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In Puglia e Basilicata

L'iniziativa

Canale reale a Latiano diventerà parco fluviale: accordo Regione-Politecnico

Canale reale a Latiano diventerà parco fluviale: accordo Regione-Politecnico

L'Associazione l'Isola che non c'è che ha proposto di utilizzare il parco di Villa Romatizza e le aree adiacenti il canale a ridosso del centro abitato, il primo esperimento di “parco fluviale”

10 Gennaio 2019

Dal workshop per la rigenerazione urbana del territorio di Latiano con il Politecnico di Bari (nel luglio del 2017), alla bonifica e messa in sicurezza idraulica del Canale Reale, fino alla possibile futura realizzazione di un “parco fluviale” (il primo in Puglia) lungo l’intero tratto del fiume che da Villa Castelli sfocia nella Riserva naturale di Torre Guaceto. Partendo da Latiano.
Oggi in prefettura la firma del protocollo di intesa per il “Contratto di fiume” tra Regione Puglia e Politecnico di Bari, alla presenza del Pro-Rettore Loredana Ficarelli, l’assessore Giovanni Giannini, il commissario dell’Arneo Alfredo Borzillo, i sindaci di Oria, Mesagne, San Vito, Latiano, gli assessori di Brindisi e Francavilla, l’ex assessore Curcuruto, l’ex presidente Onofrio Introna, i rappresentanti di Aqp, del Consorzio di Torre Guaceto, dell’Autorità di Bacino. Ha presieduto il vertice, il prefetto di Brindisi Valerio Valenti. Ha coordinato i lavori - su invito del prefetto - il giornalista Franco Giuliano. Presenti anche alcuni rappresentanti dell’Associazione “L’Isola che non c’è”, “regista e promotrice delle iniziative su questo argomento”.

L’Associazione ha proposto di realizzare nel territorio di Latiano, utilizzando il parco di Villa Romatizza (di proprietà della Asl) e le aree adiacenti il canale a ridosso del centro abitato, il primo esperimento di “parco fluviale”, studio sul quale lavorerà il Politecnico nei prossimi mesi grazie a questo protocollo di intesa con la Regione che prevede un finanziamento di 90 mila euro.
La pro-Rettore vicario, Loredana Ficarelli, da parte sua, ha assicurato l’impegno del Politecnico “a realizzare uno studio che coinvolga tutti i Comuni interessati e tenga conto delle peculiarità dei singoli territori che il Canale attraversa”. Non trascurando - come ha chiesto il sindaco di Mesagne, Pompeo Molfetta - di considerare il riutilizzo di un impianto di affinamento delle acque che insiste nel suo territorio costato milioni di euro, da anni abbandonato a se stesso”.

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