Martedì 22 Gennaio 2019 | 21:47

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Dopo i disagi

Brindisi, via la neve dagli aerei con i secchi di acqua calda: insorge il sindaco

Non si placano le polemiche per l'impreparazione della macchina organizzativa di Adp. L'on. D'Attis scrive al ministro dei Trasporto

Brindisi, via la neve con i secchi di acqua calda: insorge il sindaco di Brindisi

«A Brindisi sono stati dirottati o annullati quasi tutti i voli a causa della mancanza di uno specifico macchinario in grado di eliminare il ghiaccio dai velivoli; quanto accaduto è estremamente grave e, per questa ragione, chiederemo spiegazioni ad Aeroporti di Puglia».

La neve e il gelo che hanno interessato il territorio cittadino (raggiungendo l’apice nella giornata di venerdì, ma senza creare grossi problemi grazie anche all’attività di prevenzione predisposta dalle vari componenti preposte a garantire la sicurezza in casi di eventi atmosferici di particolare rilevanza) hanno lasciato strascichi invece a livello politico, con la polemica innescata dal sindaco Riccardo Rossi sulla mancata partenza e atterraggio di alcuni voli. Il primo cittadino ha puntato decisamente il dito nei confronti della società che gestisce lo scalo brindisino.

«Nonostante l’aeroporto di Brindisi fosse tecnicamente aperto - ha detto il primo cittadino - non è stato possibile far atterrare aerei perchè gli stessi poi non avrebbero avuto il servizio di de-icing per ripartire. Questa - ha aggiunto Rossi - sembra essere l’unica causa che ha provocato enormi disagi a migliaia e migliaia di passeggeri diretti a Brindisi e costretti invece ad atterrare a Bari o in altri scali». Per questo, la 1pulizia» dei velivoli è stata eseguita utilizzando secchi di acqua calda, insomma roba da terzo mondo.

Il sindaco Rossi ha poi messo in evidenza anche la diversità di trattamento garantita allo scalo locale rispetto a quello di Bari: «Al contrario, nel capoluogo pugliese - ha incalzato, alzando i toni della polemica - non si è registrato alcun genere di disservizio perché l’aeroporto Karol Wojtyla era dotato di questa strumentazione richiesta che ha garantito il massimo dei servizi nonostante imperversasse anche nel capoluogo regionale il maltempo».

Da qui, il monito rivolto ad Aeroporti di Puglia: «Chiederemo immediatamente spiegazioni alla società che gestisce entrambi gli scali pugliesi - ha concluso il sindaco, lasciando intendere che si attiverà ulteriormente affinchè la vicenda venga chiarita in tutti i suoi aspetti - e soprattutto le motivazioni che determinano questa differenza di dotazione tra i due aeroporti pugliesi. Brindisi sembra esserne gravemente penalizzata e ciò nonostante i due milioni di passeggeri che lo scalo locale assicura in un anno».

Sulla vicenda, l'on. Mauro D'Attis - coordinatore regione di Forza Italia - ha annunciato che presenterà una interrogazione al ministro dei Trasporto.

LA POSIZIONE DI AEROPORTI: I SECCHI SONO DE-ICING - Il video nel quale sono ripresi operatori aeroportuali impegnati nel trasporto di secchi di acqua verso un aeromobile in transito sull'aeroporto di Brindisi, non è altro che l’esecuzione del de-icing, procedura standard (SAE International) in vigore che consente - con temperature al suolo maggiori o uguali a 0°C - l’utilizzo di acqua calda a 60°C. Lo precisa in una nota Aeroporto di Puglia "al fine di evitare immotivate preoccupazioni in materia di sicurezza e di chiarire, si spera in via definitiva, quanto emerso dalla pubblicazione del video». Il video è stato registrato il 4 gennaio scorso durante l’ondata di maltempo che ha colpito la Puglia con nevicate anche lungo la costa.

Nel caso specifico, «a seguito di ispezione effettuata dal comandante del volo, lo stesso, alla luce delle particolari condizioni climatiche (temperature al suolo superiore a 0°C ed assenza di precipitazioni nevose), ha effettuato un ulteriore test di verifica, semplice ma efficace, per rimuovere eventuali residui di neve sulle ali, al fine di decidere in totale autonomia e sicurezza la partenza del volo». Nella circostanza Aeroporti di Puglia ribadisce che l’Aeroporto di Brindisi «è certificato in base agli standard europei Easa per la sicurezza ed è dotato degli impianti ed attrezzature necessarie per il regolare e sicuro svolgimento delle operazioni aeroportuali».

