e più colorite minacce che alcuni genitori adulti si sono sentiti rivolgere, quando hanno provato a cercare di far riflettere il giovane motociclista di turno che sfrecciava tra i bambini rischiando di investirli. «I piazzali del Monumento al Marinaio d’Italia, sono ormai terra di nessuno e quando proviamo a chiamare le forze dell’ordine a mala pena ci rispondono». È quanto denunciano alla Gazzetta del Mezzogiorno un gruppo di genitori nella speranza che la situazione venga riportata al più presto nei ranghi della legalità e, soprattutto della vivibilità.

«Moto che sfrecciano a tutta velocità tra i bambini e spaccio di sostanze stupefacenti come se nulla fosse», riferiscono i genitori. Nemmeno il tempo di annunciare nuovi e più stringenti controlli contro il fenomeno delle babygang e delle aggressioni tra giovanissimi, che le situazioni di criticità si moltiplicano. Non solo il centro storico, dove sono avvenuti gli ultimi fatti e che saranno controllati in maniera più stringente, ma anche il quartiere Casale. Un quartiere «tranquillo» secondo l’immaginario collettivo del brindisino. E invece a stare ad ascoltare alcuni padri di famiglia la preoccupazione è tanta. «Dobbiamo aspettare che qualche bambino venga investito? Perché non si pone fine a questa situazione? Ogni volta che proviamo a chiamare le forze dell’ordine, se ci rispondono ci dicono “invieremo una pattuglia”, ma poi non arriva nessuno. E intanto il caos è totale. Persino l’ingresso dell’accesso alla zona pedonale viene ostruito da tante motociclette in modo da non far passare l'auto di forze dell'ordine o 118. Se qualche volta si intravede una volante della polizia hanno tutto il tempo di dileguarsi. E una volta andati via ritornano e ricominciano a fare i fatti loro più di prima». La situazione è disarmante descrivono i genitori. «C’è un senso di impunità diffuso. Una consapevolezza del “tanto non puoi farmi niente altrimenti passi i guai”. Ci sentiamo impotenti. Quando qualcuno di noi ha provato a far riflettere questi giovani - che hanno tra i 14 e i 17 anni - è stato aggredito verbalmente al punto tale che essendo adulti responsabili abbiamo dovuto andare via per evitare che la situazione degenerasse. E poi ci sono tanti anziani che, soprattutto l’estate (non avendo tutti la disponibilità di un condizionatore d’aria) cercano refrigerio in questa zona. Ma tante di quelle sere il caos e la maleducazione è tale che scappano via. Può essere tollerata questa cosa come se nulla fosse? Basterebbero delle telecamere, o degli agenti in borghese che si mescolassero alla folla e vedessero quanto accade. Come lo spaccio di stupefacenti che avviene senza ritegno anche sotto gli occhi dei bambini. E poi si gasano, iniziano a dire parolacce e fare discorsi da bulli, prendere le moto e darsi a corse e gimkane tra la gente».

C’è poi un altro dato fanno notare i genitori: i piazzali del Monumento al Marinaio d’Italia sono zona pedonale, quindi in teoria dovrebbero essere inaccessibili alle moto. Invece accade quel che accade. Certo non mancano gli episodi belli. «È bello che ci siano tanti ragazzi per strada, soprattutto dopo la pandemia. È stato bello vedere i ragazzi riuniti la notte prima degli esami. C’erano molti bravi ragazzi. Ma ce ne sono tanti che scorrazzano in maniera pericolosa tra i bambini e non vorremmo mai che accadesse l’irreparabile. Perc questo chiediamo attenzione alle forze dell’ordine. Prima di intervenire con interventi repressivi come il Daspo dei giorni scorsi, magari sarebbe il caso di iniziare con qualche multa. Magari servirebbe ad educarli di più evitando che restino segnati da provvedimenti più grandi di loro e che a volta vengono interpretati come medaglie al valore».

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