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Fondi cultura

«L’Allora Fest oscurato dal caso Haggis, ma il progetto merita e sta funzionando»

«L’Allora Fest oscurato dal caso Haggis, ma il progetto merita e sta funzionando»

Il consigliere delegato Di Bari: «Puglia in prima linea per gli eventi culturali»

26 Giugno 2022

Mimmo Mazza

«Per prima cosa esprimo la mia solidarietà alla donna che ha denunciato. Trattandosi di una materia giudiziaria per reati di esclusiva responsabilità personale mi astengo da ulteriori commenti sulla vicenda che verrà chiarita nelle sedi competenti». Grazia Di Bari, consigliera regionale delegata alle Politiche Culturali, accetta di rispondere alle domande della Gazzetta sulla spinosa vicenda giudiziaria che vede coinvolto il regista canadese Paul Haggis, ai domiciliari da una settimana con la pesantissima accusa di violenza sessuale nei confronti di una 28enne. Il suo arresto è avvenuto alla vigilia dell’Allora Fest di Ostuni, co-finanziato dalla Regione.

«Di sicuro, senza il caso Haggis - spiega la Di Bari, esponente del Movimento 5 Stelle - oggi staremmo parlando delle masterclass di Oliver Stone mentre indossa il cappello con #weareinpuglia, delle lezioni di cinema di Jeremy Irons ed Edward Norton, delle parole bellissime che Matt Dillon e Marisa Tomei hanno espresso sulla nostra regione, dei walk and talk con decine di protagonisti del cinema nazionale e internazionale, della partecipazione degli studenti della scuola di cinema e del grande pubblico alle proiezioni. Eventi che hanno anche il pregio di essere aperti a tutti e con ingresso libero».

Ritiene sia stato giusto proseguire con l’Allora Fest di Ostuni?

«La direzione artistica del Festival fa capo a due donne, Silvia Bizio e Sol Costales Doulton, che hanno subito preso posizione sul caso Haggis, eliminando la sua partecipazione dall’evento e dall’associazione, hanno espresso solidarietà alla donna coinvolta nella vicenda e ribadito i valori che ispirano il loro lavoro: eguaglianza, parità di genere, solidarietà, accoglienza di scappa dalla guerra e dal bisogno. La stessa sensibilità l’hanno dimostrata gli ospiti italiani e internazionali che hanno confermato la loro partecipazione. Le valutazioni circa l’impatto che una tale manifestazione avrà su un territorio in difficoltà - quello della provincia di Brindisi - su cui Regione Puglia sta facendo grandi investimenti, non solo in cultura e turismo, si faranno alla fine, dati alla mano».

Il nostro giornale ha raccolto proteste da parte degli albergatori della zona di Ostuni per la modalità di scelta delle strutture: cosa risponde?

«I grandi eventi - come certificato ormai da numerosi studi - hanno la funzione di promuovere il territorio e favorire la domanda turistica e culturale. E, anche a tal fine, la Regione sostiene centinaia di iniziative su tutto il territorio e decine di Festival non solo di cinema ma anche letterari, di musica, teatro, fotografia, arte nelle sue varie espressioni. Analizzeremo a tempo debito come i flussi degli arrivi e delle presenze sono stati influenzati anche da questa nuova manifestazione. Quanto ai contenuti artistici e alle scelte logistiche, questo è evidentemente un compito di chi organizza l’evento. Regione Puglia non entra nel merito delle libere scelte di qualunque operatore culturale».

Gli organizzatori dei festival cinematografici hanno protestato per la politica di assegnazione dei fondi: è così?

«Proprio l’altro ieri si è svolto il tavolo permanente per la ripartenza della cultura con il partenariato di settore in cui abbiamo annunciato le risorse che, dopo un complesso lavoro di ricognizione delle economie disponibili sul bilancio regionale svolto nell’ultimo mese e mezzo sono a disposizione degli operatori pugliesi: quasi 8 milioni in favore dello spettacolo dal vivo (esattamente quanto erogato negli ultimi anni) e quasi 1 milione in favore dei festival cinematografici locali (oltre le risorse stanziate per Bif&st e Allora Fest). A queste vanno aggiunte le ulteriori risorse destinate dal bilancio regionale ai carnevali storici (Gallipoli, Manfredonia, Massafra, Putignano) per 300 mila euro, alle città candidate a capitale europea della cultura (Bari, Taranto, Mesagne, Conversano) per 600 mila euro, alla valorizzazione e promozione dei siti Unesco (Alberobello, Andria, Castel Del Monte) e agli altri siti culturali e archeologici in tutta la Regione tramite lo spettacolo dal vivo per 400 mila euro. Senza contare i finanziamenti erogati dal Teatro Pubblico Pugliese ai musicisti e produttori con Puglia Sounds per oltre 500 mila euro».

C’è un tema di politica culturale e di finanziamento degli eventi in Puglia?

