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tavolo di lavoro

Il Canale Reale ad una svolta, Comuni pronti ad investire

Diversi i Comuni interessati dalla bonifica. Tra tutti Latiano «il cui territorio - ha detto il sindaco - è quello maggiormente interessato da questo corso d’acqua che lambisce il centro abitato». Aqp annuncia progetto per portare acqua nei terreni di Libera a Mesagne.

tavolo di lavoro prefettura di Latiano

LATIANO - Nove mesi fa (era il 14 agosto), nessuno - neppure la stessa Associazione “L’Isola che non c’è”, riconosciuta all'unanimità protagonista dei risultati raggiunti fin qui - avrebbe potuto immaginare che, in così poco tempo, il percorso intrapreso per la salvaguardia e la valorizzazione del Canale Reale sarebbe diventato poi un modello da esportare nella programmazione dei corsi d’acqua della intera Regione.

Un finanziamento regionale di 400 mila euro ha consentito, da parte dell’Associazione, il coinvolgimento del Consorzio dell’Arneo (in crisi gestionale da anni) che ha inaugurato, lo scorso lunedì, il cantiere dei lavori, lungo questo corso d’acqua abbandonato da oltre 20 anni. Alla cerimonia erano interventi il commissario straordinario Alfredo Borzillo, i sindaci di Latiano e San Vito, Mino Maiorano e Domenico Conte, il consigliere del presidente Anna Maria Curcuruto, il direttore generale della Asl, Giuseppe Pasqualone.

“La svolta è avvenuta - come ha sottolineato il consigliere del presidente Emiliano, Anna Maria Curcuruto, nel suo intervento, successivo a quello di apertura dei lavori da parte del Prefetto Valerio Valenti - lo scorso ottobre, in occasione di un precedente incontro tenutosi a palazzo Granafei a Brindisi”. 

In quella circostanza fu lo stesso assessore Curcuruto a proporre il ricorso al “Contratto di fiume”. Un programma operativo che superava «il protocollo di intesa» stilato nel 1995 (mai realizzato e dunque «scaduto») e addirittura migliorativo rispetto al «Contratto di programma» (suggerito in quella occasione dal Consorzio di Torre Guaceto). 

 Il varo di quel progetto, approvato dalla Ue e sul quale in questi mesi hanno lavorato gli uffici regionali, diventerà ora un modello intorno al quale i vari Comuni potranno presentare le rispettive proposte tutte riconducibili ad interventi per la salvaguardia del territorio in campo ambientale, della valorizzazione e della mitigazione del rischio idrico. Persino il riutilizzo delle acque affinate dei depuratori che insistono lungo l’asse del Canale Reale (50 km di fiume che scorre da Villa Castelli sino alla riserva di Torre Guaceto) potranno rientrare in questo “Contratto di fiume”. 

Una proposta questa del riutilizzo delle acque, che potrebbe coinvolgere il Comune di Mesagne (il cui territorio non era interessato ai lavori di pulizia e bonifica idraulica del Canale inaugurati due giorni fa dal Consorzio dell’Arneo), che grazie ad una intuizione del dirigente dell’Aqp, Portincasa e dopo l’intervento del sindaco, Pompeo Molfetta, potrebbe avviare un percorso progettuale finalizzato a condurre gratuitamente l’acqua del depuratore dell’Aqp fino ai terreni sottratti alla Scu e affidati a Libera; un intervento che porterebbe benefici anche a tutti gli agricoltori che insistono lungo quel tracciato. Su questa ipotesi Comune di Mesagne e Aqp hanno avviato subito dopo l’incontro proficui contatti operativi.

Anche il Comune di San Vito, che pure non sembrerebbe essere coinvolto direttamente nell’intervento del Canale Reale, ha raccolto l’invito della Regione a partecipare al “Contratto di fiume” “con un progetto ha detto il sindaco Conte - per la realizzazione di una ciclovia che dalla stazione ferroviaria di San Vito, raggiunga la Cripta di San Biagio e quella di San Giovanni”. 

All’incontro erano presenti anche i rappresentanti dei diversi Comuni interessati. Tra tutti il Comune di Latiano “il cui territorio - ha detto il sindaco Maiorano - è quello maggiormente interessato da questo corso d’acqua che lambisce il centro abitato”.

Insomma il Canale Reale,  da sempre etichettato come “brutto, sporco e cattivo” potrebbe diventare il fiore all’occhiello del territorio, un luogo suggestivo dove recuperare il contatto con la natura.

Pertanto, nelle prossime settimane, la Regione definirà dei criteri per l’affidamento di una convenzione (attraverso delle borse di studio) al Politecnico di Bari (già coinvolto dalla stessa “Isola che non c’è” in un progetto di rigenerazione urbana del Comune di Latiano) per uno studio su quel corso d’acqua. 

“Potrebbe essere lo stesso Politecnico insieme alla Regione - è stato ricordato dal giornalista Franco Giuliano, moderatore dei lavori - a fare da tutor ai diversi Comuni che dovessero essere in grado di presentare dei progetti nell’ambito del Contratto di fiume”.

Un coinvolgimento questo della istituzione scientifica che mira a rendere produttiva quella esperienza del workshop realizzata a Latiano a luglio scorso e a spingere l’amministrazione comunale a pianificare un road map per la approvazione del Pug (Piano urbanistico generale). Uno strumento indispensabile per qualsiasi intervento urbanistico futuro a cominciare dalla valorizzazione delle aree attigue al Canale e dunque alla ipotesi di parco nell’ex ospedale psichiatrico per finire alla idea della stessa Asl di realizzare in quell’immobile abbandonato un Centro di ricerca sul plasma.

Ora è la volta del Canale Reale (e speriamo anche del centro di ricerca della Asl e del parco).Su questo ultimo obiettivo sembra ormai essere stata avviata la strada giusta.

Una svolta senza precedenti che richiederà ora, da parte degli enti coinvolti, un maggiore controllo del territorio per evitare che il lavoro di pulizia dell’Arneo venga vanificato con abbandoni di rifiuti di ogni tipo, così come è stato finora. 
Un intervento che prevede in futuro anche il coinvolgimento delle associazioni degli agricoltori, a cui verrà chiesto un radicale cambiamento di quelle che sono le pratiche agricole da adottare nel rispetto dell’ambiente. 

“Perché l’obiettivo - è stato sottolineato da tutti - è quello di trasformare questo territorio rendendolo attrattivo anche sul piano turistico, un esempio di gestione nel campo ambientale e della rigenerazione dei corsi d’acqua, così che possa diventare una “buona pratica” in altre realtà della regione. 

Tutte le istituzioni interessate al tavolo di oggi (coinvolte per la prima volta) si sono dette disponibili a lavorare insieme per raggiungere questo obiettivo. La Regione da parte sua a intercettare i fondi necessari e a coordinare gli interventi. L’inizio sembra promettere bene.

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