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Verso il voto

Brindisi, il gossip «infiamma»
la campagna elettorale in città

Veleni in attesa del 10 giugno Post al vetriolo dell’ex sindaco Antonino, fuoco di fila dei candidati

 Il gossip «infiamma» la campagna elettorale

Antonio Portolano

Prima la sparata al vetriolo contro gli anonimi che si sarebbero «defilati», poi le scuse dopo la caduta di stile che ha provocato la levata di scudi di tutti i candidati sindaco, escluso ovviamente quello della compagine per cui concorre. «Furia francese e ritirata spagnola» per l’ex sindaco Giovanni Antonino autore di un post su Facebook di cui a poche ore di distanza si sarebbe pentito di aver prodotto. Intanto sembra essere il «gossip», quello che viaggia sui social, il vero motore di questa campagna elettorale 2018. Una delle campagne elettorali più brevi rispetto alle precedenti - fortunatamente visti i contenuti - e perennemente carica di «veleni». L’ultima «Antoninata» arriva nella serata di sabato sera - giovedì pomeriggio si era tenuta la presentazione delle liste - ed anima subito la «rete». Il suo post recitava: «Quante persone, che oggi si sono defilate, dopo il 10 di giugno verranno ad omaggiarmi. Il Pri sarà forza di governo, con suo gruppo consiliare ed una sua rappresentanza in giunta. E mio figlio Gabriele sarà eletto consigliere comunale. Ma troveranno le porte rigorosamente chiuse. Questa volta non ci sono mezzi termini: o con me o contro di me. Si fa ancora in tempo...».

Il post ha «scandalizzato» centinaia di internauti e provocato ovviamente le reazioni di tutti i candidati sindaci.

Il primo sparare a zero, in ordine temporale, è stato il candidato sindaco Massimo Ciullo della destra: «Il capo politico di Roberto Cavalera si chiama Giovanni Antonino il tiranno. Il post di Giovanni Antonino si commenta da sé e dimostra, da solo, come le mie critiche nei suoi confronti quale artefice ed animatore della coalizione di Cavalera siano state sempre fondate. Adesso chiedo a Cavalera come possa continuare a illudersi di definirsi "garante" di un cartello elettorale che vede protagonisti simili personaggi che addirittura minacciano di chiudere le porte ai cittadini che la pensano diversamente da lui».

«Aiutateci a liberare brindisi da chi l'ha distrutta». È l’invito del candidato dei cinquestelle Gianluca Serra.

«Il post dell’ex sindaco Antonino impone alcune riflessioni. Giovanni Antonino è dentro la campagna elettorale ed è un protagonista che vuole avere più spazio nella coalizione di Cavalera. A chi è inviato il messaggio? Chi si defila? Forse destinatario potrebbe essere lo stesso Cavalera, che più volte ha sminuito il ruolo dello scomodo alleato. Una cosa è certa: già prima del voto Antonino ha la certezza della elezione del figlio Gabriele e di un gruppo consiliare forte del Pri. Anzi ha piena certezza anche di un assessorato». E ancora: «Sorvolando, ma non troppo - aggiunge Serra -, su un atteggiamento che dimostra un pieno controllo dei propri voti, si deve evidenziare che il messaggio è quello che il Pri conterà tanto nella prossima eventuale giunta Cavalera e che si dovrà omaggiare l’ex sindaco prima di poter prendere qualsiasi decisione. Un eventuale futuro governo Cavalera mostra il suo peccato originale, che è quello che aveva la giunta Carluccio, sarà sotto ricatto dei soliti politici in cui omaggi e concessioni faranno abbandonare ogni possibilità di lavorare per il bene dei cittadini». Da qui l’appello: «Mi rivolgo a tutte le persone oneste che fanno parte di quella coalizione ed allo stesso Cavalera: non c'è alcuna possibilità di pensare al futuro di Brindisi nella vostra coalizione, vi stanno ingannando, e con i voti che porterete non farete altro che rafforzare la posizione dei soliti noti, e anche se sarete in Consiglio Comunale sarete impotenti e sotto ricatto. Siete diventati lo strumento della restaurazione, abbandonate la campagna elettorale, potete fare ancora qualcosa di buono per la nostra Città, aiutateci a liberare Brindisi da chi l'ha distrutta».

Invita invece a confrontarsi sui programmi Ferruccio Di Noi candidato sindaco per il movimento Impegno Sociale: «Noto che la politica brindisina si appassiona più al gossip che alle vere problematiche che attanagliano la città. Preferisco, nell'incontrare i brindisini, parlare di programmi e prospettare le soluzioni che abbiamo individuato, come movimento Impegno Sociale, sul disagio sociale, il lavoro, la disabilità, il turismo e lo sviluppo del territorio. La nostra campagna elettorale è differente: non guardiamo gli altri competitors e non entriamo nel merito di dichiarazioni e questioni che non affrontano problemi di vitale importanza per la città. I brindisini sono ormai maturi per comprendere con chi hanno a che fare!».

Il candidato del centro sinistra Riccardo Rossi chiede ai brindisini di «liberare questa città da questa politica».

«Cavalera - scrive Rossi - ma chi è il tuo candidato l’ex sindaco Antonino o il figlio? Perché dovrebbero omaggiare il padre se il figlio è il candidato? Giù la maschera. Altro che non ha incarichi. E poi è tollerabile questo messaggio? Omaggiarmi? Fate ancora in tempo? Brindisi sveglia. Non torniamo indietro. Non indietreggiamo. Liberiamo questa città da questa politica».

Silenzio sulla vicenda da parte dal candidato sindaco di centrodestra, più volte messo in condizioni di imbarazzo da parte dei suoi sostenitori.

Poi la retromarcia dello stesso Antonino che, dopo aver rimosso quel post, fa indietro tutta: «Ogni tanto qualche cazzata la faccio anche io. Come scrivere dei post dettati dalla delusione di vedere persone che dicevano di volersi impegnare nel Partito e che poi si defilano, spesso perchè costrette con gli argomenti più disparati a modificare orientamento di voto. Mi scuso se ho offeso la sensibilità di qualcuno. Era solo uno sfogo dettato dalla delusione provata sul piano umano, senza alcun altro significato». E la campagna elettorale prosegue, senza esclusione di colpi.

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