«La qualità dell’offerta culturale garantita dalla Regione è sotto gli occhi di tutti: per citare solo gli eventi in programma in questi giorni: il Medimex a Taranto e Bari, il Locus, la mostra di Obey al Margherita, gli Open Days dei Monti Dauni, i festival letterari Salento Book Festival, Lungomare di libri, Libro Possibile a Polignano e Vieste, il festival internazionale di teatro e artisti di strada Circonauta, la novità di Sherocco sui temi Lgbtqi, solo per citarne alcuni. Proprio oggi si svolge il campionato italiano di ciclismo con partenza da Castellaneta Marina e Alberobello. Siamo tra le regioni più attive nel sostenere gli operatori turistici. Non c’è luogo della Puglia in cui ogni giorno non vi siano eventi culturali, artistici e di spettacolo. Per i cittadini e i turisti c’è solo l’imbarazzo della scelta: basta andare su viaggiareinpuglia.it».

Ritiene giusto sostenere iniziative che si basano su nomi altisonanti provenienti dall’estero e che non hanno come focus invece il territorio?

«Tutte le iniziative promosse dalla Regione hanno come focus la valorizzazione culturale, sociale, turistica ed economica del Territorio. La diversificazione dell’offerta turistico-culturale - al di là della distinzione tra locale e globale - è a vantaggio di tutti. Sul Comune di Ostuni, che come sapete è stato sciolto per mafia, abbiamo voluto dare un segno di particolare attenzione puntando su questo evento di grande rilievo internazionale, coinvolgendo anche altre città della provincia, dando la possibilità ai giovani appassionati di cinema, alle scuole e al grande pubblico di ascoltare e incontrare grandi maestri del cinema del livello di Oliver Stone, di confrontarsi con loro passeggiando nei vicoli e nelle piazze. E nel contempo far lavorare operatori del territorio, alberghi, B&B, bar, ristoranti, negozi ecc. La vicenda che coinvolge Haggis ha oscurato tutto questo lavoro. Senza questo bruttissimo episodio, è proprio il caso di dirlo, avremmo girato un altro film».

I fondi alla cultura? Basta con le altalene

C'è chi sospira per i finanziamenti promessi e mai ricevuti, chi lamenta ritardi, chi lancia accuse contro un sistema da regolarizzare e da programmare. L'inchiesta giudiziaria partita dopo il caso del premio Oscar Paul Haggis ha scoperchiato il tema dei finanziamenti alla Cultura: se l'«Allora Festival» ha ricevuto, anche velocemente, i fondi, perché con gli altri si centellina, si rinvia e si nega? Gli operatori protestano e ormai sindacati ed enti hanno aperto una vertenza con la Regione Puglia dopo l'incontro fiume dell'altra sera. È incorso una raccolta di firme sotto una nuova nota dei vari operatori e sindacati, che sarà diffusa domani. E non ci sono solo Cgil, Cisl, Uil, Agis e Anec, Confcommercio e Confartigianato sul piede di guerra, ma c'è pure un fronte politico.
Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione ha annunciato un'audizione (la data sarà fissata domani) del Distretto produttivo Puglia creativa e dei sindacati. Questi ultimi denunciano il taglio del 30% delle risorse destinate alle piccole e medie imprese di un settore, come lo è quello della cultura e dello spettacolo, che ha sofferto di più della crisi Covid.

E non solo. In una nota congiunta Cgil, Fistel Cisl, UilCom e Puglia Creativa, firmata da Nicola Di Ceglie,        Oronzo Moraglia, Vito Gemmati e  Vincenzo Bellini, definiscono «inaccettabile che si continui a procedere, ormai da 5 anni a questa parte, ad emanazione di avvisi pubblici, progettati nell’ambito della Sezione Economia, in deroga alla normativa regionale vigente (Legge regionale 6/04). La Regione Puglia – scrivono - continua ad emanare, con gravi ritardi di pubblicazione e di liquidazione, Bandi annuali, triennali e/o di ristoro del tutto incoerenti e insoddisfacenti rispetto alle reali condizioni di vita e di lavoro di operatori e artisti pugliesi, compiendo invece la scelta politica di destinare la gran parte delle risorse economiche ai “grandi eventi”, con assegnazioni dirette al di fuori di regole e programmazione». La nota è stata inviata proprio giovedì 23 giugno, nel pieno della bufera del caso Haggis.
Tono polemico sul fronte politico: «Ringraziamo il direttore del Dipartimento Cultura e Turismo, Aldo Patruno, per la lunga precisazione sull’Allora  Fest di Ostuni. Ma ci chiediamo: la strategia delle Politiche culturali, la visione degli obiettivi del progresso civile, culturale e sociale del territorio in Puglia sono del dirigente? E’ Patruno che fa le scelte politiche che il presidente Emiliano approva?», scrive Ignazio Zullo capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Puglia. [r.c.]

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