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nella bibita: non si sa cos'è

L'Istituto Zooprofilattico di Foggia non riesce a estrarre il dna: non è un verme o in un insetto. Le difficoltà dell'indagine molecolare su una sostanza gassosa

Andria, il mistero del «verme»nella bibita: non si sa cos'è

L'Istituto Zooprofilattico

ANNA LANGONE

FOGGIA - S'infittisce il mistero attorno al presunto verme trovato da una bimba di Andria in una lattina di bevanda gassata. I ricercatori dell'Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata, dopo aver escluso la scorsa settimana che la scomoda presenza sia una larva di insetto, un verme appunto, stanno incontrando difficoltà a estrarre il Dna per risalire alla specie animale. Lo spiega il direttore generale dell'Istituto, Antonio Fasanella: «Il campione, proprio perché molto imbibito della sostanza gassosa, che è corrosiva - dice - non consente ai nostri ricercatori di estrarre il Dna. Normalmente l'indagine bio-molecolare che stanno eseguendo viene effettuata su campioni di carne sospetta. Faccio un esempio: carne bovina che risulta poi non esserlo. Nel giro di 24 ore, con l'estrazione del Dna, si riesce a risalire alla specie animale, in questo caso però è più complesso».

Emergono anche altri dettagli sul finora misterioso «campione», che non ha dimensioni proprio minuscole: «È lungo 7-8 centimetri - specifica Fasanella - pesa qualche grammo ed ha un colore cannella scuro».
Non saranno pertanto sufficienti i sette giorni (che sono quasi trascorsi) previsti dagli esperti dell'Izs per fare luce su questo caso di presunta alterazione alimentare. Già, ma di cosa si tratta? Cosa è finito nella bocca di una bimba mentre beveva dalla lattina? «È difficile dirlo - risponde il dg dello Zooprofilattico, Fasanella - possiamo azzardare che si tratti di pelle, ma non è chiaro di quale specie animale. Di sicuro non ci sono precedenti similari».

Il laboratorio di Diagnostica virologica ed Entomologia dell'Izs aveva escluso, con i primi esami, che si trattasse di un verme. stabilendo però che si tratta di materia organica. Il campione era arrivato all'inizio della scorsa settimana a Foggia, dopo che una dodicenne di Andria, bevuto qualche sorso di bevanda da una lattina, si era accorta di avere in bocca qualcosa di filiforme e molliccio, un verme appunto. Malgrado non avesse né vomito nè altri sintomi, la piccola era stata ricoverata in osservazione all'ospedale «Lorenzo Bonomo» di Andria, ma soltanto per precauzione, come precisato dai medici che l'avevano dimessa nel giro di alcune ore. Sull'episodio è in corso l'indagine condotta dalla polizia di Andria e dal Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione della Regione. Gli accertamenti, che sono stati estesi a tutt'Italia, avrebbero già appurato che la lattina è stata prodotta in Lussemburgo e che il lotto da cui proviene era destinato al mercato dell'Est.

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