Domenica 20 Giugno 2021 | 11:03

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Brindisi, Forte a Mare: la Soprintendente spiega i percorsi

Brindisi, Forte a Mare: la Soprintendente spiega i percorsi

Come noto Forte a Mare è un complesso monumentale in consegna alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce, di cui è stato condotto il recupero parziale attraverso il lotto funzionale di lavori concluso nell’autunno del 2020, che comportava anche la realizzazione di un progetto di fruizione. Questo progetto prevede la visita del sito dall’alto dei camminamenti di ronda, mediante un percorso anulare che spazia dall’area esterna ad alta valenza paesaggistica, con i percorsi ricavati nella macchia mediterranea, e la possibilità di ripercorrere i camminamenti delle due maniche dell’Opera a Corno, riconnettendosi quindi al Forte a Mare. A tale scopo è stato realizzato il progetto conservativo con incluso il ripristino della continuità dei camminamenti di ronda fondamentali per la sua corretta e completa lettura; si è proceduto, quindi, alla ricucitura del tratto di mura crollato ad Est, per mezzo della costruzione di una struttura in legno lamellare. Il percorso conduce, quindi, direttamente al primo piano del Forte, passando in quota sulla darsena interna, attraverso la Porta Regia e la terrazza panoramica, per concludersi nelle sale monumentali del primo piano del maniero. I lavori si sono conclusi già dell’autunno del 2020, ma le restrizioni vigenti in materia di contenimento epidemiologico non hanno consentito l’apertura dei siti culturali di competenza del Ministero della Cultura in tutta Italia. Non appena il Ministero, in adesione alle nuove disposizioni nazionali, ha consentito e promosso la riapertura graduale dei musei e dei monumenti, la Soprintendenza ha attivato le procedure amministrative finalizzate alla riapertura del complesso monumentale. Preso atto delle dichiarazioni rese dal Sindaco e, tuttavia, con il fermo proposito di scindere i toni dai contenuti, preme rimarcare il fatto che dopo anni di inutilizzo e vandalizzazione finalmente, con la formula delle aperture programmate, che consentano una adeguata gestione dei flussi dei visitatori, si è reso possibile un primo importante passo verso la futura pubblica fruizione del Forte a Mare. La pubblica fruizione resta obiettivo primario comune, da raggiungere con i tempi e i modi più adeguati e solo quando la Soprintendenza, responsabile della custodia e della fruizione del complesso, potrà garantire congrue condizioni di sicurezza. Tale obiettivo sarà perseguito a seguito del successivo lotto di lavori, già programmato, che prevede la dotazione delle infrastrutture di adduzione per la corrente elettrica, l’acqua, lo smaltimento dei reflui e la fibra per la connessione internet; servizi ad oggi garantiti da impianti e sistemi provvisori, in modo da consentirne un utilizzo continuativo e la completa accessibilità per un pubblico più vasto. Pertanto, al momento, il sito monumentale non può essere ancora un luogo aperto alla libera fruizione, dato che il recupero effettuato non ha potuto mettere in sicurezza tutto il compendio, costituito da Ministero della cultura porzioni non ancora ispezionate e da continui salti di quota che, se non opportunamente gestiti, potrebbero costituire un pericolo per la pubblica incolumità. Pertanto, l’impegno della Soprintendenza in questa fase è stato quello di favorire l’uso saltuario e non continuativo del monumento, consentendo la visita in maniera controllata. La Soprintendenza, con l’intento di porsi come presenza positiva e propositiva, assume l’impegno di garantire sul posto un proprio presidio fisso di personale, che sarà coadiuvato in questa prima fase dal servizio reso dall’Associazione “Le Colonne”, individuata mediante la sottoscrizione di un accordo di partenariato pubblico-privato, che sta svolgendo il programma di visite ed attività presentato durante l’inaugurazione. Ciò non esclude la possibilità di avviare un dialogo proficuo e costruttivo con ulteriori soggetti, non a scopo di lucro, che vorranno presentare, nell’esclusivo interesse della collettività, proposte e progetti di fruizione e valorizzazione, compatibili con le attuali condizioni del complesso monumentale, e che potranno essere incardinate nel percorso di visita già definito. Le proposte saranno accuratamente vagliate e avviate nelle forme più opportune, mettendo in atto procedure che garantiscano la trasparenza e l’equa partecipazione. Pertanto, la Soprintendenza ribadisce la massima disponibilità e il massimo impegno a dar vita ad un dialogo costruttivo con il Comune e con tutti gli altri Enti ed organismi territoriali che vorranno prendervi parte, senza perseguire scopi di lucro, per il comune intento di valorizzare il complesso monumentale di Forte a Mare, inserito tra gli attrattori culturali dal Ministero della Cultura, purché sia garantito il rispetto dei ruoli e dei corretti toni istituzionali. Quanto sopra, nell’auspicio che una altrettanto ferma volontà di partecipazione e di sostegno all’attività di tutela e valorizzazione istituzionale sia manifestata dal Comune in tutte le circostanze che vedono impegnata la Soprintendenza nel territorio.

Barbara Davidde Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi e Lecce ----------

«La Soprintendente Barbara Davidde, alla luce delle polemiche di stampa intervenute in concomitanza con l’inaugurazione del Castello Forte a Mare ed amareggiata dai toni assunti, propone la seguente riflessione, nella speranza di ripristinare un dialogo con toni istituzionali corretti e rispettosi del reciproco operato e dei ruoli rispettivamente assunti, nonché delle specifiche responsabilità di ognuno ». Così l’incipit della nota che abbiamo pubblicato in alto. “Uni - cuique suum”, invoca la Soprintendente nella “speranza di ripristinare il dialogo”, nel rispetto del “reciproco operato e dei ruoli rispettivamente assunti”, ma poi entra in “medias res” omettendo di considerare l’inizio di tutto: il difetto di comunicazione nella vicenda dell’inaugurazione, senza che da parte nostra ci sia ulteriore indagine su tale difetto, cioè se esso sia stato previsto e voluto o semplicemente “indipendente dalla volontà”. Venerdì sera, in ogni caso, è giunta la nota della Soprintendenza, mentre in occasione dell’inau - gurazione del Forte, nulla. E la “Gazzetta” non ha scritto nulla proprio perché è mancato il dià-lògos: il discorso fra due entità che, ciascuno nel suo ruolo, viene ora invocato. E poi non è bello occuparsi di una questione senza…in - vito. Non è a dire, peraltro, che il silenzio del giornale non sia stato notato (lettori della “Gazzetta” hanno telefonato ed abbiamo risposto che non eravamo stati invitati), perché anche la cronologia degli eventi ha un senso per chi osserva la realtà e cerca, tramite i media, un aiuto al suo convincimento. Come appunto accade ora con la nota esplicativa che rompe il silenzio dopo i tanti interventi, fino alla lettera del sindaco al Ministro. Ora – “apertis verbis”–si coglie “la speranza di ripristinare il dialogo” e – sentiamo di aggiungere – la chiusura di un paragrafo sul capitolo “Castello alfonsino”. Volentieri mettiamo un punto fermo, davvero sperando di poter continuare un “dià-lògos”. [Angelo Sconosciuto]

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