L’area dell’ex distilleria Angelini, nel cuore del progetto Pinqua Costa nord, sembra celare nel suo sottosuolo qualcosa di più di un semplice passato industriale: analisi ambientali hanno rivelato la presenza di sostanze inquinanti che impongono una caratterizzazione approfondita del sito prima che qualsiasi intervento di riqualificazione possa procedere. E così i tempi per la realizzazione del parco si allungano ed i costi lievitano.
LA DISTILLERIA E IL PROGETTO Il Comune di Trani è beneficiario e soggetto attuatore di un finanziamento complessivo di 18 milioni di euro ottenuto nell’ambito del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, il cosiddetto Pinqua, finanziato dall’Unione europea attraverso il Next generation Eu. Il progetto, approvato con delibera di giunta nel marzo del 2022, prevede nel suo lotto 2 la realizzazione di un parco urbano attrezzato lungo il litorale di ponente, con annessa bonifica, messa in sicurezza e riqualificazione ambientale dell’area. L’appalto integrato era stato aggiudicato nell’ottobre del 2024 alla società Cetola, di Pietramontecorvino. I lavori preliminari, tuttavia, hanno subito restituito una realtà più complicata di quanto non lasciassero supporre le prime valutazioni.
IL PROBLEMA AMBIENTALE Il piano di monitoraggio ambientale, redatto nella fase antecedente all’avvio dell’appalto, aveva già acceso un campanello d’allarme: per alcuni inquinanti, le analisi mostravano valori prossimi ai limiti di legge, insufficienti a escludere rischi per la destinazione verde e residenziale prevista dal progetto. Si è reso dunque necessario attivare la procedura prevista dal Codice dell’ambiente per la redazione di un piano di caratterizzazione specifico del sito, che precedesse l’analisi di rischio.
Il Comune ha presentato alla Regione Puglia gli elaborati del piano a marzo 2024, ottenendo l’autorizzazione a febbraio 2025. Solo a quel punto è stato possibile procedere all’affidamento delle opere di caratterizzazione, ancora una volta alla Cetola, per un importo netto di circa 127.000 euro. I lavori sono partiti il 7 maggio 2025.
LA VARIANTE E I COSTI AGGIUNTIVI Ed è proprio in corso d’opera che si è manifestata la seconda complicazione. Gli operatori hanno incontrato impedimenti fisici nel sottosuolo - non censiti e non prevedibili in fase progettuale, come recita la determinazione dirigenziale firmata dall’ingegnere Andrea Ricchiuti il primo aprile scorso - che hanno reso materialmente impossibile eseguire le indagini nei punti originariamente previsti, rendendo necessaria una variante al piano.
La variante ha comportato un aggravio di spesa di circa 29.500 euro, portando il costo complessivo dell’intervento di caratterizzazione da 157.817 euro a 187.341 euro. A questo si aggiunge la necessità di coprire i costi delle analisi in contraddittorio condotte direttamente da Arpa Puglia, quantificati in 24.000 euro sulla base dei preventivi dell’Agenzia.
Le risorse per far fronte ai maggiori oneri sono state reperite attingendo in parte ai fondi Pnrr già stanziati e in parte al bilancio comunale 2026.
IL NODO DA SCIOGLIERE Quel che emerge dalla lettura del provvedimento amministrativo è la fotografia di un iter tutt’altro che lineare: un finanziamento europeo ambizioso, un’area industriale dismessa con un passato che non vuole restare sepolto, e una macchina burocratica che avanza sì con la cautela che il caso impone, ma anche con i tempi e i costi che la complessità della situazione inevitabilmente determina. Il parco urbano attrezzato della Costa nord resta l’obiettivo dichiarato, ma l’ex distilleria Angelini ancora oggi trasmette segnali inquietanti, non dissimili da quelli per cui fu sequestrata e chiusa all’inizio degli anni ‘90.