Per quanto riguarda i livelli di attività previsti dalle procedure internazionali in presenza di neve o ghiaccio, AdP spiega che «il primo livello, meglio noto come de-icing, prevede la rimozione di neve e ghiaccio dalle ali, al fine di garantire la portanza alare durante il decollo. Il secondo livello, l'anti-icing, prevede la protezione delle ali dalla possibile contaminazione di neve e ghiaccio, che avviene spruzzando una patina di fluido antigelo, per un tempo prestabilito, sufficiente a consentire all’aeromobile di rullare verso la pista ed eseguire la corsa al decollo in condizioni di sicurezza». «Mentre l’anti-icing prevede specifiche procedure e fluidi certificati, per il de-icing le procedure standard (SAE International) in vigore, consentono - con temperature al suolo maggiori o uguali a 0° C - l’utilizzo di acqua calda a 60°C. E' il caso di quanto avvenuto a Brindisi», conclude la nota.

L'ENAC AVVIA UN INDAGINE - L’Ente nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) ha avviato un’indagine sull'attività di de-icing, l'eliminazione del ghiaccio degli aerei che sarebbe stata svolta manualmente nell’Aeroporto di Brindisi. E’ quanto ha annunciato in una nota l’Enac. «In relazione a notizie di stampa e video circolati in questi giorni che riportano attività di de-icing dalle ali degli aeromobili in partenza dall’Aeroporto di Brindisi eseguite manualmente e con modalità inadeguate - si legge nel documento dell’Ente nazionale per l'Aviazione Civile - sono state avviate delle azioni ispettive sulle operazioni aeroportuali condotte presso lo scalo in concomitanza con la nevicata che ha interessato la zona». Infine l’Enac informa che domani dei tecnici dell’Ente saranno all’Aeroporto di Brindisi, per verificare la gestione dell’emergenza derivata dalle avverse condizioni meteo e la situazione che si è determinata.

LA REPLICA DEI SINDACATI - La Filt Cgil Puglia, la Uil Trasporti, la Ugil Trasporti precisano che «la rete aereoportuale pugliese è una rete integrata, una tra le prime in Italia, nella quale gli aeroporti comunicano tra di loro nei sistemi e nelle procedure aereoportuali, dalla “Safety”, sicurezza dal punto di vista della progettazione, costruzione, manutenzione ed esercizio degli aeroporti, alla “Security”, misure e risorse volte a prevenire e contrastare atti illeciti nel sistema di aviazione civile e di sicurezza sul lavoro. In questo sistema integrato, Aeroporti di Puglia S.P.A. offre il servizio di “deicing” e “anti-icing” nello scalo di Bari e tutti i vettori aerei sono ben informati preventivamente. La scelta di usufruire del servizio in caso di necessità è a discrezione del vettore». I sindacati aggiungono poi che nel caso specifico del video in cui un addetto aereoportuale che porge un secchio d’acqua calda al comandante, il quale lo versa sull’ala per rimuovere del nevischio e verificare visivamente lo stato dell’ala: «il volo in questione è decollato in sicurezza garantendo ai passeggeri di raggiungere la destinazione. Un solo volo risulta cancellato su Brindisi per mancanza di servizio deicing. Va specificato che nel caso in questione il comandante del volo ha discrezionalmente deciso di atterrare sullo scalo pur sapendo che lo scalo fosse sfornito del servizio. Anche in questo caso Aeroporti di Puglia ha garantito i diritti previsti ai passeggeri». «Risultano dirottati correttamente sullo scalo di Bari tutti i voli che necessitavano di procedura deicing e/o anti-icing, voli durante la cui rotta le temperature in volo avrebbero raggiunto livelli di rischio congelamento ali e stabilizzatore elevato. Ai passeggeri di questi voli è stato garantito il trasporto via superficie da Brindisi a Bari». In particolare sottolineano nella nota: «n mezzo che richiede costi di gestione molto elevati e che va calato in una discussione più ampia di razionalizzazione e contenimento dei costi. Costi che pagano i pugliesi. Tanto per fare un esempio lo scalo di Napoli-Capodichino non è fornito di mezzo deicing, anti-icing», concludono. 

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