Sabato 23 Marzo 2019 | 20:06

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Operazione della mobile

Brindisi, rapina a Bancapulia: è caccia al terzo uomo

Arrestati i due presunti autori materiali del colpo da 99mila euro: incastrati dalle impronte e altro

Brindisi, rapina a Bancapulia: è caccia al terzo uomo

BRINDISI - Un terzo complice. È l’unico tassello che manca all’appello e su cui si concentrano le attenzioni della Squadra mobile dopo l’arresto del 23enne Antonio Lagatta e del 25 enne Alessio Giglio. Sarebbero loro gli autori materiali della rapina da 99mila euro ai danni delle guardie giurate dell’Ivri che il 16 agosto dell’anno scorso si accingevano a portare il danaro all’interno del portavalori dopo averlo prelevato dalla filiale di Bancapulia all’angolo tra le vie Appia e Germanico. I due spuntarono armati di pistola dall’interno di un Fiat Qubo e dopo la minaccia di «sparare in bocca» una guardia giurata si impossessarono del danaro fuggendo. A poco più di un anno di distanza dal colpo - e dopo che Lagatta e Giglio sono finiti rispettivamente nelle carceri di Lecce e Brindisi, grazie ai carabinieri, per essersi resi protagonisti della guerra tra bande in città con la fazione rivale capeggiata da Antonio Borromeo - sabato mattina gli investigatori, guidati dal vice questore Antonio Sfameni , hanno chiuso la parte più importante di una complessa indagine con la notifica della ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Tea Verderosa su richiesta dalla pm Simona Rizzo. La prova principe che incastra i due sospettati, che agirono in concorso con un terzo soggetto rimasto ignoto, sono le impronte digitali di entrambi (il pollice della mano destra di Giglio e il mignolo della mano sinistra di Lagatta) ritrovati al termine di un meticoloso lavoro della Scientifica all’interno del furgoncino da cui erano sbucati. A questi si aggiungerebbero dei peli rimasti incastrati nel nastro usato per foderare il furgone con teli di plastica - con lo scopo di non lasciare loro tracce - un fazzoletto di carta e un mozzicone di sigaretta. E i complessi rilievi antropometrici eseguiti secondo cui le fisionomie dei due arrestati sono compatibili con quelle degli autori del colpo. Attraverso la verifica delle immagini girate dalle telecamere presenti in zona gli investigatori della Squadra mobile brindisina hanno ricostruito anche tutto il percorso dei rapinatori nelle ore precedenti. Ora, oltre che per la guerra di mala anche colpi di kalashnikov - tra gli altri -, Lagatta e Giglio rispondono di altri pesanti reati, quelli ipotizzati dalla procura per questo caso, sono i seguenti: rapina aggravata in concorso, detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco, ricettazione di veicoli e danneggiamento a mezzo incendio di un’autovettura.

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